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I Circoli Privati non sono sottratti alle norme sulla sorvegliabilità

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Premesso che dopo l’entrata in vigore del Decreto Legge Decreto Legge 09/02/2012, n. 5, convertito con modificazioni dalla Legge 04/04/2012, n. 35, nei circoli privati l’attività di somministrazione di alimenti e bevande, ancorché autorizzata, deve essere diretta esclusivamente ai soci dello stesso circolo o di altro circoli facente parte della stessa organizzazione ed il circolo può essere riconosciuto da un ente nazionale accreditato dal Ministero dell’interno (art. 2 del DPR 235/2001) o autonomo (art. 3 del DPR 235/2001).

 

Per i circoli affiliati tale condizione deve essere mantenuta anche durante la gestione in quanto la perdita della stessa determina la revoca dell’autorizzazione alla somministrazione riservata ai soci ai sensi del combinato disposto dell’art. 3 comma 6 della Legge 287/91 e dell’art. 2 del DPR 235/2001.

 

Per quanto attiene alla somministrazione e vendita di bevande alcoliche già ricomprese nella SCIA o nella autorizzazione prevista dagli artt. 2 e 3 del DPR 235/2001 l’autorizzazione dell’art. 86 TULPS secondo comma (oggi abrogato) prescriveva che: “la licenza è necessaria anche per lo spaccio al minuto o il consumo di vino, di birra, o di qualsiasi bevanda alcolica presso enti collettivi privati di qualunque specie, anche se la vendita o il consumo siano limitati ai soli soci”.

 

L’art. 159 del Regolamento di Esecuzione del TULPS (oggi abrogato) prevedeva poi che “gli enti collettivi ed i circoli privati autorizzati alla minuta vendita di bevande alcoliche ai propri soci, ai termini dell’articolo 86 della legge, possono esercitare la vendita al pubblico senza bisogno di altra licenza”.

 

Da ciò deriva, ai sensi degli artt. 2 e 3 del DPR 235/2001, che il circolo oggi è autorizzato alla somministrazione e alla vendita di alimenti e bevande ai soci e che prima era consentita la sola vendita di alcolici a chiunque acceda al circolo oggi questa possibilità, giustamente, è stata esclusa dal Decreto Legge 5/2012.


Tale possibilità era evidentemente solo possibile in via teorica in quanto i requisiti di sorvegliabilità impediscono al Circolo di pubblicizzare questo tipo di attività perciò difficilmente un non socio si sarebbe potuto recare presso il circolo per l’acquisto di bevande alcoliche.

 

L’autorizzazione ex art. 86 TULPS, nel caso dei circoli, è compresa o nella SCIA di cui all’art. 2 del DPR 235/2001 o nella autorizzazione di cui all’art. 3 dello stesso DPR in forza delle previsioni di cui all’art. 152 del Regolamento di Esecuzione del TUPLS:

 

“Art. 152 : Fermo il disposto degli articoli 12 e 13 del presente regolamento, la domanda per la licenza di uno degli esercizi indicati all’art. 86 della Legge deve contenere le indicazioni relative alla natura e all’ubicazione dell’esercizio e all’insegna.


Per le attività ricomprese fra quelle indicate dall’art. 86 della Legge o dall’art. 158 del presente regolamento, disciplinate da altre disposizioni di legge statale o regionale, la licenza e ogni altro titolo autorizzatorio, comunque denominato, previsti da queste ultime disposizioni, svolge anche, previa verifica della sussistenza delle condizioni previste dalla legge, la funzione di autorizzazione ai fini del predetto art. 86, con l’osservanza delle disposizioni del titolo I, capi III e IV, e degli articoli 100, 101, 108, terzo comma, 109 e 110 della Legge, nonché di quelle del presente regolamento non incompatibili con altre disposizioni che disciplinano specificamente la materia”.


E’ infatti evidente che nei circoli privati, così come prevede il primo comma dell’art. 86 TULPS, si “vendono al minuto o si consumano vino, birra, liquori od altre bevande anche non alcooliche” con l’unico limite che i soggetti a cui si rivolgono queste attività sono i soci del circolo stesso.


Quindi per il combinato disposto degli artt. 152 del Regolamento di Esecuzione TULPS e art. 86, primo comma, del TULPS l’attuale autorizzazione connessa agli artt. 2 e 3 del DPR 235/2001 contiene in sé anche quella dell’art. 86, primo comma, in vigore anche dopo l’entrata in vigore delle abrogazioni apportate dal Decreto Legge 5/2012.


La conferma di tale inclusione nell’alveo dell’art. 86 del TULPS la si riscontra dalla confermata assoggettabilità dei locali destinati alla somministrazione ai criteri di sorvegliabilità, infatti gli stessi devono essere ubicati in locali non aperti al pubblico e senza accesso diretto dalla pubblica via, in conformità con il D.M. 17.12.1992, n. 564, come modificato dal D.M. 5.8.1994, n. 534.

La citata normativa in merito alla sorvegliabilità dei circoli privati stabilisce che:

a)      nessun accesso ai locali di somministrazione può essere diretto dalla pubblica via;

b)      nessuna indicazione deve essere visibile dall’esterno in riferimento all’attività di somministrazione che si svolge all’interno;

c)       non è mai consentito autorizzare la somministrazione al di fuori di locali.

 

Una Circolare della Confesercenti di commento al Decreto Semplificazioni stabilisce in uno dei suoi passi che “E’ abrogato l’art. 86, secondo comma, del TULPS, che assoggettava all’obbligo di licenza di PS, per lo spaccio al minuto o il consumo di vino, di birra o di qualsiasi bevanda alcoolica, come i pubblici esercizi (alberghi, trattorie e osterie, caffè o altri esercizi in cui si vendono al minuto o si consumano vino, birra, liquori od altre bevande anche non alcooliche, nonché sale pubbliche per bigliardi o per altri giuochi leciti o stabilimenti balneari), anche gli enti collettivi o circoli privati di qualunque specie, anche in caso di limitazione della vendita o del consumo ai soli soci. Ciò comporta la sottrazione dei circoli privati alle norme sulla sorvegliabilità. In particolare, non si potrà applicare la norma di cui all’art. 4 del decreto del Ministero dell’interno del 17.12.1992, laddove prevede che “i locali di circoli privati o di enti in cui si somministrano alimenti e bevande devono essere ubicati all’interno della struttura adibita a sede del circolo o dell’ente collettivo e non devono avere acceso diretto da strade, piazze o altri luoghi pubblici. All’esterno della struttura non possono essere apposte insegne, targhe o altre indicazioni che pubblicizzino le attività di somministrazione esercitate all’interno”.

 

Questa interpretazione sta creando alcune perplessità negli operatori del settore.

 

Sempre la Confesercenti con altra Circolare afferma che in sede di approvazione della legge di conversione, la Camera ha comunque approvato un Ordine del giorno che impegna il Governo “a valutare l’opportunità di assumere le opportune iniziative necessarie a garantire la sicurezza e l’incolumità di tutti coloro che frequentano gli spacci annessi ai citati circoli privati ed enti collettivi, nonché a confermare l’applicabilità agli stessi del decreto ministeriale 17 dicembre 1992 n. 564 sulla sorvegliabilità, onde evitare che tali spacci, ai quali l’accesso è riservato ai soli soci del circolo, possano essere confusi con i normali esercizi di somministrazione di alimenti e bevande aperti al pubblico”.

 

In relazione a quanto innanzi occorre fare chiarezza precisando che la norma abrogativa contenuta nel Decreto Legge 5/2012 non prevede l’abrogazione delle disposizioni del DPR 235/2001, della legge 287/91 modificata dal D.lgs. 59/2010, come non risulta abrogata la disposizione del DM 564/92 relativa alla sorvegliabilità nei circoli privati che effettuano somministrazione.

 

Si deve quindi non dedurre ma prendere atto che l’abrogazione del comma 2 dell’articolo 86 del TULPS è  relativa solamente alla deroga per la somministrazione di bevande analcoliche che tale comma prevedeva.

 

Il Decreto 17 dicembre 1992, n. 564 – Regolamento concernente i criteri di sorvegliabilità dei locali adibiti a pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande” è tutt’oggi in vigore e all’art. 4 testualmente recita:

Art. 4 – Caratteristiche dei locali adibiti alla somministrazione di  alimenti e bevande annessi a circoli privati

  1. 1. I locali di circoli privati o di enti in cui si somministrano alimenti o bevande devono essere ubicati all’interno della struttura adibita a sede del circolo o dell’ente collettivo e non devono  avere accesso  diretto  da  strade,  piazze  o   altri   luoghi   pubblici.

All’esterno della  struttura  non  possono  essere  apposte  insegne, targhe  o  altre  indicazioni  che  pubblicizzino  le  attività di somministrazione esercitate all’interno.


Circolare Confesercenti – Decreto “Semplificazioni”

 

Circolare Confesercenti – Decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, coordinato con la legge di conversione 24 marzo 2012, n. 27, recante: «Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività»

 

ODG in Assemblea su  P.D.L. 9/04940-A/062

 

313 thoughts on “I Circoli Privati non sono sottratti alle norme sulla sorvegliabilità

  1. siamo un gruppo di amici aggregati al c s i centrosportivoitaliano nel locale in uso svolgiamo attivita ballo liscio amatoriale ogni tanto usiamo i locali privati
    anche per fare grigliate e spuntini e qualche cena preparando noi i pasti, dividendo le spese.
    con le nuove disposizioni siamo soggetti a qualche obbligo
    di legge.
    GRAZIE

  2. Da quanto leggo si tratta di attività svolte tra un gruppo di amici per cui nulla occorre attenzione però a non trasformare tali momenti da privati a pubblici perché in tal caso occorrono tutta una serie di titoli abilitativi sia dal punto di vista amministrativo che sanitario.

      • Buongiorno Dott. Giannetta io ho un grande problema e vorrei farle una domanda , io ho comprato un terreno nel comune di Magliano sabina ( ri ) lavorando per sette anni ci ho costruito una casa , ho costituito una associazione , mi sono affiliato all’ Endas , ho fatto i corsi HCCP e SAB , quello per la sicurezza e primo soccorso ,
        perchè nell’ ambito dell’ asd costituita volevo affiancare una attività commerciale marginale cioè un piccolo ristorante circolistico , il comune e i vigili urbani mi hanno detto che non mi danno i permessi per poterlo fare perchè secondo loro io non posso vivere nella stessa casa dove faccio il circolo e il ristorantino. Chi ha ragione ? La prego di volermi rispondere perchè praticamente mi hanno rovinato e adesso non so cosa fare . La ringrazio.

    • Buonasera,siamo un gruppo di amici e ci piacerebbe aprire un circolo privato.Abbiamo a disposizione un garage,potrebbe essere utilizzato come sede del circolo??grazie

      • La legge 383/2000 , art. 32, comma 4, ha stabilito che le associazioni o i circoli privati, ove hanno svolgimento le relative attività, possono avere la propria sede anche presso una privata abitazione, in quanto è compatibile con qualsiasi destinazione d’uso, indipendentemente dalla destinazione urbanistica.
        La sede del sodalizio, pertanto, non deve necessariamente avere una specifica destinazione; da rilevare però che per i locali interessati a tale sede è, comunque, richiesto il requisito dell’agibilità tecnica urbanistica ex art. 24 D.P.R. 380/2001 .

    • E possibile sfruttare un area all aperto adiacente alla sede legale di una associazione facente parte della stessa, quindi recintata e ombreggiata, per trattenersi e fare somministrazione?

    • SALVE.
      SIAMO UNA ASD ED DOVREMMO FITTARE DEI LOCALI CON LE SEGUENTI CARATTERISTICHE:
      1) I LOCALI IN OGGETTO SONO IN UNA ZONA PIP.
      2) I LOCALI IN OGGETTO SONO STATI CONDONATI PRIMA CHE LA ZONA PIP FOSSE APPROVATA E SONO ISCRITTI IN CATASTO COME D8 E DESTINAZIONE ARTIGIANALE/COMMERCIALE /DEPOSITI.
      3) I LOCALI SONO DOTATI DI AGIBILITA’ ED HANNO GIA BAGNI E DOCCE .
      ………………….
      SONO ADATTI AD UNA ASD AFFILIATA AD ENTE DI PROMOZIONE RICONOSCIUTO IN AMBITO NAZIONALE?
      IL FATTO DI ESSERE IN ZONA PIP OBBLIGA L’USO DEI LOCALI ESCLUSIVAMENTE AD UN USO COMMERCIALE E QUINDI LI RENDE NON IDONEI AD UNA ASD ?
      QUALE LEGGE POSSIAMO USARE PER FAR PRESENTE CHE UNA ASD NON E’ LEGATA ALLE DESTINAZIONI MA SOLO ALLA AGIBILITA’ DEI LOCALI ANCHE IN ZONA PIP?
      SPERO CHE LA DOMANDA SIA STATA POSTA IN MODO CHIARO E RESTO A DISPOSIXZIONE PER EVENTUALI VOSTRE RICHIESTE DI CHIARIMENTI….
      RINGRAZIANDOVI ANTICIPATAMENTE PER UN VOSTRO CORTESE RISCONTRO.
      SALUTI.
      MARCO.

