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Emergenza sanitaria covid-19 e animali

Articolo di Sergio Bedessi

cani

Molti sono i quesiti che arrivano agli organi di polizia locale riguardo alle possibilità e alle necessità correlate agli animali di affezione.

Innanzitutto va ricordato che gli animali non trasmettono il virus SARS-CoV-2 (quello che determina la malattia COVID-19 (Corona Virus Disease 2019 in quanto il virus fu identificato alla fine del 2019) semmai il contrario, è l’uomo che può trasmetterlo all’animale, come dimostra il caso della tigre allo zoo del Bronx, a New York.

Molte sono però le domande, e poche le risposte da parte ufficiale, su cosa si possa fare e cosa non si possa fare con gli animali e, in particolare, sulle modalità pratiche da adottarsi.

Va osservato come non solamente su questo argomento, ma su molti altri, le FAQ (frequently asked questions – le risposte alle domande più frequenti) dei vari web-site governativi (Governo, Ministero della salute, Ministero dell’interno) riportino informazioni non solo diverse, ma a volte contrastanti, a riprova che il momento comunicativo dell’emergenza non è stato ben gestito, mancando quanto meno l’univocità informativa.

Dando per scontato che è possibile portare fuori il proprio cane (FAQ – n. 104 – Ministero della salute – “Nel rispetto delle misure precauzionali previste dalle recenti disposizioni normative, puoi portare il tuo cane fuori per le sue necessità …”, viene da chiedersi perché si parli di “cane” e non del proprio animale in generale (se ho un gatto non posso portarlo fuori?).

Ne deriva che il quadro delle possibilità deve essere visto alla luce dei più generali concetti di deroga al generale divieto di spostamento e di trasferimento.

 

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