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In mancanza di recidiva il vigile non è licenziabile per la calunnia al comandante. Inutile la riattivazione del procedimento disciplinare in caso di condanna penale

Con un precedente articolo su questa rivista (vedi – “No” al licenziamento del vigile che calunnia il comandante se non è recidivo– del 21/7/2020) la Cassazione (sentenza 15227/2020), in riforma della sentenza della Corte di appello, aveva annullato il licenziamento della vigilessa che aveva calunniato i propri superiori gerarchici precisando che, l’art.3, comma 5, lett. g) del contratto nazionale, ha previsto la sanzione disciplinare della sospensione dal servizio, con privazione della retribuzione, per «comportamenti … calunniosi … nei confronti di altri dipendenti …» e che, la previsione di questa sanzione conservativa non risulta in contrasto con le disposizioni di cui all’art.55-quater che nulla hanno disposto in merito …..

 

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