      • La risposta è positiva;non vi è alcun obbligo di utilizzo di locali con destinazione d’uso commerciale. Infatti, la legge 383/2000, art. 32, comma 4, ha stabilito che le associazioni o i circoli privati, ove hanno svolgimento le relative attività, possono avere la propria sede anche presso una privata abitazione, in quanto è compatibile con qualsiasi destinazione d’uso, indipendentemente dalla destinazione urbanistica.
        La sede del sodalizio, pertanto, non deve necessariamente avere una specifica destinazione; da rilevare però che per i locali interessati a tale sede è, comunque, richiesto il requisito dell’agibilità tecnica urbanistica ex art. 24 D.P.R. 380/2001 .

        • Buona sera! Nel Comune in cui risiedo, sono comproprietaria, insieme a mio marito, di uno stabile che abbiamo dato da qualche mese in comodato d’uso gratuito a un’associazione culturale non profit “generica”. Tale immobile risulta essere una seconda casa e vi si svolgono alcuni dei corsi e delle iniziative organizzate dall’associazione (della quale anche noi facciamo parte), senza alcuna somministrazione nè alcuna vendita. Siamo in regola con tutto: DVR,bagni per diversamente abili, eccetera. Questa seconda casa è stata recentemente ristrutturata senza modifiche strutturali. Però, naturalmente, non ha gli arredi di una vera abitazione. Ci sono tutti gli “attacchi” per la cucina, la doccia, eccetera. L’Ufficio tecnico del Comune esige un cambio di destinazione d’uso e un riaccatastamento in A10, salvo annullamento della richiesta di agibilità (da noi inoltrata molto tempo fa) “con conseguente difformità della destinazione del manufatto rispetto a quanto autorizzato”. Abbiamo chiesto spiegazioni, ma non abbiamo ottenuto nulla. Come possiamo fare? Abbiamo davvero torto? Grazie e cordiali saluti.

    • buongiorno comandante , vorrei chiedere delle informazione a riguardo un circolo privato aperto sotto casa mia circa due mesi fa .Questo locale apre e chiude a qualsiasi ora del giorno e della notte , musica a tutto volume , schiamazzi di ogni genere soprattutto nelle ore notturne , più volte ho chiamato la polizia , i carabinieri e la polizia municipale e tutti mi dicono che non hanno orari, però io a casa mia non riesco più a vivere , come posso fare , sono veramente disperato. Grazie

  3. piero 12.01.2013
    volevo sapere se la nuova leggesugli animali è valida
    ancheper i circoli privati tipo enoclub

    grazie piero cesena

  4. Desidero sapere se un circolo privato che somministra anche bevande alcoliche può esercitare attività notturna che arreca disturbo ai condomini ove è ubicato.Grazie.

    • Il circolo privato può esercitare le sue attività ludico ricreative e di somministrazione senza limiti orari per cui in teoria 24 ore su 24. Questo però non significa che può arrecare disturbo al riposo delle persone ai sensi della normativa sulla disciplina dell’inquinamento acustico e dell’art. 659 del codice penale. Il disturbo alle persone si concretizza in qualsiasi momento della giornata o nottata secondo il principio per cui i rumori nascere e morire nello stesso locale senza oltrepassarne le mura.

      • Siamo numerosi inquilini di un condominio sito in Napoli – lamentiamo a carico del circolo sottostante l’edificio stesso, il disturbo/schiamazzo, iniziato nei primi giorni di apertura (all’inizio di agosto anno corrente 2012) e che continua a ripetersi quotidianamente, relativamente alle ore notturne, spesso fino all’alba, (non essendo il locale provvisto di pareti insonorizzanti), è causa di rumori tali che rimbombano all’interno degli appartamenti sovrastanti non permettendo un continuo, normale e necessario riposo. Si tratta di tutelare la nostra salute. Le chiamate al 113 tamponano solamente la situazione e gli esposti presentati (Polizia di Stato e Polizia municipale), ancora non hanno sortito alcun effetto. Come possiamo muoverci per far cessare tale calvario? Grazie

  5. Se ci si riferisce alla Camera dei Deputati che ha approvato un’integrazione dell’articolo 1138 del Codice Civile: nessun divieto alla detenzione di animali domestici nei condomini.

    La nuova normativa entrerà in vigore solo dopo il passaggio al Senato e la Pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

    • salve vole sapere un info inerente ad un associazione sportiva dilettantistica no profit e dato che abbiamo preso un locale è obbligatorio avere due bagno o basta anche uno ?? grazie mille

  6. Per quanto riguarda la somministrazione di cibi e bevande (alcoliche o non) vorrei una delucidazione sul termine “somministrazione”. Supponendo di avere un circolo con un’area esterna privata (quindi non con occupazione di suolo pubblico bensì appartenente al circolo stesso) e recintata, si potrebbero somministrare le bevande nell’area interna del circolo facendole soltanto consumare nel cortile esterno? Oppure per “somministrazione” deve intendersi anche il CONSUMO delle stesse bevande?

    Seconda domanda: il circolo, pur non potendo riportare un’indicazione esterna o un’insegna che ne pubblicizzi le attività di somministrazione interne, può apporre un’insegna generica da cui non si evinca necessariamente la natura della somministrazione operata internamente?
    Grazie mille

    • Secondo il disposto della Legge 25/08/1991 n. 287 per somministrazione si intende la vendita per il consumo sul posto, che comprende tutti i casi in cui gli acquirenti consumano i prodotti nei locali dell’esercizio o in una superficie aperta al pubblico, all’uopo attrezzati.
      Pertanto l’area esterna va considerata area di somministrazione a tutti gli effetti fatto salvo la verifica della possibilità di utilizzarla come tale trattandosi di circolo privato.
      In merito all’insegna pubblicitaria non si comprende perché un circolo privato, che non effettua somministrazione al pubblico di alimenti e bevande ma somministrazione ai soli soci senza alcun scopo di lucro, debba pubblicizzare non si sa cosa. Se per insegna generica si intende il nome del circolo non ci sono problemi se invece come credo lo scopo e di pubblicizzare e attrarre clienti spiacente in quanto si vuole aggirare la norma in particolare la normativa sulla sorvegliabilità.

  7. gentile comandante,anche se le licenze di bar e ristoranti sono libere,come può la legge permettere,dove non c’è la necessità ,di saturare un equilibrio precario dove le attività esistenti non ce la fanno a sopravvivere e rischiano la chiusura, essendo il paese molto piccolo (3800 abitanti circa)e con turismo per il periodo estivo ,poi con nessun’altra forma di lavoro,solo pubblici esercizi e negozi di prodotti locali? grazie.

    • Purtroppo i principi dell’Unione Europea sulla libera circolazione di beni, persone e servizi e la libertà di concorrenza associati all’art. 41 della nostra Carta Costituzionale che stabilisce la libertà dell’iniziativa economica privata hanno determinato la liberalizzazione di molti settori tra cui quello delle attività produttive. Oggi purtroppo la differenza bisogna farla sulla qualità del servizio offerto.

  8. Salve
    l’anno scorso è stato aperto un circolo privato nel mio paese…ma anzichè essere un semplice circolo soci si e trasformato in un night ove circolano ragazze straniere
    sò da chi c’è stato che all’entrata c’è un cartello 10 euro la consumazione e se si vuole artistica 15 euro ..e non fanno scontrino!!!io mi chiedo ma tutto questo è legale??e se no si può far qualcosa?

    • Si tratta di un’attività totalmente illegale. Necessita notiziare di quanto accade le forze di polizia che sapranno risolvere il problema sia dal punto di vista dell’ordine pubblico che fiscale.

  9. Salve, la domanda è la seguente.
    Può un circolo privato svolgere attività di discoteca con musica ad alto volume con D.J e consolle luci stroboscopiche? Serve un’autorizzazione particolare rilasciata dal Comune o verifiche dei V.V.F sulle normative antincendio?
    In attesa di risposta, la saluto cordialmente.

  10. Premesso che il circolo privato può effettuare attività limitate ai soli soci si precisa che se l’attività di discoteca è limitata ai soli soci senza arrecare disturbo alla quiete pubblica non ci sono problemi. Se invece l’attività si concretizza in una discoteca aperta al pubblico allora necessita di tutti i titoli abilitativi necessari sia sotto il profilo della sicurezza pubblica che sanitario e prevenzione incendi.

    • Buonasera. Ho preso in affitto un locale destinato come negozio e sottostante magazzino gia’ a suo tempo circolo-discoteca. I locali però non hanno finestre apribili verso l’esterno… Seppur come circolo non avrei bisogno di autorizzazioni, i requisiti per destinazione d’uso, rispetto superfici finestrate aeroilluminati vanno rispettate o essendo circolo si può fare anche in locali ciechi? Ringrazio della risposta anticipatamente.

      • Se siamo in presenza di un’attività di circolo privato puro ossia senza attività di somministrazione non ci sono problemi altrimenti vanno rispettate le norme igienico sanitarie e di sorvegliabilità dei locali.

        • Buongiorno,
          In realzione a quanto appena scritto da lei, mi trovo di fronte a 2 pareri discordanti: Lei dice che se si apre un circolo ”puro” ( per esempio un’associazione di appasionati di yoga) , non si e’ soggetti ai requisiti dettati dall’ASL in materia di impianti sportivi. In ASL di Vicenza sostengono l’esatto contrario e cioe’ che c’e’ un ben preciso regolamento del C.O.N.I. che vale anche per i circoli privati….chi ha ragione? Spero Lei, ma chi glielo spiega all’ASL?
          Grazie
          Max

  11. Salve Dott. Giannetta,
    per l’apertura di un nuovo circolo privato, può il Presidente o il Vice Presidente dello stesso, anticipare le spese per l’acquisto delle attrezzature adatte? (tavoli, sedie, TV, stereo, bevande ecc.) In attesa di risposta, Le porgo cordiali saluti.

      • perche la mia tessera arci mi costa ogni anno 25 euro ?? sento parlare al di fuori che costa molto meno. e un altra domanda,è possibile che in un circolo arci vedo sempre il cane del propietario dietro al bancone…ci puo stare??

      • salve dott. Giannetta vorrei farle una domanda nel mio paese ci sono diversi circoli con dei soci ma tutti hanno un unico padrone qnd niente quote associative,i prodotti vengono acquistati e pagati allo stesso prezzo dei bar, inoltre i padroni di qst circoli mandano ragazze a consegnare volantini delle loro serate organizzate, ecco vorrei chiederle e’ legale tutto cio?

