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Circolazione in Italia di veicoli con targa estera

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Al question time di mercoledì 13 marzo 2019, il Ministro Salvini ha risposto ad un’interrogazione parlamentare in materia di circolazione in Italia di veicoli con targa estera.

Di seguito il documento:

(Iniziative volte a prevedere deroghe al divieto introdotto dal decreto-legge n. 113 del 2018 in materia di circolazione in Italia di veicoli con targa estera, con particolare riferimento ai residenti nelle zone di confine – n. 3-00606)

PRESIDENTE. Il deputato Plangger ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-00606 (Vedi l’allegato A).

ALBRECHT PLANGGER (MISTO-MIN.LING.). Presidente, le nuove disposizioni normative introdotte con la legge n. 113 del 2018 sulla circolazione in Italia dei veicoli con targa estera prevedono il divieto, per chi risiede in Italia da più di 60 giorni, di circolare con veicoli immatricolati all’estero, salvo che per alcune forme di leasing, comodato e noleggio. Questa nuova norma ha portato alcune incertezze ed alcuni effetti collaterali, anche se la norma, in fondo, può andare anche bene: è un po’ contro il buon senso, cioè vieta anche la guida occasionale, la guida per cortesia, il comodato a familiare, la guida provvisoria con la targa; e specialmente il più grande problema è che va contro tutti i frontalieri, i quali hanno a disposizione l’autovettura di servizio del datore di lavoro estero per raggiungere quotidianamente dall’Italia il posto di lavoro oltre il confine, che probabilmente non è stato voluto.

PRESIDENTE. Il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha facoltà di rispondere.

MATTEO SALVINI, Ministro dell’Interno.

La ringrazio per l’interrogazione. La norma ovviamente deriva dalla volontà di bloccare chi elude gli obblighi assicurativi, fiscali e chi intende con questo mezzo non pagare le multe che prende in Italia, perché tanto chissà da dove arriva. La legge del 2018, che ha convertito il decreto-legge “sicurezza ed immigrazione”, ha previsto una specifica modifica all’articolo 93 del codice della strada, in base alla quale è vietata la circolazione in Italia dei veicoli immatricolati all’estero e condotti da persone residenti nel nostro Paese da più di 60 giorni, con delle sanzioni fino a 2.800 euro; e, nel caso in cui entro i successivi 180 giorni il veicolo non sia immatricolato in Italia o non sia tornato all’estero col foglio di via, prevede anche la confisca.

Per venire incontro a quello che lei diceva, ovviamente i divieti cui ho fatto riferimento sono temperati da alcune eccezioni: la prima riguarda il caso in cui il veicolo immatricolato all’estero sia in leasing o in locazione senza conducente da impresa costituita in un altro Stato membro dell’Unione europea, e un’altra eccezione concerne l’ipotesi che il veicolo sia stato concesso in comodato ad un lavoratore o collaboratore di un’impresa costituita in altro Stato membro dell’Unione europea o aderenti allo Spazio economico europeo.

L’obiettivo delle disposizioni, come dicevo, è quello di contrastare il fenomeno della cosiddetta esterovestizione che, negli ultimi anni, ha assunto particolare rilevanza, a detta delle forze dell’ordine, di cui ovviamente devo avere piena fiducia. Si tratta quindi di disposizioni importanti, che confido conseguiranno in breve tempo – e già li stanno conseguendo – gli obiettivi per i quali sono state introdotte, ossia “beccare” i furbi che usavano targhe straniere per circolare in Italia e non pagare quello che dovevano pagare. Devo sottolineare, con riferimento alle considerazioni svolte dagli interroganti, che, in alcuni casi particolari, le nuove disposizioni dovranno essere raccordate con altre già vigenti, e, proprio al fine di garantire un’applicazione uniforme delle nuove norme, i competenti uffici del Ministero dell’Interno hanno già fornito indicazioni operative, con una circolare del 10 gennaio 2019, e stanno seguendo con attenzione la fase applicativa, anche al fine di evitare eventuali criticità che si fossero ravvisate, essendo disponibili ad eventuali interventi integrativi. Però, colpire i furbetti con la targa straniera era – penso – diritto e dovere di tutti quelli che invece in Italia pagano le tasse, pagano le multe e pagano l’assicurazione.

PRESIDENTE. L’onorevole Plangger ha facoltà di replicare.

ALBRECHT PLANGGER (MISTO-MIN.LING.). Presidente, Ministro, con l’occasione si dovrebbe chiarire anche la posizione dei lavoratori stagionali, specialmente nel turismo, ed escludere dall’applicazione dal divieto di circolazione con veicolo estero tutti quei cittadini europei che hanno un contratto abbastanza lungo, fino a undici mesi.

One thought on “Circolazione in Italia di veicoli con targa estera

  1. Da quel che capisco, i frontalieri NON sono penalizzati, se la macchina è stata da una ditta ad es. Svizzera a un dipendente in comodato. Basta che la ditta non abbia sedi in Italia.
    Gli stagionali non capisco cosa c’entri, arrivano dall’estero e non sono residenti in Italia.
    Ci sono aspetti da valutare, la norma è giovane, ma i problemi non mi sembrano quelli del sig. Plangger

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