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Legalità e risanamento finanziario negli enti sciolti per mafia

ministero interno

Sono esattamente 63 Comuni e 2 aziende sanitarie provinciali in gestione straordinaria per infiltrazione o condizionamento di tipo mafioso nel 2019.

La Relazione annuale 2019, trasmessa dal ministro Lamorgese ai presidenti di Senato e Camera dei Deputati e al presidente della Commissione parlamentare antimafia, delinea il bilancio delle attività svolte per il ripristino della legalità e per il risanamento finanziario dalle 65 Commissioni straordinarie impegnate negli Enti.

La situazione fotografata dalla Relazione

Un impegno che per i Comuni ha riguardato una popolazione complessiva di oltre 900mila abitanti, non più amministrata da organi democraticamente eletti per la contiguità “compiacente o soggiacente” degli Enti alle consorterie mafiose.

Le 65 gestioni commissariali comprendono anche gli Enti sciolti in precedenza, la cui gestione è terminata nel corso del 2019 con l’elezione dei nuovi organi e delle gestioni prorogate. In particolare, gli scioglimenti di consigli comunali disposti nell’anno 2019 sono stati 19: 7 in Sicilia, 6 in Calabria, 3 in Puglia, 2 in Campania e 1 in Basilicata. Il 28,6% dei Comuni commissariati è risultato essere in condizioni di deficit finanziario e ha di conseguenza dichiarato il dissesto o adottato un piano di riequilibrio pluriennale.
Sono stati poi sciolti gli organi di direzione generale dell’A.S.P. di Reggio Calabria (bacino di utenza: 553.861 abitanti) e dell’A.S.P di Catanzaro (bacino di utenza: 370mila abitanti).

Infiltrazioni mafiose: i principi enunciati dalla giurisprudenza

All’interno della Relazione sono contenuti, inoltre, una sintesi dei principi enunciati dalla giurisprudenza nei casi di contenzioso sui provvedimenti di scioglimento per infiltrazioni mafiose e i principali interventi effettuati dalle Commissioni straordinarie per il ripristino delle regole nella complessiva gestione degli enti.
Si tratta di un intenso impegno per il miglioramento delle condizioni finanziarie, per la riorganizzazione dell’apparato burocratico, per il potenziamento dei servizi, oltre che nel settore edilizio e delle opere pubbliche, nell’utilizzo dei beni confiscati alle mafie e nei rapporti con la cittadinanza.

>> LA RELAZIONE ANNUALE 2019.

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