  12. Dott. Giannetta buona sera,sono presidente di un’associazione affiliata dove viene praticata danza ballo in diverse discipline dai bambini agli adulti e tutte le persone sono regolarmente tesserate soci con tanto certificato di medico anche a livello agonistico essendo affiliati anche ad una federazione nazionale.Detto questo il mio problema è che da due anni ho dovuto cambiare locale due volte perchè erano situazioni provvisorie in attesa di trovare una collocazione definitiva.Il problema è sempre il solito con il comune la destinazione d’uso.C’è chi dice che è necessario farla altri dicono che come circolo non è necessario.Attualmente abbiamo trovato un locale dove l’ingresso non è in una via ma rimane all’interno di un cortile in una zona industriale lontano da abitazioni senza dare quindi alcun disturbo,nella nostra attività sportiva non interessa e non abbiamo intenzione di somministrare bevande,alcolici e nemmeno cibo e qualt’altro l’interesse è solo quella di portare avanti l’attività sportiva. Adesso le chiedo ma per essere in regola con il comune è necessaria questa destinazione d’uso perchè le spese sono notevoli oppure basta che l’ufficio commercio possa dare l’ok per questo tipo di attività? Tra non molto saremo obbligati a lasciare nuovamente il locale in cui siamo e affittiamo perchè chiuderà per motivi del piano regolatore dove prevede l’abbattimento di questi locali.Preciso che affittiamo presso un circolo privato della nostra stessa associazione. Può consigliarmi come fare o cosa posso fare per risolvere questo problema e poter entrare in maniera definitiva in questo nuovo locale dove per tre anni è già stata presente una scuola di ballo che però non aveva mai denunciato nulla in comune per questo tipo di attività da quanto mi risulta.Attendo una sua gradita risposta con la speranza che possa essermi d’aiuto Grazie

    • Un circolo privato gestito da un’associazione in cui si pratica la danza, senza alcuna somministrazione di alimenti e bevande e senza alcun coinvolgimento del pubblico che si concretizzi in un locale di pubblico spettacolo, potrà essere ospitato in qualsiasi immobile munito di certificato di agibilità ai sensi del DPR 380/2001 :
      Art. 24 (L) – Certificato di agibilità
      1. Il certificato di agibilità attesta la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati, valutate secondo quanto dispone la normativa vigente.
      2. Il certificato di agibilità viene rilasciato dal dirigente o dal responsabile del competente ufficio comunale con riferimento ai seguenti interventi:
      a) nuove costruzioni;
      b) ricostruzioni o sopraelevazioni, totali o parziali;
      c) interventi sugli edifici esistenti che possano influire sulle condizioni di cui al comma 1.
      3. Con riferimento agli interventi di cui al comma 2, il soggetto titolare del permesso di costruire o il soggetto che ha presentato la denuncia di inizio attività, o i loro successori o aventi causa, sono tenuti a chiedere il rilascio del certificato di agibilità. La mancata presentazione della domanda comporta l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 77 a 464 euro.
      4. Alla domanda per il rilascio del certificato di agibilità deve essere allegata copia della dichiarazione presentata per la iscrizione in catasto, redatta in conformità alle disposizioni dell’articolo 6 del regio decreto-legge 13 aprile 1939, n. 652 e successive modificazioni e integrazioni.
      Premesso che sulla base degli artt. 17 e 18 della Carta Costituzionale vige in Italia la libertà di associazione per cui trattandosi di un’iniziativa a carattere privato non occorre una destinazione d’uso commerciale dei locali salvo eventuali regolamenti comunali che dispongano diversamente.

  13. Salve dott. Giannetta.
    Avrei bisogno di alcune delucidazioni sui circoli privati. Premesso che il nostro circolo ha varie forme di intrattenimento (teatro, discoteca, ballo liscio, cinema) solo ed esclusivamente per i soci, che abbiamo un fonometro regolare con il quale controlliamo i volumi per non disturbare i vicini (con il quale abbiamo creato un rapporto amichevole, quindi in caso di rumore elevato ci avvisano loro), avrei bisogno di sapere:

    1. è stata approvata la legge del divieto di somministrazione di alcolici ai minorenni, nel nostro circolo è sempre stato vietato l’ingresso ai minori di 16 anni non accompagnati dal genitore…ma adesso i ragazzi tra i 16 ed i 18 anni possiamo farli associare oppure devono essere accompagnati anche loro?

    2. è nata una diatriba sul fatto che, secondo noi, in quanto circolo privato che offre intrattenimento esclusivamente per i soci, non serva la licenza dell’autorità di P.S. per il pubblico spettacolo…ma dato che non sembra così precisa la legislazione in merito, mi può dire se dovremmo richiederla oppure no?

    3. infine, vista la nuova legge per la quale i pubblici esercizi possono stare aperti 24h su 24h, noi in quanto circolo possiamo somministrare bevande oltre le ore 3, oppure dobbiamo chiudere il bar a tale orario?

    La ringrazio anticipatamente, non sappiamo a chi rivolgerci nella nostra città (Livorno) per avere delucidazioni in merito alla nostra associazione culturale…sembra che siamo avvolti nel mistero!

  14. Secondo l’interpretazione che pare più aderente allo spirito e la tenore delle nuove disposizioni la vendita per il consumo sul posto somministrazione) di bevande alcoliche è sanzionata ai sensi dell’articolo 689 del codice penale se eseguita nei confronti di minori di anni 16 e ai sensi del nuovo articolo 14-ter della legge 30 marzo 2001 n. 125 se eseguita nei confronti di minori di età compresa tra i 16 ed i 18 anni; tale ultima disposizione si applica anche alla vendita di alcolici per asporto ai minori di qualsiasi età.
    Per quanto riguarda il tesseramento dei minori di età nulla è variato.
    Se le attività effettuate sono riservate solo ed esclusivamente agli iscritti al circolo non vi è alcun pubblico spettacolo e quindi di conseguenza non necessita la licenza ex art. 68 e 80 TULPS.
    La somministrazione all’interno dei circoli privati dal punto di vista degli orari è completamente libera.

  15. Buonasera.
    Qual è la normativa antincendio applicabile ai circoli privati che dichiarano una capienza di 250 persone?
    grazie

  16. Sono presidente di una associazione che si appresta ad aprire un circolo privato. premesso che tutto l’iter burocratico per l’edilizia è stato presentato, la domanda è la seguente:possiamo organizzare nel nostro circolo, per i soli soci, spettacoli musicali, concerti,karaoke, dibattiti, ecc. senza passare dalla commissione publico spettacolo, visto anche che non supereremmo le cento presenze, come dichiareremo in fase di scia.
    la ringrazio e attendo risposta.

    • Se l’attività è riservata solo ed esclusivamente ai soci e quindi non si concretizza un locale di pubblico spettacolo ma festa privata allora non bisogna avere alcun parere da parte della Commissione sui pubblici spettacoli. Attenzione a far si che il circolo privato abbia effettivamente tali requisiti e non si trasformi in locale aperto al pubblico.

  17. Buongiorno dr. Giannetta, in occasione di feste private, grigliate, cene sociali ecc. o altre manifestazioni simili rivolte solamente ai soci i circoli dovrebbero presentare la Scia: è ancora così o, come si sente dire, in base ad una nuova disposizione del 23 gennaio 2013 non è più obbligatoria. Cordialmente ringrazio e saluto. Barbara

    • Le attività private non sono soggette ad alcuna scia probabilmente lei si riferisce alla somministrazione di alimenti e bevande ai sensi del DPR 4 aprile 2001, n. 235 Regolamento recante semplificazione del procedimento per il rilascio dell’autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande da parte di circoli privati.

  18. in un circolo nautico privato dove esistono telecamere che inquadrano i pontili e le imbarcazioni, i vari soci possono accedere alla visione delle stesse?

  19. Dovrebbe esserci un regolamento che disciplina il tutto ma soprattutto individua il responsabile delle immagini ed il tempo di conservazione delle stesse secondo le indicazioni del garante della privacy.

  20. sto per aprire un circolo arciin una casa del popolo,
    per quanto riguarda le regole ho capito abbastanza bene,
    l’unica cosa la somministrazione di alimenti e bevande ,
    se all’esterno ( non sulla pubblica via) ma all’esterno del circolo tra l’altro il suolo e’ della casa del popolo,metto dei tavoli da bar per farci giocare i vecchietti a carte, ma la somministrazione la faccio all’internose naturlamente vogliono bere, posso metterli fuori anche se si vede dalla strada?

    • La somministrazione deve come detto avvenire solo ed esclusivamente all’interno dei locali del circolo. Non ritengo vi siano ostacoli al posizionamento di alcuni tavoli sull’area all’aperto sempre che vengano utilizzati per i fini istituzionali del circolo ricreativo culturale.

  21. sto per aprire un circolo arci in una casa del popolo,
    per quanto riguarda le regole ho capito abbastanza bene,
    l’unica cosa la somministrazione di alimenti e bevande ,
    se all’esterno ( non sulla pubblica via) ma all’esterno del circolo tra l’altro il suolo e’ della casa del popolo,metto dei tavoli da bar per farci giocare i vecchietti a carte, ma la somministrazione la faccio all’interno se naturlamente vogliono bere, posso metterli fuori anche se si vede dalla strada?

    • La somministrazione deve come detto avvenire solo ed esclusivamente all’interno dei locali del circolo. Non ritengo vi siano ostacoli al posizionamento di alcuni tavoli sull’area all’aperto sempre che vengano utilizzati per i fini istituzionali del circolo ricreativo culturale. .

  22. buongiorno Dott. Giannetta.
    Volevo chiederLe sè in base alla normativa sulla sorvegliabilità dei circoli privati, è regolare che il gestore decida di consentire l’accesso ai locali tramite apertura elettronica dall’interno o viola il disposto dell’art.2 comma1 della D.M.564/1992? e per tale motivo venga sanzionato? Quale sanzione è quella più corretta da applicare?
    La ringrazio anticipatamente e Le rinnovo l’apprezzamento per la sua disponibilità e professionalità.

  23. Il D.M. 17 dicembre 1992, n. 564 “Regolamento concernente i criteri di sorvegliabilità dei locali adibiti a pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande” stabilisce appunto i requisiti che devono avere gli esercizi pubblici (bar-ristoranti) mentre è all’art. 4 che stabilisce le caratteristiche dei locali adibiti alla somministrazione di alimenti e bevande annessi a circoli privati : I locali di circoli privati o di enti in cui si somministrano alimenti o bevande devono essere ubicati all’interno della struttura adibita a sede del circolo o dell’ente collettivo e non devono avere accesso diretto da strade, piazze o altri luoghi pubblici. All’esterno della struttura non possono essere apposte insegne, targhe o altre indicazioni che pubblicizzino le attività di somministrazione esercitate all’interno.
    Pertanto dalla relativa lettura non sussiste un divieto all’installazione di un’apertura elettronica anzi essendo il circolo privato un luogo dove il ritrovo è ammesso ad una cerchi determinata di persone ed è a questi che deve riferirsi la somministrazione di alimenti e bevande il tutto è regolare.
    Naturalmente tutto ciò è lecito salvo l’esistenza di altre tipologie di reati o violazioni amministrative come per esempio giochi illeciti.

  24. la pizza da asporto in un circolo privato si puo’ dare?

    se un bambino compra un gelato e poi esce e lo va a mangiare fuori che succede?

  25. Il gestore di un circolo privato pùo preparare sul posto e somministrare cibi ai propri soci? Sè si, quali autorizzazioni eventualmente deve richiedere?

  26. Il gestore di un circolo privato può somministrare ai socie cibi e bevande.
    La normativa di riferimento è il DPR 4 aprile 2001, n. 235 – Regolamento recante semplificazione del procedimento per il rilascio dell’autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande da parte di circoli privati.
    Occorre pertanto procedere alla registrazione sanitaria e alla presentazione della SCIA al Comune.

  27. buongiorno dott. Giannetta stiamo aprendo un circolo privato.il locale che abbiamo visto supera di poco i 200 mq,noi volevamo stare questa soglia.vorremmo chiudere la parte eccedente del locale con delle pareti in cartongesso,rifare poi la planimetria del locale da un geometra che attesti che i mq sono sotto i 200.sul contratto d affitto quindi saranno di planimetria 199 mq.(reali come risulterebbe e verificabile sulla nuova planimetria).al comune e usl quindi presenteremo questa nuova planimetria.secondo lei è fattibile?abbiamo paura che non essendo accatastata ci rifiutino la scia.sarebbe questo possibile considerando che sono solo delle divisioni interne in cartongesso quindi asportabili in qualsiasi momento?oppure bisogna fare l accatastamento creando cosi un nuovo locale non in uso ovviamente in quanto chiuso da pareti?grazie

    • E’ palese l’intervento di raggiro della norma per cui consiglio di ricavare un nuovo locale di circa 15 metri quadrati procedere alla pratica edilizia dal punto di vista urbanistico, all’accatastamento del nuovo vano e quindi procedere con la pratica commerciale.

  28. la somministrazione e’ la vendita per il consumo sul posto quindi un socio puo’ comprare la pizza da asporto?

  29. Volevo chiedere in un circolo privato che tipi di alimenti si possono vendere?Si possono preparare dei panini? Esiste una lista degli alimenti che si possano vendere,tipo arancini, focacce,eccctt.La ringrazio x la risposta.

  30. Sig. Giannetta vorrei gentilmente che mi fosse specificata bene in fatto di sorvegliabilita dei circoli privati, cosa si intende che il locale di somministrazione non deve avere accesso diretto da piazze o pubbliche vie. E’ possibile che mi pretendono una doppia porta ?
    La ringrazio immensamente. Sia dettagliato nella chiarificazione.
    Tanto devo.

    • La norma è chiara ossia l’accesso non deve essere diretto da piazze o pubbliche vie per cui tra questi due elementi deve esserci un’area diversa che potrebbe concretizzarsi con una doppia porta.

