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E’ sufficiente la laurea triennale per l’accesso alla dirigenza

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La Cassazione (ordinanza n.19617/2020) ha rigettato il ricorso di una candidata con laurea magistrale, che si è doluta della illegittima nomina di candidati in possesso della sola laurea triennale, a suo dire insufficiente per partecipare ad un concorso che richiedeva il diploma di laurea acquisibile solo con il vecchio ordinamento (laurea magistrale) ovvero con quella specialistica del nuovo ordinamento. Secondo i giudici di legittimità, la laurea triennale e la laurea magistrale del vecchio ordinamento sono da considerare equiparate, sia per il nuovo ciclo di studi universitari di cui manca un collegamento al testo unico del pubblico impiego, sia per le specifiche indicazioni dei principi eurounitari che hanno qualificato come “diploma” il ciclo di studi triennale.

La vicenda

Una candidata, in possesso della laurea magistrale, ha adito il giudice ordinario lamentandosi di essere stata esclusa, a seguito di procedura selettiva, dalla nomina a dirigente a tempo determinato. L’ente, infatti, ha nominato per i posti dirigenziali vacanti, in violazione della normativa del testo unico del pubblico impiego che richiede l’acquisizione del “diploma di laurea”, altri candidati in possesso del requisito della sola laurea triennale. Il ricorso è stato rigettato sia dal Tribunale di primo grado, sia dalla Corte di appello, tanto che la candidata estromessa ha proposto ricorso in Cassazione, evidenziando a supporto diverse decisioni della giurisprudenza contabile che hanno indicato il solo requisito della laurea magistrale per l’accesso ai ruoli dirigenziali.

 

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