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La misura della Sorveglianza Speciale impone condotte irreprensibili sia sul piano penale che amministrativo

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Con la sentenza n. 31036/2017 la prima sezione penale della Corte di Cassazione ha richiamato con curata specificità, quali siano i presupposti del provvedimento di sorveglianza speciale.

Il fondamento delle misure di prevenzione risiede infatti nel principio secondo cui l’ordinato e pacifico svolgimento dei rapporti sociali deve essere garantito, oltre che dal complesso di norme repressive di fatti illeciti, anche da un sistema di misure preventive contro il pericolo del loro verificarsi in avvenire, sistema che corrisponde ad una esigenza fondamentale di ogni ordinamento, accolta e riconosciuta negli artt. 13, 16 e 17 Cost. (sentenze C. Cost. n. 23 del 1964 e n. 27 del 1959).

E le prescrizioni sopra indicate mirano appunto a garantire il detto fine di tutela preventiva, anche allo scopo di consentire l’esercizio di adeguati controlli da parte dell’autorità di pubblica sicurezza. La prescrizione di “rispettare le leggi” non è indeterminata ma si riferisce al dovere, imposto al prevenuto, di rispettare tutte le norme a contenuto precettivo, che impongano cioè di tenere o non tenere una certa condotta; non soltanto le norme penali, dunque, ma qualsiasi disposizione, la cui inosservanza sia ulteriore indice della già accertata pericolosità sociale.

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