      • pregiatissimo dott.Giannetta,la prego nel limite
        del suo tempo disponibile di risolvere il mio quesito grazie:stò per aprire un circolo a.s.d. l’ingresso è così composto:dal ciglio della strada salgo due gradini,entro in un piccolo androne,percorro circa due metri poi svolto adestra percorro 1,5 m,e incontro la porta di ingresso del circolo.devo mettere una seconda porta? la ringrazio e porgo i miei più cordiali saluti.

        • salve, mi chiamo alessandro e ho ormai tutto pronto per poter presentare scia per aprire un circolo….ho letto la domanda che pone al dott. giannetta ed è esattamente l’ultimo ostacolo che stiamo incontrando….come lei anche noi abbiamo un spazio esterno privato di notevole dimensione antecedente all’entrata dei locali interessati alla somministrazione…qual’è stata la risposta che ha ricevuto, purtroppo non riesco a trovarla….grazie e scusi per il disturbo.

  31. Sig. Domenico Giannetta, sono un presidente di una associazione onlus e gestiamo un parco pubblico con i ragazzi disabili. Avremmo in mente di installare un chiosco per la vendita di bevande e gelati tutti confezionati ai soli soci dell’associazione, a quale legge posso fare riferimento perchè io sia in tutta regola? grazie della sua cortese collaborazione.

  32. buongiorno Sig. Giannetta sono in procinto di aprire un circolo privato ho ancora un dubbio che nessuno sa rispondermi rimbalzandomi da un ufficio all altro.il locale destinato ai solo soci è di 191 mq.abbiamo all interno un piccolo bar di sola mescita bevande.il problema è il bagno.abbiamo un bagno solo per il locale le chiedo è sufficiente o ne servono 2?serve il bagno disabili?se si sarebbe possibile trasformare quel unico bagno anche per i disabili oppure saremmo obbligati a crearne uno nuovo esclusivamente per i disabili?grazie.Germano

    • Anche noi ci siamo imbattuti nella stessa problematica di Germano. Il nostro locale è di 60 mq e dispone di un unico bagno, possiamo stare sereni per la somministrazione?

      • Salve Dott.re Giannetta,
        ho letto la sua risposta sul bagno per disabili, ma avrei bisogno di un altro chiarimento.
        Questo vale anche per i locali più grandi di 200 mq? se si, qual è la legge che devo mostrare al comando dei vigili municipali, che invece sostiene il contrario?
        Grazie.

        • La decisione finale spetta ai servizi dell’ASL che dovranno verificare la rispondenza ai requisiti igienico sanitari.

      • buongiorno,
        leggo quanto riporta sui servizi igienici nei circoli privati, ma leggendo il testo del decreto DM 238/89 non ritengo sia corretto.
        All’art’ art. 3.4 Ogni unità immobiliare, qualsiasi sia la sua destinazione, deve essere visitabile, fatte salve le seguenti precisazioni:
        a) negli edifici residenziali non compresi nelle precedenti categorie il requisito divisibilità si intende soddisfatto se il soggiorno o il pranzo, un servizio igienico ed i relativi percorsi di collegamento interni alle unità immobiliari sono accessibili; nelle unità immobiliari sedi di riunioni o spettacoli all’aperto o al chiuso, temporanei o permanenti, compresi i circoli privati, e in quelle di ristorazione, il requisito della visibilità si intende soddisfatto se almeno una zona riservata al pubblico, oltre a un servizio igienico, sono accessibili; deve essere garantita inoltre la fruibilità degli spazi di relazione e dei servizi previsti, quali la biglietteria e il guardaroba.

        Ritengo quindi che il servizio igienico per disabili sia obbligatorio.
        Grazie per la disponibilità in questa rubrica

  33. buonasera sig. Giannetta volevo sapere se un circolo privato può utilizzare uno spazio pubblico recintato con ingresso senza cancello, dove svolgere attività che offre il circolo (dove poter consumare bevande nei propri tavoli, giocare a carte ecc…)grazie per la sua cortese collaborazione…distinti saluti

  34. Buongiorno Dottor Giannetta. Abbiamo un circolo ARCI in cui facciamo somministrazione di cibi e bevande ai soli soci. All’esterno del circolo, sulla strada, abbiamo fato richiesta di occupazione di suolo pubblico al Comune per determinati giorni la settimana (gio-ven-sab) e solo negli orari di funzionamento del circolo ovvero dalle 1600 alle 24.00. Vorremmo utilizzare quest’area comunale e all’interno di questo perimetro circoscrivendo il confine con delle catene rosse bianche dove esporre la scritta “Circolo privato ingresso riservato ai soli soci” mettere dei tavoli e delle sedie per il periodo estivo. La mia domanda è questa: se un socio entra all’interno del circolo dove facciamo somministrazione, prende una bevanda o un pasto e decide di portarselo fuori e di consumarlo ai tavoli in quell’area regolarmente occupata, si infrange il regolamento o solo se i soci seduti vengono serviti ? Può un socio prendere una bottiglia d’acqua , portarsela fuori sedere e berla magari scambiando due chiacchiere con altri soci? Sia chiaro che la somministrazione avverrebbe all’interno del locale e nessun servizio al tavolo verrebbe fornito … Grazie mille ATTENDO UNA SUA GENTILE RISPOSTA..

    • L’attività del circolo privato può essere svolta solo e soltanto all’interno dell’area privata e non è possibile concedere l’occupazione del suolo pubblico.

  35. Buongiorno Dottor Giannetta. La mia domanda è molto simile a quella che è stata posta da altri, inerente alla somministrazione nel giardino (delimitato ed interno) del circolo stesso.
    Se l’entrata al giardino, che è su pubblica via, la quale diverebbe area di somministrazione “estiva” per i soci, viene “dotata” di una seconda “porta” a poca distanza, posso considermi in “regola” con la legge di sorvegliabilità?
    Purtroppo le informazioni prese in comune sono state frammentarie e vorrei capire se poi si applicherebbe a quel punto “l’utilizzo in forma precaria” del giardino stesso come un pubblico esercizio, indi per cui l’ultilizzo in esterno del 50% della superficie di somministrazione interna.
    In sostanza, un circolo dotato di due entrate (come tutti), di cui una sul giardino privato, necessita di una terza entrata se i soci vogliono consumare le cose aquistate al bar al fresco in giardino e limitatamente al periodo estivo?
    Vorremmo capire, come consiglio direttivo, se è lecito vietare ad un socio, che regolarmente versa la quota associativa, di giocare a carte al tavolo (per fare un esempio) mentre consuma un bicchiere di vino nel giardino che è parte integrante del circolo stesso.
    La ringrazio in anticipo per la sua cortese risposta.

    • La licenza per la somministrazione all’interno del circolo privato è rilasciata per un’area ben precisa e delimitata ed è valida solo per tale area.

  36. buonasera dott. GIANNETTA sono in procinto di aprire un circolo privato ancora in dubbio,il locale e destinato a soli soci,il locale ms. mt. 90. All’ interno un bar con somministrazione bevande e alcolici.il locale ha gia la destinazione d’uso compreso agibilita.il problema il bagno che e normale,e sufficiente cambiare i pezzi sanitari o devo costruire un altro bagno nuovo per disabili?

    grazie mille Vincenzo.

  37. salve,una domana da porre?come e cosa occore fare per le dimissione del presidente del circolo.quali sono i rischi senza presidente?

    • Basta riunire i soci e nominare un nuovo presidente. Un circolo senza presidente è come una macchina senza conducente.

  38. Spett. Comandante Dott. GIANNETTA Domenico,
    sono un collega appartenente al Corpo della Polizia Penitenziaria e con la presente, avrei piacere di ricevere da ella, un chiarimento in merito all’accesso da parte di Agenti di P.G. appartenenti ai vari Corpi Armati dello Stato, in un locale circuito A.R.C.I o ad esso associato.
    Mi preme capire (vista la pachidermosa normativa in merito)se per queste categorie di attività finalizzate ad uno scopo prettamente ricreativo/culturale e, “tecnicamente”, non finalizzate ai fini di lucro (ma di fatto praticamente no…!!!)possa valere la normativa prevista dal:
    Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773
    “Testo unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza”
    *TITOLO I°*
    DEI PROVVEDIMENTI DI POLIZIA E DELLA LORO ESECUZIONE *CAPO IV*
    DELL’INOSSERVANZA DEGLI ORDINI DELL’AUTORITA’ DI PUBBLICA SICUREZZA E DELLE CONTRAVVENZIONI
    *Art. 16*
    Gli ufficiali e gli agenti di pubblica sicurezza hanno facoltà di accedere in qualunque ora nei locali destinati allo esercizio di attività soggette ad autorizzazioni di polizia e di assicurarsi dell’adempimento delle prescrizioni imposte dalla legge, dai regolamenti o dall’autorità.
    Fiducioso di ricevere una sua competente e valida risposta, distintamente porgo i miei più deferenti ossequi.

    • Il circolo privato non essendo soggetto a licenza di polizia non soggiace a tale disposizione fatto salvo il potere dovere di entrare per accertare eventuali reati in atto.

  39. volevo porre seguenti quesiti:
    1) rientra in attività di circolo privato un terreno agricolo destinato a contenere una sorta di parco verde in cui i proprietari di animali ( ovviamente soci ) possono andare per far giocare i loro cani, avere recinti dedicati, ricevere istruzione e altre attività simili?
    2) questo terreno e confinante con una privata abitazione che potrebbe mettere a disposizione un paio di stanze per far si che i Soci possano fermarsi sedersi ecc. usufruire dei servizi igienici ( una sorte di piccola club-house ) questo è possibile facendo un contratto di affitto o cessione temporanea di una parte della casa?
    grazie

  40. buonasera SIG Giannetta volevo sapere se il mio circolo puo usufruire di uno spazio vicino al circolo di proprietà del comune pagando il suolo posso usufruire dello spazio per mettere dei tavoli e sedie per consumare bevane solo per i soci e mettendogli un cartello con scritto ingresso riservato ai soci….un cordiale saluto e un ringraziamento anticipato

  41. Buongiorno,sono una ragazza che conduce un’attività di bar in un piccolo paese di 500 abitanti. Il mio problema e che sicuramente continuando cosí mi porterà alla chiusura del locale è che mi trovo ad avere una concorrenza secondo me sleale da parte di un circolo ARCI al quale non so perché ma é concesso tutto!!! Io sono ben disposta ad accettare una concorrenza da parte di un’altro locale riconosciuto come attività dove questo a tutti i miei vincoli, é sottoposto ha tutte le norme sia di HACCP, di sicurezza e di somministrazione, ma in questo caso, come voi ben sapete a queste attività basta tenere i prezzi un po’ più bassi, i quali lo possono fare benissimo perché non pagano nemmeno un euro di tasse, non sono sottoposti a nessuna dichiarazione dei redditi e tanti vincoli ancora in meno rispetto a noi.quello che volevo chiedere in modo specifico é questo: é mai possibile che questo tipo di attività possa avere tavoli e sedie all’esterno del locale e quindi all’aperto pur occupando un terrazzino privato? Io sapevo che i circoli devono avere addirittura una paratoia davanti all’entrata perché l’interno non deve essere visibile. É possibile che questo circolo sia sito in una via principale del paese e a meno di 100 metri dal mio? Per quel che sapevo io i circoli non devono nascere in una strada principale. Se possibile vorrei delle risposte in merito,grazie.

  42. Gentile dott. Giannetta,
    ho due domande da porle:
    1) nel comune dove vivo si verifica da qualche tempo che un circolo privato che solitamente esercita la sua attività all’interno del proprio circolo, organizzi una festa della birra su area pubblica aperta a tutti con somministrazione di alimenti e bevande, motoraduno, sfilate di moda, attività ludiche varie. Può fare questo? Deve chiedere delle autorizzazioni al Comune? Oppure il Comune lo dovrebbe bloccare?. Il gestore del circolo può usare il nome del circolo come organizzatore dell’evento oppure lo dovrebbe fare lui come imprenditore privato e non coinvolgendo il circolo?

    2) come intervenire in un circolo che effettua serate d’intrattenimento dei tipi più svariati tesserando tutte le persone che entrano e non sono veri soci frequentatori del circolo? Spesso vi è moltissima gente all’interno del circolo…dal punto di vista della sorvegliabilità / sicurezza dovrebbero chiedere qualche permesso?
    Spero di ricevere qualche suo consiglio/indicazione.
    Nel frattempo la ringrazio infinitamente per i suggerimenti molto utili che da a tutti noi!!!!

