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Le “autodichiarazioni” ai tempi del COVID-19

Articolo Avv. Pietro Cucumile

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È pur vero che il verificarsi di una grave situazione di emergenza sanitaria, quale quella che si sta vivendo, fa accettare ogni provvedimento in nome del perseguimento genuino di un interesse superiore ma, con queste brevi considerazioni, si vuole proporre una verifica critica su un esempio di azione, forse frettolosa o marcatamente schmittiana, dell’azione amministrativa.

Ci si riferisce, nel caleidoscopio di interventi normativi, alla proposizione dei nuovi moduli di “autocertificazione” per giustificare i propri spostamenti in deroga al divieto di circolazione imposto dai vari decreti del presidente del Consiglio dei Ministri che si sono succeduti nel tempo, nell’ambito della nota crisi sanitaria.

ll nuovo modello di “autodichiarazioni” in caso di spostamenti contiene una inedita voce con la quale l’interessato deve auto dichiarare di non trovarsi nelle condizioni previste dall’art. 1, comma 1, lett. c) del D.P.C.M. 8 marzo 2020 che reca un divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus “COVID-19”.

 

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