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I giudici amministrativi tracciano i presupposti per l’erogazione dell’indennità di ordine pubblico

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La questione di rilevanza, in questo periodo di emergenza epidemiologica, anche per gli agenti della Polizia Locale, riguarda il ricorso di alcuni dipendenti di altra forza di polizia (guardia di finanza) che hanno reclamato la corresponsione dell’indennità di ordine pubblico, avendo svolto, a loro dire, servizi identici e sensibili in modo non diverso dalla Polizia di Stato, evidenziando la disparità di trattamento rispetto al personale di tale ultima forza di polizia. Il TAR per il Lazio (sentenza n.10618/2020) ne ha negato la corresponsione in quanto, le attività svolte per essere incentivate avrebbero dovuto, ma ciò non è avvenuto, essere coerenti con le disposizioni di cui all’art. 37 d.p.r. n. 782/85 secondo cui “per i servizi di ordine e sicurezza pubblica il Questore emana apposita ordinanza di servizio stabilendo le modalità di svolgimento dei servizi stessi, la forza da impiegare, l’equipaggiamento necessario, i responsabili del servizio e le finalità da conseguire. L’ordinanza va comunicata al Prefetto e indirizzata per l’esecuzione ai dirigenti degli uffici, ai funzionari impiegati nonché alle altre forze di polizia ed altri enti eventualmente interessati”.

 

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