  43. Gentile dott. Giannetta,
    circolo affiliato endas come ass. sport.è una scuola di ballo al sabato orchestra e serata danzante ho ricevuto una proposta mi chiedono se posso affittare il salone del circolo per 2 sere alla settimana uso sala da ballo ad altra società o club ciò è possibile? Le sarei grato per la sua risposta grazie Mario

    • Il problema sussiste dal punto di vista fiscale. Se le attività sono riservate ai soli soci, vi è l’agibilità del locale, non si arreca disturbo alla quiete ed al riposo delle persone è possibile.

  44. Buongiorno, volevo chiederle un consiglio.
    abito in un condominio privato a milano che ha un cortile interno dove ci sono dei loft che non appartengono al nostro condominio (hanno altro amministratore) ma entriamo tutti dallo stesso portone. recentemente hanno aperto un circolo in uno dei loft, quindi significa rumore, passaaggio dal nostro portone, estranei al condominio nel cortile, etc… sono sparite anche delle biciclette e soprattutto non ci sono più la tranquillità e sicurezza di prima. il circolo chiede la tessera, questo lo so, ma su 3 sere a settimana di attività la gente cambia sempre, ormai saranno passate centinaia di persone per fare feste, eventi, etc… c’è anche un sito che lo presenta. ora le chiedo, come possiamo noi condomini tutelarci? è un’attività legale questa? quali sono gli oorgani competenti se volessimo farli intervenire? alla fine ci sembra un locale come altri, ma camuffato e messo in un condominio privato dove le esigenze sono tutt’altre. grazie in anticipo.

  45. Buonasera, nel mio condominio c’e’ un circolo ARCI che dispone di un giardino dove d’estate quasi tutte le sere viene fatto il bbq (legna e/ o carbonella), costringendo i condomini a tenere le finestre chiuse per non far entrare odore di cucinato e fumo. Inoltre viene spesso fatta musica dal vivo fino a tarda ora. Le serate musicali si svolgono nel corso di tutto l’anno e non avendo il circolo locali insonorizzati il forte volume crea notevoli disagi agli appartamenti del condominio. Ci sono delle norme di cui avvalersi per limitare i disagi? Grazie

  46. Si la somministrazione e le attività del circolo devono avvenire all’interno dei locali ove sono state rilasciate le autorizzazioni. Per i rumori sussiste la violazione all’art. 659 del codice penale.

  47. gentile sig. Domenico Giannetta io ho un circolo privato da molti anni,a volte ho problemi con le autorità per via dei minori.Loro contestano il fatto che i minori non possano accedere alle attività consentite dal circolo come vuole lo statuto. Chiedo questo ” io ho regolare delega firmata da genitori che frequentano il circolo e conoscenti che anche non frequentandolo portano i figli a passar del tempo all’interno di esso “.IO TUTELO IL MINORE stando attento che non tocchino o giochino in zone a loro vietate (slot o giochi vietati hai minori con appositi cartelli).Finisco….. posso sapere come comportarmi se ci dovessero esserci altri controlli in seguito? grazie…..

  48. Gentile dott.Giannetta volevo avere qualche delucidazione in merito ai circoli privati:
    volevo sapere se su un terreno agricolo si puo’ aprire un circolo privato creando un campo da calcio dando la possibilità ad una associazione di svolgere attività di scuola calcio.
    Grazie Mirko Giorgi

  49. Gentile Dott. Giannetta le chiedo se un circolo privato con somministrazione ha 200/300 iscritti, quanta superfici deve avere il locale dove viene svolta l’attività? Spesso , anzi, quasi sempre ci troviamo di fronte a situazione di locali aventi una superficie di 20/30/40 mq , specialmente in centro storico, dove gli iscritti non potranno mai entrare tutti insieme (al limite) ed ancora locali senza abbattimento delle barriere architettoniche.
    La ringrazio.

  50. Salve Dott. Giannetta,
    collaboro con una associazione sportiva dilettantistica (ASD), un genitore ci offrirebbe in comodato d’uso gratuito un terreno in montagna per organizzare un campeggio solo per i nostri associati, inoltre sul terreno è presente una costruzione con un enorme salone dove poter preparare da mangiare, organizzare feste, ecc. il tutto ben distante da qualsiasi accesso pubblico diretto.
    E’ possibile svolgere tali attività (campeggio e attivita ludico sportiva)in un terreno privato ?
    Dobbiamo avere particolari permessi per campeggiare sul terreno privato o preparare il mangiare per soci ?
    Il proprietario deve avere dei permessi per darci il terreno ad uso campeggio e il locale uso refettorio ?
    Eventuali permessi a chi dovranno essere richiesti.
    La ringrazio per la cortese attenzione e in attesa di rileggerla la saluto cordialmente

  51. Egr.gio Comandante,
    volendo aprire un circolo privato con somministrazione con più di cento soci e superiore a 200 mq cosa serve?
    Ci vuole autorizzazione del Sindaco/Dirigente (il presidente deve avere i recquisiti professionali)?
    Oltre alla notifica igienico sanitaria ci vuole il parere del vigili del fuoco?
    In ultimo… il locale ha un agibilità del 1980 per 110 persone (precedentemente era una sala da ballo)rilasciata a norma del TULPS, è valida ancora? Eventualmente lo fosse si potrebbe, facendo le dovute modifiche catastali, ridurre la superficie utilizzata dal circolo e non richiedere il parere dei vigili del fuoco?

    La ringrazio anticipatamente

  52. ho un locale deposito nel quale vorrei svolgere attività associativa sportiva, può rimanere tale come destinazione considerando che dovrò realizzare 2 bagni con relativi spogliatoi distinti per sesso? a chi fare richiesta per ottenere l’agibilità, quali i requisiti da rispettare?

  53. Salve,vorrei sapere cosa si intende quando si dice che i circoli non devono essere raggiungibili da luoghi e strade pubbliche.GRAZIE

  54. Buon giorno comandante io ho un dubbio…
    Ho un circolo e quando faccio degli eventi cioè degli aperitivi con musica dal vivo devo pagare la SIAE…il punto è questo la SIAE mi chiede se la festa è privata o pubblica dicendomi che se pubblica possono entrare anche i Bho tesserati pagando solo la consumazione…è vera questa cosa?
    Chiedo poiché c’è una differenza notevole di prezzo tra festa pubblica e privata…nella privata pagherei la bellezza di 25 euro in meno e non pagherei le tasse cioè il 10% del 40% dell’incasso….grazie saluti…

  55. Egregio comandante, vorrei formare un asd in cui praticare ballo senza scolgere alcun tipo di somministrazione di alimenti e bevande volevo sapere se un locale commerciale potrebbe andare bene o se bisognerebbe cambiare la destinazione d’uso e poi se bisogna comunicare un eventuale apeerura a chi ? E come? Grazie

    • Se trattasi di scuola di ballo riservata ai titolari di tessera per club privato senza attività di pubblico spettacolo non necessita alcuna autorizzazione nel caso contrario necessita la licenza ex art. 68 TULPS e agibilità ex art. 80 TULPS previo parere Commissione di Vigilanza

  56. Buon giorno ho dei dubbi ho da poco aperto un bar e a poca distanza ce un circolo che fino a oggi ha svolto funzione di bar.Aprendo la mattina alle 5:30 chiudendo la sera alle 24:00 facendo caffe, aperitivi,e quantaltro a tutti tesserati e non.E legale una cosa del genere puo fare questi orari e questo tipo di servizio?se no quale e’l’organo di controllo

  57. BUON GIORNO, LE VOLEVO CHIEDERE UN CLUB HA VINCOLI URBANISTICI O PUO NASCERE ANCHE IN ZONA INDUSTRIALE, CIOè UNA AZIENDA DI ROTTAMI A DISMESSO LA ZONA, E NOI VORREMMO PRENDERE IN AFFITTO LA ZONA, è POSSIBILE. GRAZIE.

  58. Buonasera dott. Giannetta.

    Sono presidente di un circolo ricreativo che ha deciso di iniziare anche l’attività di somministrazione di alimenti e bevande a favore dei propri soci. La sede del ns. circolo ha ingresso sulla pubblica via. Tra l’ingresso del circolo e la sala destinata a somministrazione vi è un disimpegno di alcuni mq dotato di ulteriore porta.
    Riteniamo di essere in regola con quanto previsto dall’art. 4 del decreto 17/12/92 n.564.
    Condivide la nostra opinione ?
    Grazie

  59. Salve dottor Giannetta.c’è un circolo già esistente da anni in provincia di Pescara,in cui l’attività prevalente è il gioco del biliardo.Per avere nuove persone interessate a paraticare questa forma da intrattenimento,vorremmo iniziare una scuola biliardo,visto che ci sono atleti Fibis abilitati all’insegnamento.
    La domanda è questa: è possibile pubblicizzare l’inizio del corso di scuola biliardo (senza pubblicizzare il locale)con locandine,o è categoricamente vietata ogni forma di pubblicità,anche se in questo caso era rivolto a pubblicizzare un ‘attività all interno della struttura.

    grazie

  60. Salve avrei bisogno di alcune informazioni.
    Vorrei sapere se è possibile costruire un circolo privato per un’associazione culturale di promozione sociale su di un terreno agricolo. Mi spiego meglio cosa vorremmo realizzare.
    Vorremmo creare un circolo all’aperto (per aperto intendo dire non all’interno di un locale chiuso), ovviamente tutto appositamente recintato e che non abbia accesso dalla strada principale, dove intrattenere i soci per l’attuazione degli scopi istituzionali dell’associazione.
    All’interno del circolo vorremmo creare uno spazio dove poter somministrare delle bavande ai soci, affittando un chiosco (ovviamente movibile, quindi non fissato al terreno, e con tutti i requisiti sanitari richiesti per la somministrazione di bevande e alimenti) e una parte esterna dove i soci possano bere qualcosa leggendo libri orientati a raggiungimento degli scopi dell’associazione.
    Una struttura con poltrone, gazzebi, siepi, ecc…
    E’ possibile realizzare tutto questo con i relativi permessi?
    La ringrazio anticipatamente, in attesa di una Sua risposta.
    Cordiali Saluti

  61. Si è assolutamente possibile lo scopo del circolo privata deve essere quello di fornire dei momenti ri relax e di svago oltre che di somministrazione ai propri associati

  62. Quindi, da quanto ho capito, non c’è bisogno della conversione del terreno agricolo?

    Grazie ancora per la collaborazione.

    Cordiali Saluti

  63. salve dott. giannetta sono in procinto di aprire un circolo privato sono a posto con tutta la doc. necessaria essendo affiliato alla FENALC il circolo è di circa 200 mq.con due bagni e mi hanno obbligato ad avere anche il bagno x disabili secondo lei le leggi dicono cuesto? 2° posso esporre all’esterno un’insegna riguardante il nome del circolo? ad esempio club music live e nome…….. l’esposizione non è sulla strada ma all’interno della propietà. grazie

    • vorrei aprire un circolo arci ce di bisogno che il locale abbia la autorizzazione per essere per uso commerciale e anche con la somministrazione di alcolici

  64. sono un addetto ai servizi di controllo con regolare iscrizione all albo prefettizio volevo sapere se potevo svolgere tale mansione nel circolo privato con somministrazione di bevande alcoliche tramite comunicazione alla prefettura competente per come dice il decreto e non incorrere a qualche violazione amministrativa grazie anticipatamente dato di fatto che lil decreto e ad interpretazione grazie di una sua risposta

  65. Salve avrei bisogno di un’informazione. Volevo sapere se all’interno di un circolo ci deve essere, per legge, un’aria adibita esclusivamente al consumo di alcolici e una parte adibita solo ed esclusivamente alle attività culturali dell’associazione stessa.
    Mi spiego meglio: mi è stato riportato che all’interno di un circolo si può somministrare e consumare da bere solo nel 20% del locale e che il restante 80% del locale, deve essere adibito alle attività ludiche o culturali. Visto che non riesco a trovare riscontro in nessuna normativa, mi permetto di chiedere il suo aiuto, data la sua preparazione in materia.

    La ringrazio anticipatamente

    Cordiali Saluti

    • A mia memoria non ricordo alcuna norma che preveda le percentuali di spazio indicate nel suo quesito.
      E’ del tutto ovvio che la maggior parte delle aree ove ha sede il circolo deve essere destinata allo svolgimento delle finalità stabilite nello statuto della vostra associazione che vi spingono a frequentare l’associazione, mentre la sommmnistrazione deve essere solo un corollario dell’attività associativa, e “non viceversa” (!!!!).
      C. te Michele Pezzullo

  66. Gent.mo dott.
    le chiedo gentilmente di aiutarmi a capire quale tipo di normativa devo “trovare” per poter aprire un circolo educatico ricreativo per bambini senza che il personale del mio Comune lo associ “ignorantemente” alla normativa delle ludoteche. E se è obbligatorio un secondo bagno. La ringrazio e se la sua risposta sarà finalmente supportata da dati…finalmente apriremo il nostro circolo!!!!

