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La “liberalizzazione” delle notificazioni a mezzo posta: un’incognita.
L’approfondimento a cura di S. Bedessi

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La bozza del decreto sulle cosiddette liberalizzazioni, contiene all’art. 25 una norma che prevede la “liberalizzazione” del servizio di notificazione a mezzo del servizio postale attualmente affidato, in regime di monopolio, a Poste Italiane S.p.a. a norma dell’art. 1 comma 4 del D.Lgs. 31 marzo 2011, n. 58.
Testualmente l’art. 25:
1.  L’articolo 4 del d.lgs. 22 luglio 1999, n. 261 come modificato, da ultimo, dal comma 4 dell’articolo 1, d.lgs. 31 marzo 2011, n. 58, è abrogato.
2. In via transitoria, Poste Italiane S.p.A. continua a garantire lo svolgimento del servizio fino alla chiusura delle procedure concorsuali di affidamento del servizio da parte delle amministrazioni interessate e comunque non oltre il 31 dicembre 2012.
3.  Le disposizioni di cui al presente articolo non comportano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.”.
Il decreto legge in fase di emissione appare essere, non solo per le notificazioni, ma anche per altre tematiche, una spinta ad una liberalizzazione a colpi di accetta che va ben oltre quanto richiesto dall’Unione Europea; in campo postale, malgrado il permanere del monopolio in mano a Poste Italiane S.p.a., era chiaro che il futuro avrebbe visto privatizzati tutti i servizi di recapito, ma era auspicabile che da questi sarebbe rimasto fuori, almeno per un certo periodo, il servizio postale universale.
In pratica mentre la spedizione di cartoline e lettere d’amore avrebbero ben potuto, in vista di una ottimizzazione dei servizi ed un abbassamento delle tariffe, essere assegnata a soggetti privati, il servizio postale universale, la base delle comunicazioni di un intera nazione, sarebbe rimasto affidato a Poste Italiane S.p.a. in qualità di concessionaria.
Va fatto mente locale sul fatto che la comunicazione è uno dei pilastri del vivere sociale e che fino ad adesso la principale forma di comunicazione con validità legale era quella cartacea, almeno per la generalità dei cittadini indipendentemente dal loro livello di alfabetizzazione e scolarizzazione.
La possibilità di comunicare in questa forma era stata assicurata per oltre cento anni tramite l’erogazione dei servizi postali direttamente dagli Stati nazionali o da enti pubblici al loro servizio; il passaggio successivo era stato quello delle società pubbliche concessionarie in regime di monopolio.
In Italia, al Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni era subentrata nel 1994 nello svolgimento del servizio Poste Italiane, prima ente pubblico non economico e successivamente società per azioni.
A seguito della normativa di liberalizzazione comunitaria (Direttiva dell’Unione europea 97/67, modificata dalla Direttiva 2002/39), il mercato era stato giustamente aperto alla concorrenza di nuovi operatori, attraverso la graduale riduzione nel tempo dell’area di monopolio riservata alla società concessionaria Poste Italiane…

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