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Milano – Sms e telefonate alla guida: arriva una raffica di multe, 400 al mese

Fonte: milano.corriere.it

uso del cellulare alla guida

«Aspetti un attimo, cinque minuti e ho finito». «Mi scusi davvero, agente, ma sono al telefono con mia madre, è anziana». «Metto subito giù, ma era per lavoro». Lo «sciocchezzaio» raccolto dagli agenti della polizia locale impegnati nella lotta all’uso del cellulare alla guida è una collezione di gemme. E di maldestri tentativi degli automobilisti di salvarsi in extremis. Il più frequente è quel rapido gesto che prova a far scomparire in un attimo il telefonino: lasciandolo cadere tra le gambe con malcelata nonchalance, o gettandolo repentinamente (e con più d’un risvolto comico) in qualche anfratto nascosto dell’auto.

Il malcostume è diffuso. Il numero dei verbali è in aumento. Sono stati 2.700 l’anno scorso. Sono già 1.725 quelli staccati nel primo semestre 2018. E sono destinati a crescere. Perché da marzo procedono a un ritmo di 400 al mese. A imprimere lo scarto è il servizio ad hoc di falchi in borghese lanciato quattro mesi fa. Sono quattro i vigili motociclisti che a bordo di due moto setacciano ogni giorno il traffico milanese, dalle 7 alle 20. L’agilità dei mezzi a due ruote permette di affiancarsi ai veicoli. L’assenza di insegne non mette in allarme gli indisciplinati. Che sono anche «scooteristi», ciclisti e pedoni: nessuno è escluso dal vizio. La posizione rialzata consente poi una migliore visuale su quel che accade nell’abitacolo.

Ma quanto è pericoloso usare l’amato cellulare alla guida? In base agli archivi dell’Aci, tre incidenti su quattro sono provocati dalla distrazione. Definizione generica ma riconducibile nella maggior parte dei casi all’inseparabile smartphone. Perché distoglie lo sguardo dalla strada (distrazione visiva), impegna le mani (distrazione manuale), concentra l’attenzione in altro (distrazione cognitiva). Ancora più preoccupante è il quadro tracciato dalle ricerche di Anas e Polizia Stradale. Farsi assorbire da una chiacchierata in linea, o peggio ancora dall’invio di messaggini, email e in generale dai social (azioni che attivano tutti e tre i meccanismi di distrazione insieme) comporta un rischio simile alla guida in stato d’ebbrezza: ben quattro volte superiore a quello di guidatori non distratti. Scrivere un sms o WhatsApp equivale infatti a staccare la spina dalla guida per dieci secondi. È come viaggiare 300 metri al buio. Per un selfie si sale a 14 secondi, pari a 400 metri. E servono 20 secondi per consultare una pagina social: a 100 km/h significa percorrere cinque campi da calcio senza alzare lo sguardo dallo schermo. Cosa si può fare? Bene vivavoce e auricolare. Occhio alle cuffiette: il codice permette di tenere occupato un solo orecchio per non isolarsi da quel che accade intorno. Per i centauri, non vale incastrare il telefonino tra orecchio e casco. Le sanzioni sono salate: 161 euro e cinque punti della patente, che può diventare sospensione (da uno a tre mesi) se pizzicati due volte in un biennio.

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