    • Il circolo ricreativo educativo per bambini, come viene da Lei definito, è assimilabile solo ad una ludoteca.
      Per tale attività non vi è una normtiva statale specifica che indichi la tipologia di autorizzazione da rilasciare.
      Se la Regione o il Comune ove vuole avviare l’attività non hanno provveduto ad adottare uno specifico regolamento per disciplinare la materia, indico di seguito gli elementi essenziali per l’avvio dell’attività.
      Occorre accertare che i locali, sede dell’attività:
      1- siano stati costruiti nel rispetto dei requisiti in materia urbanistica, edilizia (permesso di costruire e destinazione d’uso);
      2- sia accertata la sicurezza degli impianti (elettrici, idrici, riscaldamento)e delle attrezzature presenti;
      3- osservanza delle norme sulla prevenzione incendi;
      4- rispetto delle norme igienico sanitarie e sulla salubrità degli ambienti (certificato dell’ASL competente);
      5- se vi è la presenza di una cucina e di una sala mensa con somministrazione, necessita la Registrazione sanitaria – Scia sanitaria per le attrezzature della cucina, la mensa e per l’attività di manipolazione e preparazione di alimenti e bevande;
      6- l’eliminazione delle barriere architettoniche.
      Per il gestore, invece, è richiesta l’iscrizione al Registro delle imprese presso la Camera di Commercio della Provincia nella quale si intende avviare l’attività, come impresa individuale o come società.
      C. te Michele Pezzullo

  67. buongiorno DOtt. Giannetta apriamo a gennaio un circolo privato con somministrazione bevande alcoliche.il circolo sarà un privee per scambisti,il locale è di 130 mq circa,attualmente il locale ha un solo bagno con antibagno,volevo chiederle se esiste una norma che mi obblighi a creare un secondo bagno oppure è sufficiente uno solo.la ringrazio.Michele

  68. salve dott. Giannetta volevo sapere se è possibile pubblicizzare su internet l’apertura di un nuovo circolo privato e anche con del volantinaggio, senza pubblicizzare la somministrazione di cibi e bevande. 2° dom. e possibile avere un barman di età minore ai 18 anni? grazie.

  69. Chiedo gentilmente se per aprire un circolo con somministrazione di birra e alimenti, occorre la destinazione d’uso commerciale. Inoltre se occorre l’agibilità (si intende quella commerciale o tecnica?)
    Grazie!
    Roberto

    • La sede del circolo privato non deve necessariamente avere destinazione commerciale, ma è compatibile con qualsiasi destinazione d’uso, indipendentemente dalla destinazione urbanistica, come stabilito dalla legge 383/2000, art. 32, comma 4.
      E’ ovvio che i locali devono comunque avere il requisito dell’agibilità tecnica (non conosco, ne credo che esista una agibilità commerciale).
      C. te Michele Pezzullo

  70. buongiorno,chiedo se è possibile registrare un circolo endas su facebook per far sapere attivita e novita ai soci
    ringrazio e saluto

  71. Gentile dott. Giannetta approfitto della sua disponibilità e gentilezza per porle due quesiti:
    Premessa:
    Con un gruppo di amici abbiamo sottoscritto e registrato la costituzione di una associacione di promozione sociale (che esclude ogni finalità lucrativa) che ha per scopi la diffusione della cultura e dell”arte in genere, ecc.;
    Sono proprietario di un locale pertinenziale alla mia abitazione che è accatastato nella categoria c2 (deposito) ma che ha di fatto e senza effettuare i lavori, possiede i requisiti per poter essere registrato in un’altra categoria (A10 o B6)
    Q.1 ) Posso destinare il suddetto locale a sede sociale dell’associazione (escludendo l’attività di circolo) per le riunioni e gli incontri, beneficiando del disposto della Legge 7/12/2000 agli articoli 1-2 e 32 relativamente al comma 4?
    Q.2 ) Se ciò è possibile, essendo contestualmente proprietario dell’immobile e presidente dell’associazione, l’uso occasionale che deriva va segnalato alla Questura come cessione di fabbricato?

    La ringrazio anticipatamente

    • Non sono il Dr. Giannetta, ma fornisco la stessa risposta data al quesito posta dal Sig. Roberto in data 29.10-
      La sede del circolo privato non deve necessariamente avere destinazione commerciale, ma è compatibile con qualsiasi destinazione d’uso, indipendentemente dalla destinazione urbanistica, come stabilito dalla legge 383/2000, art. 32, comma 4.
      I locali devono, comunque, avere il requisito dell’agibilità tecnica.
      Per quanto riguarda l’ultimo quesito, ritengo che vada sempre presentata al Commissariato di zona la comunicazione di cessione di fabricato.
      C. te Michele Pezzullo

  72. salve dott. Giannetta sono il sig. Vincenzo non’ho ancora ricevuto risposta riguardo la mia domanda del 28/ 10/2013 grazie!!

    • salve dott. Giannetta volevo sapere se è possibile pubblicizzare su internet l’apertura di un nuovo circolo privato e anche con del volantinaggio, senza pubblicizzare la somministrazione di cibi e bevande. 2° dom. e possibile avere un barman di età minore ai 18 anni? grazie.

      Ritengo che non sia possibile pubblicizzare all’esterno,e quindi anche mediante intenet l’apertura di un circolo privato.
      Infatti tale circolo deve essere la sede di un’associazione formata da soggetti che decidono di perseguire le medesime finalità che dovranno essere indicate nello statuto approvato dai soci.
      Quindi non vedo quale scopo avrebbe pubblicizzare su internet o altro mass media la costituzione di detta associazione e del relativo circolo ove, se ho ben inteso,si consumerebbero cibi e bevande. E le finalità associative quali sono??? dove e come si perseguono???
      Se invece è interessato alla somministrazione di alimenti e bevande (e la seconda domanda spinge a tale interpretazione-impiego di un barman), consiglierei di presentare la prescritta Scia all’Ufficio Suap del Comune ove intende avviare detta attività; ritengo che sia più onesto e l’attività potrà essere svolta senza alcun problema.
      C. te Michele Pezzullo

  73. Salve avrei bisogno di alcune informazioni in merito alla costituzione di un Associazione di Promozione Sociale riconosciuta.
    • Una APS (associazione di promozione sociale) deve essere per forza affiliata ad un ente nazionale (ARCI; ACLI; AICS; ecc.)?
    • Per somministrare delle bevande ai terzi non soci dell’associazione bisogna aprire una partita IVA ed emettere regolare scontrino dato che siamo di fronte ad un’attività commerciale vera e propria. Per i soci invece è possibile non emettere scontrini ed eseguire un prezzo inferiore?
    • Se l’attività di una APS si svolge all’interno di un locale con annesso bar, mi saprebbe spiegare che differenza c’è tra una APS ed un circolo privato dato che la normativa indica che una APS non può essere un circolo privato?

    Vi ringrazio anticipatamente, in attesa di risposta.
    Cordiali Saluti

  74. salve
    vorrei sapere se in un circolo privato è possibile, presentando regolare scia, effettuare somministrazione di bevande ed alimenti indistintamente. in sostanza, se un circolo può essere titolare di scia per somministrazione ed effettuare la somministrazione nello stesso locale in cui esso ha sede. oviamente il circolo non ha presentato la scia per somministrazione ai soli soci.

    • Precisiamo che nel circolo è possibile effettuare attività di somministrazione di alimenti e bevande solo in favoore dei soci iscritti al sodalizio e non ad un pubblico indistinto.
      L’attività di somministrazione deve essere svolta negli stessi locali ove ha sede il circolo privato, nel rispetto dei requisiti di sorvegliabiltà ai sensi del D. M. dell’Interno n. 564 del 17 dicembre 92.
      Per l’attività di sommnistrazione ai soli soci deve essere presentata al Comune, Ufficio Suap, la Scia ai sensi del D. P. R. 235/2001 art. 2, se trattasi di circoli o associazioni aderenti ad Enti o Organizzazioni nazionali le cui finalità assistenziali siano state riconosciute dal Ministero dell’Interno, ovvero art. 3, per i circoli o associazioni non aderenti a detti Enti.
      Si evidenzia, altresì, che per l’attività di somministrazione di alimenti e bevande nei circoli privati non è previsto più l’obbligo del possesso dei requisiti professionali a seguito della modifica apportata, dal D. Lgs. 147/2012, al comma 6 dell’art. 71 del D. Lgs. 59/2010.
      Infine, ricordiamo che con l’art. 2 bis del Decreto legge 20 giugno 2012 n.79, convertito dalla legge n. 131 del 7 agosto 2012, il legislatore ha introdotto un nuovo comma 2 all’art. 86 del tulps, stabilendo che, congiuntamente alla presentazione della Scia, deve essere presentata anche una comunicazione al Questore dell’avvio di attività di somministrazione nei circoli privati.
      Con circolare del 14.12.2012, il Ministero dell’Interno ha precisato che la nuova comunicazione prevista ha la stessa ratio dell’art. 9 della legge 287/91, che impone al Sindaco l’obbligo di comunicare al Prefetto, entro 10 giorni gli estremi dell’autorizzazione rilasciata o della presentazione della Scia. Per tale motivazione il Minisero concludeva precisando che la nuova comunicazione al Questore è un compito che deve essere assolto tempestivamente dall’Amministrazione comunale ove ha sede il circolo.
      C. te Michele Pezzullo

  75. Salve… la stesa cosa per me …in procinto di aprire un circolo ricreativo…possiamo acquistare un autobus di 54 posti ? per uso ricreativo come gite?

    Grazie per aver letto queste domande…Cordialmente Massimo

  76. Salve dott. Giannetta. L’associazione calcistica del mio paese, che ha in concessione l’impianto sportivo comunale, ha ricavato, da un locale interno all’impianto, uno spaccio di alimenti e bevande senza nessuna autorizzazione, somministrando e/o vendendo alimenti e bevande anche in orari in cui non vi è alcuna attività calcistica. Considerando che le scrivo come responsabile dell’ufficio commercio di tale comune, e dovendo regolarizzare tale attività, le chiedo come devo considerare tale fattispecie?
    Come circolo. Penso di no in quanto somministrano e/o vendono a chiunque.
    Come bar a seguito di bando pubblico per l’affidamento?
    Come attività commerciale esercitata in modo occasionale e senza fine di lucro per cui non necessità di alcuna autorizzazione in quanto effettuata in modo occasionale, non professionale e senza scopo di lucro?
    Grazie

  77. Non sono il Dr. Giannetta, ma invio una mia considerazione in merito al quesito posto.
    Da quanto scritto, ritengo che trattasi di attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande in assenza del prescritto titolo autorizzatorio perchè, come nella nota evidenziato, l’attività di somministrazione viene effettuata per qualsisi avventore e in qualsiasi orario.
    Per quanto innanzi, il responsabile dell’Associazione dovrebbe essere verbalizzato per tale attività esercitata in assenza di titolo autorizzativo.
    Inoltre, ai sensi degli artt. 7 e 8 della legge 241/90,il responsabile dell’uffico commercio, deve far notificare al presidente dell’associazione comunicazione di avvio del procedimento di cessazione dell’attività intrapresa, assegnando un termine per la presentazione di eventuali memorie o scritti difensivi.
    Decorso tale termine ed esaminate eventuali comunicazioni, se presentate, qualora non dovessero essere esaustive, si deve procedere a predisporre ordinanza di cessazione dell’attività di somministrazione, con diffida alla revoca della concessione dell’impianto sportivo comunale.
    C. te Michele Pezzullo

  78. Salve, vorrei porvi alcune domande:
    1) Le APS che svolgono la propria attività istituzionale all’interno di un locale con annesso bar, può avere dei soci volontari per la gestione del bar?

    2) I circoli privati possono avere dei soci volontari?

    3) Dopo aver svolto l’attività istituzionale in un circolo per un anno (requisito essenziale, per il riconoscimento di APS) posso chiedere il riconoscimento per diventare una APS ?

    4) All’interno di un locale dove si svolge l’attività istituzionale dell’APS possono entrare solo i soci. E’ corretto?

    5) Queste attività che non riguardano gli scopi istituzionali possono essere a pagamento anche se rivolte ai soli soci?

