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Milano, smog: un confine digitale per fermare i diesel. Telecamere e multe dal 21 gennaio 2019

Fonte: milano.corriere.it

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Gli automobilisti si segnino questa data: 21 gennaio 2019. In quel giorno entrerà in vigore, seppur in forma minimal, la Low emission zone, (l’area a bassa emissione di inquinanti) che grazie la controllo da parte delle telecamere vieta l’ingresso in città ai veicoli più inquinanti. Si parte con i diesel Euro 0, 1, 2 e 3. A ottobre 2019 toccherà ai diesel Euro 4. A darne l’annuncio è stato il sindaco Beppe Sala nel suo primo faccia a faccia con il sindaco di Roma, Virginia Raggi. «A gennaio 2019 lanciamo la Low emission zone ai confini della città, per cui da quel giorno non si potrà entrare a Milano con i vecchi diesel, tranne il sabato e la domenica. Progressivamente si passerà agli altri mezzi inquinanti. È un passaggio delicato ma che si deve fare». In realtà, gli esordi della Lez saranno limitati in quanto le telecamere in funzione per quella data saranno una dozzina contro i 180 varchi da controllare. Ci sarà però in ogni entrata la segnaletica che riporta tutti i divieti. Chi entra sfidando la sorte sappia che i varchi saranno comunque controllati da dispositivi mobili della polizia locale. Non solo: se uno oltre a superare i confini della città con l’auto «sbagliata» si volesse avventurare anche in Area C deve sapere che le telecamere intorno ai Bastioni rileveranno l’infrazione. Storia tribolata quella della Low emission zone, che ha accumulato vari ritardi. L’ultima previsione parlava di ottobre 2018. Invece si parte il 21 gennaio 2019 a scartamento ridotto.

Il motivo? Più di uno. Il primo: mettere in funzione contemporaneamente 180 telecamere (nella stragrande maggioranza non ancora installate) provocherebbe un effetto ben conosciuto, ossia una valanga di multe come quando sono stati accesi i sette occhi elettronici degli autovelox. Solo che l’effetto sarebbe centuplicato e gli stessi ghisa si troverebbero in difficoltà a gestire una mole del genere. L’altro motivo lo spiega l’assessore alla Mobilità, Marco Granelli: «Il problema è stato quello di individuare i varchi, che non potevano essere chiusi perché bisogna sempre dare la possibilità a chi non può entrare di tornare indietro. E questo ha comportato che i varchi siano aumentati da 70 a 180». In termini numerici significa aver coperto il 70% del territorio milanese e il 98% della popolazione. Adesso si sta provvedendo a posare tutta la segnaletica. Gli appalti sono stati fatti e in parte anche la condivisione con il ministero dei Trasporti. Quindi il 21 gennaio ogni varco avrà il suo bel cartello con i divieti.

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