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Sanzioni amministrative per violazioni del c.d.s. e disciplina della patente a punti: legittimazione allargata alla impugnazione? Approfondimento di S. Maini

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(Polnews.it)

(Considerazioni a margine di Cassazione civile, sez. II, 22 marzo 2012, n. 4605 (1)) 

È insegnamento pacifico(2), da sempre, che in materia di sanzioni amministrative per violazione del Codice della Strada il verbale di accertamento/contestazione può essere impugnato soltanto da chi ne sia (diretto) destinatario.
Questo principio – da sempre, come detto, pacifico – deve ora (3)(assieme ad altri: si veda la recente decisione a sezioni unite 13 marzo 2012(4), n. 3936(5), che meriterà, a parte, qualche riga di approfondimento) fare i conti con la disciplina della patente a punti(6).
Siamo, come ovvio, nel caso di verbale non contestato immediatamente(7) ma notificatoal proprietario/responsabile ex art. 196, c.d.s..
Ma, ancora più in particolare (e, forse, un po’ meno ovvio), siamo nel caso in cui il conducente (non “colto sul fatto” e perciò non identificato direttamente dall’organo accertatore al momento della violazione) si è “autodenunciato”(8) come tale … con dichiarazione con sottoscrizione autenticata o nelle forme della dichiarazione sostituiva di atto notorio, dichiarando altresì … di avere preso visione del verbale di contestazione ….

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