    6) Per la somministrazione di bevande bisogna pagare l’IVA e far si che l’incasso di queste attività commerciali non sia predominante rispetto alle attività istituzionali. Ma a quanto può ammontare questo incasso?

    7) E’ per forza necessario che i soci paghino una quota associativa annua?

    8) Il presidente del circolo deve essere sempre presente o basta che vi sia o lui o il vice presidente?

    9) Se non sono affiliato a nessuna associazione nazionale posso produrre io le mie tessere?

    10) Se un socio è iscritto regolarmente ma ha perso la tessera associativa, devo per forza rifarla o posso anche lasciarlo senza dato che ho tutto registrato sul computer? Cioè se arrivano dei controlli potrebbero farmi una multa?

    11) Tutte le attività che svolgo per conto della APS e che servono per l’attuazione degli scopi istituzionali devono essere iscritti sullo Statuto o sull’Atto Costitutivo?

    Vi ringrazio anticipatamente, in attesa di una Vostra risposta.

    Cordiali Saluti

  79. SALVE, qualche giorno fa mi è arrivata tramite l’agenzia delle entrate, una multa per un verbale effettuato dalla GDF riportando sullo stesso la violazione dell’art. 11 comma 5 del DLGS 471/97 per omessa installazione del registratore di cassa. Il mio è un circolo e non soggetto all’installazione di quanto riportato nel verbale, a chi devo rivolgermi per contestare questa multa?

    Grazie e attendo risposta

  80. Salve, all’esterno di un circolo, dove già esiste un insegna luminosa, dove tra l’altro non da sulla pubblica via ma su uno spazio condominiale, vorrei scrivere solo il nome del circolo e che l’entrata è riservata ai soli soci. Quindi per non incorrere a sanzioni è sufficiente una comunicazione alla p.m. o una autorizzazione?

    • Se trattasi della sola iscrizione del nome del circolo con la dicitura dell’ingresso riservato ai soli soci non occorre alcuna autorizzazione, ne deve essere inoltrata alcuna comunicazione.
      C. te M. Pezzullo

  81. Salve Dott. Chiarelli,
    Sono Presidente di un associazione no profit con sede all’interno di un locale sprovvisto di agibilità(non è possibile averla), nel corso delle festività natalizie vorremo organizzare delle serate danzanti riservati ai soli soci (usufruendo della legge “decreto cultura” che non necessità agibilità dello stabile).
    Vedi http://www.confesercenti.gr.it/voce/Tulps%20spettacoli.pdf

    Le volevo porre il seguento quesito:

    Per la somministrazione tra i soci è obbligatoria l’agibilità del locale? Se la risposta fosse negativa quali documenti servirebbero?
    Il circolo non è aderente a enti od organizzazioni

    • Dovrebbe meglio chiarire di quale agibilità sta trattando (commerciale, abitativa o altro) ed il motivo per cui non è possibile averla.
      La sede del circolo privato non deve necessariamente avere destinazione commerciale, ma è compatibile con qualsiasi destinazione d’uso, indipendentemente dalla destinazione urbanistica, come stabilito dalla legge 383/2000, art. 32, comma 4.
      I locali devono, comunque,avere il requisito dell’agibilità tecnica.
      Per l’attività di sommnistrazione ai soli soci deve essere presentata al Comune, Ufficio Suap, la Scia ai sensi del D. P. R. 235/2001 art. 2, se trattasi di circoli o associazioni aderenti ad Enti o Organizzazioni nazionali le cui finalità assistenziali siano state riconosciute dal Ministero dell’Interno, ovvero art. 3, per i circoli o associazioni non aderenti a detti Enti.
      Si evidenzia, altresì, che per l’attività di somministrazione di alimenti e bevande nei circoli privati non è previsto più l’obbligo del possesso dei requisiti professionali a seguito della modifica apportata, dal D. Lgs. 147/2012, al comma 6 dell’art. 71 del D. Lgs. 59/2010.
      Ricordiamo, inoltre, che con l’art. 2 bis del Decreto legge 20 giugno 2012 n.79, convertito dalla legge n. 131 del 7 agosto 2012, il legislatore ha introdotto un nuovo comma 2 all’art. 86 del tulps, stabilendo che, congiuntamente alla presentazione della Scia, deve essere presentata anche una comunicazione al Questore dell’avvio di attività di somministrazione nei circoli privati.
      Con circolare del 14.12.2012, il Ministero dell’Interno ha precisato che la nuova comunicazione prevista ha la stessa ratio dell’art. 9 della legge 287/91, che impone al Sindaco l’obbligo di comunicare al Prefetto, entro 10 giorni gli estremi dell’autorizzazione rilasciata o della presentazione della Scia. Per tale motivazione il Minisero concludeva precisando che la nuova comunicazione al Questore è un compito che deve essere assolto tempestivamente dall’Amministrazione comunale ove ha sede il circolo.
      C. te Michele Pezzullo

      • salve dr. Giannetta e C.te Pezzullo volevo chiedervi alcune informazioni, sono il presidente di una A.S.d. con un comodato d’uso di un’immobile con regolare abitabilita.
        all’interno dell’associazione facciamo esclusivamente ballo e ginnastica.
        due anni fa un vicino fa un denuncia per superamento limiti rumore e il comune dopo che fa i dovuti accertamenti con l’arpa emette un’ordinanza sindacale in cui si intima di sospendere ogni immissione rumorosa e nel contempo di predisporre e trasmettere al comune un piano di bonifica redatto da un tecnico competente in acustica ambientale.
        da subito ci siamo adoperati per fare tutto cio entro i termini previsti daqlla legge.
        A tuttoggi, il comune non ha revocato ancora l’ordinanza emessa, anzi alla mia richiesta scritta mi risponde in maniera misteriosa.
        Vi volevo chiedere come potevo risolvere la questione e se questa citata ordinanza ha una valenza temporale, quindi anche se non viene revocata non ha piu effetto.
        grazie in anticipo per le spiegazioni.

  82. salve Dr Giannetta e C.te Pezzullo ,
    Volevo chiedervi alcune informazioni,sono il presidente di una A.S.D. in cui possono accedere solo amici di amici e con regolare certificato medico e compilazione del modulo di affiliazione e successivamente li riportiamo a verbale per l’accettazione e li registriamo nel libro soci, abbiamo preso in locazione un locale con agibilità ma con destinazione d’uso magazzino ,abbiamo realizzato dei bagni con relativa scia, autorizzazione sanitaria e autorizzazione allo scarico, specificando nella scia magazzino con bagni, il locale è raggiungibile da una rampa privata chiusa con cancello ed all’interno abbiamo 2 sale complessive di 220 mq, in una i nostri soci ballano nell’altra abbiamo degli attrezzi da palestra dove ci alleniamo, secondo voi possiamo usare questo magazzino come sede di attività istituzionale dato che vi è l’articolo 32 della 383/2000 ? se si dobbiamo fare la pratica di prevenzione incendi?
    Vi ringrazio anticipatamente

  83. Gent.ssimo C. te Pezzullo vorrei formulare un paio di domande riguardanti l’apertura di un circolo privato.
    Vorrei aprire un circolo privato, attualmente centro sportivo di tipo normale(ingresso consentito ai soli soci)il quale ospita 2 campi di calcetto, 2 di tennis, i locali doccia e un locale bar.
    Essendo circolo privato posso fare a meno della normativa antincendio, oppure il CPI lo devo richiedere lo stesso?
    I locali destinati a spogliatoi e bar, devono essere per forza locali commerciali o possono avere anche un’altra destinazione d’uso?
    Per quanto riguarda invece la categoria catastale, posso accatastarli come C4(Fabbricati e locali per esercizi sportivi (senza fine di lucro)) o sono obbligato ad accatastarli come D6 (Fabbricati e locali per esercizi sportivi (con fine di lucro).
    Il locale deve avere una dimensione massima in mq. o può essere anche ad es. 300 mq.?
    Inoltre la normativa sul superamento delle barrire architettoniche, devo rispettarla e fare un bagno destinato ai diversamente abili, o posso evitare di adeguare il bagno? E’ a discrezione della ASL locale oppure c’è una legge che lo stabilisce?

    Ringraziandola anticipatamente, porgo distinti saluti
    Fabio

  84. Salve,volevo avere qualche chiarimento sulla possibilità di aprire un circolo ASD all’interno di casa mia,adibendo solo due stanze(una per lo yoga e l’altra x riunioni soci e direttivo). Tale abitazione gia’ risulta censita come prima casa. Nello stesso tempo è possibile diventare io stessa presidente del circolo?Premetto che intendo non detrarre nè luce, nè acqua, ne’rifiuti. Secondo voi è possibile tutto questo?C’è qualche legge che lo vieta?Se si, quale?
    Grazie cordiali saluti.

    • Il cicolo privato può essere aperto anche presso una privata abitazione, in quanto la sede non deve necessariamente avere destinazione commerciale, ma è compatibile con qualsiasi destinazione d’uso, indipendentemente dalla destinazione urbanistica, come stabilito dalla legge 383/2000, art. 32, comma 4.
      I locali devono, comunque,avere il requisito dell’agibilità tecnica.
      Per diventare presidente del circolo ritengoche dovrà essere eletto dall’assemblea dei soci iscritti, ovvero dal consiglio direttivo (tali incarichi saranno disciplinati dallo statuto che dovrà essere adottato).

  85. Salve, sono il presidente di un’associazione culturale. Ho chiesto e ottenuto tutti i permessi riguardanti la somministrazione di cibi e bevande, avendo presentati scia e ogni altro documento richiesto. Adesso, per la sorvegliabilità è sorto un problema. Come associazione abbiamo, all’interno della sede, un giardino che usiamo in primavera ed estate. Inoltre, come ci era stato richiesto, le porte finestre che affacciano su tale giardino rappresentano per i nostri soci le vie di fuga in caso di incendio o qualunque altro problema. La prescrizione che ci è stata fatta è che queste porte debbano essere tenute chiuse a chiave perchè “durante un controllo se noi facessimo una riunione di mafiosi, qualcuno potrebbe fuggire dalle porte che danno sul giardino” (parole testuali del tenente). Ora vorrei specificare che il giardino ha un muro di cinta alto più di due metri e che di questo giardino paghiamo l’affitto e che tutti i permessi sono in regola. Mi chiedo, è possibile fare questo tipo di prescrizione e la norma prevede davvero che non ci siano altre uscite? Mi possono obbligare a tenere le persiane chiuse a chiave e inoltre, in caso di incendio, essendo l’associazione a un primo piano, come si potrebbe provvedere all’evacuazione delle persone?
    La ringrazio e se vorrà rispondermi perchè mi trovo davvero in difficoltà.

    • Se il giardino è recintato e senza uscite sul retro, può essere frequentato dai soci; pertanto non è necessario avere le porte e le finestre sbarrate.
      Le caratteristiche dei locali ove si somministrano alimenti e bevande, annessi ai circoli privati, sono stabilite dall’art. 4 del D. M. 564/92 il quale prescrive, tra l’altro, che i locali (ove si somministra) non devono avere accesso

  86. Se il giardino è recintato e senza uscite sul retro, può essere frequentato dai soci; pertanto non è necessario avere le porte e le finestre sbarrate.
    Le caratteristiche dei locali ove si somministrano alimenti e bevande, annessi ai circoli privati, sono stabilite dall’art. 4 del D. M. 564/92 il quale prescrive, tra l’altro, che i locali (ove si somministra) non devono avere accesso diretto da strade, piazze o altri luoghi pubblici.
    Pertanto, non può essere vietato, per tali locali, l’accesso nel giardino privato e recintato.
    C. te M. Pezzullo

  87. Gentile C.te,
    gestisco con alcuni amici un circolo privato. Abbiamo una vicina che si lamenta degli schiamazzi dei soci all’esterno del locale, si lamenta anche se ne stazionano pochi ed anche in orari decenti (parliamo delle 21.30-22.00) A seguito delle sue quotidiane richieste d’intervento le forze dell’ordine hanno potuto riscontrare la regolarità dell’attività interna e il fatto che tentiamo di prendere tutti i provvedimenti necessari onde evitare lo schiamazzo (l’affissione di cartelli, la presenza di incaricati alla sorveglianza esterna che zittiscono per quanto possibile le persone all’esterno). Recentemente ci è giunta una diffida da parte del Questore che ci intima appunto di mettere in campo tutte le attività possibili per evitare lo schiamazzo). Vorrei sapere cosa può comportare tale diffida (che stranamente non ci è giunta dalla parte lesa), quali provvedimenti ulteriori possiamo intraprendere e se vi sono autorità che possono per motivi di ufficio chiudere il circolo o la sua attività di somministrazione.
    Ringraziandola anticipatamente le faccio i complimenti per l’attività del sito

