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I veicoli non assicurati rischiano di aumentare

Maurizio Caprino – Il Sole 24 Ore – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Non solo risparmi nei risarcimenti con cali tariffari. Nella Rc auto, l’emergenza coronavirus rischia di far aumentare il numero di veicoli non assicurati: se già nel 2019 l’Ania stimava fossero 2,6 milioni (il 5,9% del parco circolante), le drammatiche conseguenze economiche e sociali della pandemia possono aver fatto precipitare nell’illegalità altri proprietari di veicoli. Persone a volte costrette a circolare lo stesso, per sopravvivere in aree servite poco o nulla dai mezzi pubblici. Magari con mezzi a corto di manutenzione.

Le stime preliminari Istat sul 2020 parlano di un milione di persone in più ridotte alla povertà assoluta (5,6 milioni, in totale), anche se i loro consumi non calano in proporzione grazie ai sussidi pubblici. Dunque, teoricamente tra loro ci sono anche persone che possono ancora pagare un po’ di carburante, ma non l’assicurazione. E chissà se la ripresa delle attività e del Pil basterà a sanare tutto.

È presto per sapere come ciò stia incidendo sul numero di veicoli non assicurati, ma in questi casi non è di sollievo il fatto che da marzo 2012 il premio medio Rc auto sia calato di quasi il 32% e i divari territoriali sono diminuiti del 40%: molti prezzi restano fuori portata. Anche per chi sa e può cercarli su internet. Senza contare che proprio ora che si cerca di più l’Ivass segnala un aumento delle truffe online.

Un aiuto arriverà in primavera dal debutto del nuovo comparatore ufficiale Ivass, il cui regolamento attuativo sta per essere messo in pubblica consultazione per partire dal 30 aprile. Un preventivatore che, rispetto alla sua versione attuale, dovrebbe essere più competitivo nei confronti di quelli privati: mentre ora dà solo le tariffe teoriche da scontare invece dei prezzi reali forniti dai privati (anche se solo per le compagnie con cui hanno accordi commerciali), tra poco avrà come riferimento reale il contratto base, una polizza standard studiata dal Mise per facilitare i confronti consentendo anche alcune personalizzazioni. Vedremo come funzionerà, anche contro l’evasione.

Finora a questo fenomeno è stata data risposta solo con la repressione. «Ma limitarsi a questo come sostenuto da Ivass e Ania in audizione parlamentare – dice Claudio Demozzi, presidente dello Sna (Sindacato nazionale agenti di assicurazione) – non risolverebbe il problema. Serve studiare il fenomeno a livello sociale, quindi proporremo alle parti sociali di affidare a un istituto di ricerche di elevato standard un sondaggio sulle cause dell’evasione».

Peraltro la repressione ha le armi spuntate: il prossimo autunno saranno 10 anni dalla prima della serie di norme che hanno introdotto controlli automatici utilizzando rilevatori di velocità, passaggi col rosso o in Ztl e simili, ma ancora oggi nessun apparecchio è stato omologato per funzionare senza presenza di agenti. Tra i ministeri si discute di limiti giuridici, tecnici e organizzativi di questo sistema e tutto fa ritenere che la situazione resterà in stallo.


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