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Sanzionabile disciplinarmente il dipendente che non custodisce o abbandona il proprio badge

cartellino

Il rispetto dell’orario di lavoro del pubblico dipendente, nonché il dovere di adempiere alle formalità previste per la rilevazione della presenza, giustificano, in presenza di una mancata corretta custodia del proprio badge fornito dall’ente, l’applicazione della sanzione disciplinare (nel caso di specie la censura), a prescindere dalla previsione relativa al rispetto dell’orario di lavoro e all’adempimento delle formalità previste per la rilevazione delle presenze. Sono queste le conclusioni cui è pervenuto il TAR (sentenza n.900/2020).

La vicenda

Un dipendente pubblico, appartenente al ruolo del pubblico impiego non contrattualizzato (ma estensibile come principi anche ai dipendenti degli enti locali), è stato oggetto di un provvedimento disciplinare della censura. La questione oggetto del provvedimento disciplinare ha riguardato la dimenticanza del badge in dotazione accanto al rilevatore della presenza, sanzionato con la censura per impropria custodia di un dispositivo personale di assoluta importanza per la registrazione dei relativi orari di assunzione e termine del servizio. Nella motivazione del provvedimento disciplinare l’ente ha stigmatizzato il mancato obbligo di collaborare con diligenza nonché di rispettare l’orario di lavoro e di adempiere alle formalità imposte per la rilevazione delle presenze. Il dipendente ha, tuttavia, evidenziato come nelle motivazioni del provvedimento disciplinare veniva indicato che non fosse stata violata alcuna disposizione relativa all’esecuzione e alla disciplina del lavoro e, non risultava in ogni caso, che fosse stata omessa dal ricorrente alcuna timbratura, atteso che sarebbe stato comunque possibile, giustificare successivamente la mancata timbratura stante la presenza del dipendente in ufficio.

Le indicazioni del TAR

Il Collegio amministrativo di primo grado ha osservato come la questione del provvedimento disciplinare non abbia riguardato la mancata timbratura del dipendente, ma la violazione dell’obbligo di “rispettare l’orario di lavoro” e di “adempiere alle formalità previste per la rilevazione delle presenze”, specificando nel corpo del provvedimento che era stata “accertata la violazione … delle disposizioni vertenti la corretta custodia dei dispositivi individuali forniti dall’Amministrazione per la registrazione elettronica delle presenze in servizio”. In altri termini, il rilievo sostanziale oggetto del provvedimento disciplinare riguarda l’omessa custodia del badge per il rilevamento delle presenze. Spetta, infatti, al dipendente la diligente custodia delle attrezzature che l’amministrazione gli fornisce in dotazione, senza che egli possa cedere o abbandonare il badge seppure in via provvisoria.

Il provvedimento disciplinare, quindi, deve essere considerato legittimo per aver violato il dipendente il dovere di custodia, dimenticando o abbandonando il proprio badge vicino al rilevatore di presenza.

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