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Vietare ai cani l'accesso ai parchi è illegittimo senza adeguata motivazione
Il TAR annulla l'ordinanza con cui si voleva disporre il divieto d'accesso ai cani nei parchi pubblici, a causa dell'assenza di un'adeguata motivazione o di un pericolo per la sanità contro cui intervenire tempestivamente.

Troppe feci canine abbandonate nei parchi da padroni distratti e/o incivili . Per rimediare il Sindaco dispone con un'ordinanza contingibile e urgente il divieto di accesso per gli animali nei parchi pubblici, contro la quale si muove ricorso al TAR. I giudici provvedono ad annullare il divieto di accesso ai cani: le ordinanze contingibili e urgenti vanno utilizzate a fronte della necessit di un intervento immediato, per reagire a un pericolo grave e concreto (che minacci, ad esempio la salute o l'igiene pubblica). Senza questo tipo di necessit le ordinanze sono illegittime. Il TAR ricorda inoltre che
?le ordinanze contingibili e urgenti impongono la precisa indicazione del limite temporale di efficacia, in quanto solo in via temporanea pu essere consentito l'uso di strumenti extra ordinem, che permettono la compressione di diritti ed interessi privati con mezzi diversi da quelli tipici indicati dalla legge?.
Annullata quindi l?ordinanza. Per motivare un provvedimento del genere, si dovr procedere ad un'accurata indagine che permetta di accertare se l'abbandono degli escrementi dei cani nei parchi pubblici costituisceo meno un pericolo per la salute e l'igiene pubblica. Consulta la Sentenza n. 694/2017, Tar Toscana  

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