La notificazione all’estero di violazioni amministrative

Approfondimento di Massimo Ancillotti

Massimo Ancillotti 20 Febbraio 2026
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Premessa

Per gli organi di polizia stradale dei vari comandi di polizia locale il tema della notificazione all’estero di verbali di accertamento di violazioni amministrative – soprattutto codice della strada – e quello, correlato e conseguenziale della riscossione all’etero di sanzioni non tempestivamente pagate, rappresenta certamente uno degli aspetti più oscuri, difficili da inquadrare e da trattare dell’intera tematica relativa ai procedimenti sanzionatori amministrativi.

Obiettivo di questo modesto approfondimento è quello di attirare l’attenzione dei colleghi su un fenomeno sicuramente presente e ben noto alle latitudini proprie dei Corpi di polizia locale e, soprattutto, di quei colleghi attivamente impegnati nella cura dei procedimenti sanzionatori e di offrire loro, nella congerie di normative nazioni e comunitarie, una bussola di orientamento utile a districarsi nel fenomeno di che trattasi e a poter affrontare, con sufficiente lucidità i problemi che esso propone.

Per quanto, infatti, la maggior parte dei comandi abbia proceduto da tempo ad esternalizzare il procedimento di notificazione all’estero dei verbali di accertamento per violazioni al codice della strada, la precisa ed attenta conoscenza delle tecniche da utilizzare rappresenta un obiettivo utile ed in qualche modo irrinunciabile.

Al di là, infatti, della necessità di curare con correttezza tale delicata fase del processo di integrazione del contraddittorio sanzionatorio tra organo di polizia procedente e trasgressore, la necessità di ben conoscere le regole che presiedono alla notificazione all’estero di verbali di accertamento risponde a due principali esigenze;
 – da un lato assicurare giustizia sostanziale nei confronti di tutti i trasgressori, evitando che chi sia residente nel territorio in altro Stato sconti una sostanziale immunità per violazioni commesse nel territorio dello Stato;
dall’altro prevenire sempre possibili azioni di verifica di responsabilità contabile da parte della Corte dei conti per mancata attivazione e formalizzazione di tutte le corrette procedure per perfezionare la notificazione all’estero.

Una cosa deve essere consapevolizzata prima di iniziare: la notificazione all’estero di verbali di accertamento e di qualsiasi altro atto in ambito amministrativo od anche solo civile e commerciale è possibile e le norme che andremo ad esaminare lo confermano.

Detto questo procediamo con ordine.

§. 1 La individuazione delle varie fasi operative

Cercando di rimanere assolutamente sul concreto i tre segmenti operativi della più complessa procedura di notificazione all’estero sono i seguenti:
a) Ricerca dei dati dei proprietari di veicoli stranieri nei cui confronti sono state accertate violazioni commesse nel territorio dello Stato italiano e non immediatamente contestate;
b) Notificazione all’estero di verbali di accertamento per violazioni al codice della strada (ma non solo) a carico di soggetti residenti all’estero ovvero a carico di soggetti intestatari di veicoli immatricolati in uno Stato estero;
c) Attivazione, in caso di mancato tempestivo pagamento della sanzione collegata alla violazione commessa, nel territorio estero di residenza o sede di quel soggetto. Aspetto che al momento ci limitiamo a perimetrare, ma che non costituisce oggetto di questo approfondimento.

 a) Ricerca dei dati dei proprietari di veicoli stranieri nei cui confronti sono state accertate violazioni commesse nel territorio dello Stato italiano e non immediatamente contestate
 
I presupposti di partenza essenziali per l’avvio delle procedure trattate in questo approfondimento sono i seguenti:

a) deve essere stata accertata da organi di polizia stradale una violazione del codice della strada commessa con un veicolo non immatricolato in Italia. Può, ovviamente, anche trattarsi di una violazione a leggi diverse, trattate con il procedimento di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689, ma le casistiche diventano abbastanza marginali;
b) la violazione non deve essere stata contestata direttamente al conducente. Ovvio che in tal caso il procedimento di integrazione del contraddittorio sanzionatorio si è esaurito con la contestazione, residuando, se del caso, la sola eventuale notificazione all’intestatario del veicolo estero o altre comunicazioni collegate alla violazione commessa 

In presenza di tali presupposti si avvia la prima parte della nostra ricerca che consiste nell’abbinamento dei dati della targa e di immatricolazione del veicolo con una persona fisica o giuridica. 

Quindi, riassumendo:
– accertamento di una violazione al codice della strada (ma anche ad altre normative) non direttamente contestata al trasgressore; 
– veicolo con targa estera;
– impossibilità di acquisire dati relativi al veicolo estero consultando banche dati del sistema informativo dei veicoli esteri.

Verificata la sussistenza di tali presupposti si muove il primo grande segmento di tutta la procedura che è rappresentato, appunto, dalla ricerca dei dati del soggetto, persona fisica o giuridica, intestatario dei dati della targa estera. 

Ma ancor prima di analizzare nel dettaglio i riferimenti normativi e gli adempimenti procedurali per ottenere i dati del soggetto responsabile della circolazione del veicolo con targa straniera occorre preliminarmente risolvere altro propedeutico problema rappresentato dalla individuazione degli elementi oggettivi per riconoscere lo Stato di immatricolazione del veicolo straniero dalla lettura dei dati della targa.

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