    • In ordine alla diffida da parte del Questore, le ricordo che per quanto attiene il disturbo della quiete da parte di avventori-soci del circolo, il presidente del sodalizio è personalmente responsabile della violazione dell’art. 659, comma 1, del C. P., così come stabilito da numerose sentenze del Suprema Corte di Cassazione penale che, in alcuni casi ha anche stabilito che si può procedere al sequestro preventivo del locale. Per tutte si evidenzia “CORTE DI CASSAZIONE Penale Sez. I, 03/05/2006 (Ud. 19/04/2006), Sentenza n. 15346 per Inquinamento acustico – Rumore provocati da schiamazzi di avventori di un bar – Sequestro dei locali – Art. 659 c. 1° c. p.. La violazione dell’articolo 659, comma primo c.p. si configura attraverso qualsiasi attività idonea ad arrecare disturbo al riposo ed alle occupazioni delle persone indipendentemente dalla fonte sonora che può consistere anche nell’esercizio di un mestiere rumoroso (v. Cass. 14.1.2000, Piccioni; Cass. 19.1.2001, Piccoli; Cass. 12.11.2004, Flamini) (nella fattispecie, esercizio di un bar all’esterno del quale gli avventori provocavano rumori molesti). In tal caso è legittimo il provvedimento di sequestro preventivo dei locali qualora il provvedimento sia congruamente motivato con riferimento alla specifica, stabile ed organica strumentalità della cosa sottoposta a sequestro rispetto alla attività illecita e purché risulti che venga reiterata – in caso di disponibilità della cosa – la condotta vietata”.
      In conclusione consiglierei di invitare i soci ad evitare di trattenersi all’esterno o di evitare rumori anche in tale area.
      cordiali saluti.
      C. te Michele Pezzullo

  88. Buongiorno,
    avrei una domanda da porle:
    in un circolo privato ARCI la banconiera o presidente possono rifiutarsi di somministrare bevande alcooliche ad un socio in già evidente stato di ebbrezza? e se quest’ultimo diventa violento come si può intervenire? C’é qualche legge in materia? Grazie anticipatamente della risposta.

    • Ritengo che “devono” rifiutare la somministrazione di bevande alcoliche a persone con sintomi di manifetsa ubriachezza, per non incorrere nella violazione dell’art. 689, comma 1, del Codice penale. Tale violazione è punita con la condanna all’arresto fino ad un anno.
      Se il socio diventa violento necessita far intervenire le forze dell’ordine per fermarlo.

  89. Salve dott.Giannetta,
    Sto completando la ristrutturazione della mia “prima casa”in aperta campagna.
    Rispettando sia il DPR 4 aprile 2001. N235 sia le norme sanitarie richieste con presentazione della scia al comune, la mia cucina (tavernetta) con annesso bagno può essere la sede del circolo culturale dell’associazione che avrà sede sociale presso la stessa cascina.
    Grazie

    • Ripeto, in parte, la risposta data già il 24.12.2013.
      Il cicolo privato può essere aperto anche presso una privata abitazione, in quanto la sede non deve necessariamente avere destinazione commerciale, ma è compatibile con qualsiasi destinazione d’uso, indipendentemente dalla destinazione urbanistica, come stabilito dalla legge 383/2000, art. 32, comma 4.
      I locali devono, comunque,avere il requisito dell’agibilità tecnica.
      C. te M. Pezzullo

  90. Egregio Dr.Giannetta,
    siamo in procinto di ristrutturare dei locali commerciali di circa 200 mq con la ns associazione sportiva dilettantistica dedita alla danzae il ballo. Vorrei capire se è obbligatoria la presenza del bagno dei disabili.
    Grazie per l’attenzione

    • Ripeto, in parte, la risposta data già il 24.12.2013.
      Il cicolo privato può essere aperto anche presso una privata abitazione, in quanto la sede non deve necessariamente avere destinazione commerciale, ma è compatibile con qualsiasi destinazione d’uso, indipendentemente dalla destinazione urbanistica, come stabilito dalla legge 383/2000, art. 32, comma 4.
      I locali devono, comunque,avere il requisito dell’agibilità tecnica.
      C. te M. Pezzullo

  91. Il circolo privato può essere aperto anche presso una privata abitazione, in quanto la sede non deve necessariamente avere destinazione commerciale, ma è compatibile con qualsiasi destinazione d’uso, indipendentemente dalla destinazione urbanistica, come stabilito dalla legge 383/2000, art. 32, comma 4.
    I locali devono, comunque,avere il requisito dell’agibilità tecnica.

    • Salve,
      se era possibile volevo un chiarimento sulla destinazione d’uso di immobile adibito a sede di una asd…..una asd che gestisce una attività di palestra in un locale accatastato come agricolo-industriale può usufruire dell’agevolazione dll’art. 32 legge 383 del 2000?….in caso affermativo tale discorso si può estendere anche alle ssdrl o vale solo per le asd?….grazie mille

      • Qualora la palestra sia accessibile ai soli soci,di una ASD o di una SSDRL,non vi è l’obbligo della destinazione d’so dei locali, ai sensi della legge 383/2000, art. 32, comma 4.
        Saluti

  92. Salve, sono il presidente di un circolo enal con somministrazione, la sede è in locali seminterrati e ha doppia porta che non consente visuale all’interno, i vigili di zona mi contestano la collocazione del bancone, che è nella prima sala appena scese le scale,(dicono che è vietato indipendentemante dalle porte in regola e dalla non visibilita mettere il bancone nella prima sala) anche se, sia la doppia porta che le scale ad elle non fanno intravedere nulla dall’esterno e mi consigliano di spostare il bancone in altra sala, è corretto quello che mi dicono o è una strana interpretazione delle norme?
    La ringrazio anticipatamente per la risposta

  93. Egregio sig. Domenico,
    ho intenzione di aprire un Mercatino dell’usato (vendita e scambio) presso un locale commerciale che ho preso in affitto.E’ possibile gestirlo come circolo privato?
    (chiaramente le vendite e gli scambi sarebbero riservati ai soli associati).Posso eventualmente somministrare alimenti e bevande, organizzare serate a tema o cene condivise?
    Secondo quesito:
    sono in procinto di acquistare un terreno agricolo e pensavo di costituire un circolo privato per svolgere diverse attività all’aperto di tipo culturale e ricreativo.
    La mia idea è quella di installare solo alcune strutture non permanenti e non ancorate a terra (tendo/tensostrutture) da utilizzare per le suddette attività in caso di maltempo. Intendo inoltre svolgere attività di somministrazione alimenti-bevande all’interno e all’esterno di suddette strutture e realizzare piccole coltivazioni i cui prodotti possono essere utilizzati dai soci.
    Esistono vincoli per quel che riguarda l’utilizzo di terreni agricoli a scopo sociale?

    Grazie per la disponibilità, Andrea

  94. Buona sera. Volevo sapere se un’Associazione con finalità di promozione della tradizione carnevalesca “balli tradizionali”, può avere sede legale e quindi svolgere le proprie attività in locali NON ad uso abitativo ma con destinazione d’uso agricolo o altro tipo. Tenendo presente che queste associazioni sono formate da centinaia di persone.

  95. Egregio C.te Michele Pezzullo,
    chiedevo se nel mio circolo vado a mettere un distributore automatico di bevande (non alcoliche, coca cola, fanta, etc. etc.) e prodotti da sgranocchiare (per es. patatine, mars, kinder, etc.etc.)dovrò comunque presentare domanda di autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande sul modello 6-SU-17 o 6-SU-18…?

    La ringrazio anticipatamente.

    • Dal contenuto della domanda, si evince che non trattasi di somministrazione ma solo di vendita di prodotti alimentari.
      In tal caso l’attività deve essere autorizzata a sensi dell’art. 16 del D. Lgs. 114/98 (spaccio interno), mediante presentazione della Scia per vendita prodotti alimentari ai soci del circolo privato.
      Si precisa, altresì, che in tale ipotesi (come peraltro anche nel caso di somministrazione di alimenti e bevande ai soli soci) necessita solo il possesso del requisito morale e non del requisito professionale.
      Infatti a seguito della nuova formulazione dell’art. 71, comma 6, D. Lgs. 59/2010, modificato dall’art. 8, comma 1, lett. e) D. Lgs. 147/2012, è stato eliminato l’inciso “anche se effettuate nei confronti di una cerchia determinata di persone”; quindi per gli spacci interni, la somministrazione e vendita nei circoli privati, (nonchè per le attività di cui all’art. 64, comma 7, D. Lgs. 59/2010), non è più richiesto il possesso del requisito professionale.

  96. Siamo un’Associazione Cuturale, senza scopo di lucro. Volevo chiedere cosa è necessario e come avere l’occorrente per essere in norma con la nuova legge antincendio. Se le è possibile sarebbe più gradito che mi inviasse la risposta all’indirizzo e-mail, sopracitato.

    Cordiali Saluti

  97. Gentile Sig. Giannetta,

    Volevo sapere se un giornale (importante) di una citta’ puo’ fare pubblicita’ ad un circolo private.

    E accaduto a Pescara ed il giornale in questione e’ il Centro.

    Riporto parte dell’articolo qui a seguire:

    PESCARA. La primavera è (quasi) alle porte e con lei, a Pescara, arrivano nuovi eventi musicali che avranno come teatro il Club Tipografia. Il calendario primaverile del locale di via Raiale è fitto. Fra gli ospiti del programma ci sono nomi come Ascanio Celestini, Zen Circus e The Queers, con loro Brunori Sas, Richard Benson e Levante.

  98. domanda
    I prezzi di vendita ai soci delle bevande e altro in un circolo privato affiliato ad un ente di promozione riconosciuto di quanto possono essere maggiorati rispetto alla fattura di acquisto?

  99. Salve c.te Michele Pezzullo
    Ho intenzione di aprire un circolo privato per bambini,ma il commercialista mi ha detto che il problema é che gli eventuali utili devono essere totalmente reinvestiti nella medesima.
    Mi chiedo come fanno a vivere i padroni dei circoli?

    • Gli eventuali utili devono essere reinvesiti nelle finalità del circolo privato; altrimenti si configura una attività imprenditoriale e non un circolo privato.
      I circoli privati non hanno (o meglio non dovrebbero avere padroni) ma solo presidenti eletti dai soci o dal consiglio direttivo e, quindi, non devono vivere di tale attività.

  100. Buongiorno C.te Pezzullo

    abito in un condominio, in un fondo del quale c’è un circolo privato che somministra alcolici e bevande. Oltre a vari locali, dispone di una piccola corte aperta.
    Prima domanda: gli avventori del circolo possono bere vino al di fuori del locale, tipicamente sul marciapiede antistante?
    Seconda domanda: gli stessi avventori, possono consumare bevande nella corte aperta?

    grazie per la cortesia

  101. Egregio Dott.Giannetta
    Sono il presidente di un circolo Endas.Gradirei sapere se durante un torneo o una gara di briscola o di burraco possono partecipare anche persone non tesserate.
    La ringrazio per a cortese attenzione

  102. Salve,
    se era possibile volevo un chiarimento sulla destinazione d’uso di immobile adibito a sede di una asd…..una asd che gestisce una attività di palestra in un locale accatastato come agricolo-industriale può usufruire dell’agevolazione dll’art. 32 legge 383 del 2000?….in caso affermativo tale discorso si può estendere anche alle ssdrl o vale solo per le asd?….grazie mille

  103. Salve,
    ho intenzione di aprire un circolo privato con somministrazione di bevande e anche di alimenti caldi preparati al momento con apposita cucina. Volevo sapere:
    -se il locale deve essere necessariamente adibito ad attività commerciale.
    -se i ragazzi minorenni posso essere tesserati come soci senza essere accompagnati dai genitori e da che età.
    -se dovessi trovare un locale sulla via principale (piazza), con l’entrata rivolta sulla via principale, potrebbe andare bene o dovrei cercarne un altro?
    -è vero che con la nuova legge sugli animali il circolo è escluso? quindi gli animali non possono entrare anche se il padrone è tesserato?
    Attendo una risposta, cordiali saluti.

  104. Buongiorno Dottore,
    volevo chiedervi, e’ possibile aprire un associazione culturale in un locale che risulta accatastato come autorimessa?
    Grazie

    • Il circolo privato può essere aperto anche presso una privata abitazione, in quanto la sede non deve necessariamente avere destinazione commerciale, ma è compatibile con qualsiasi destinazione d’uso, indipendentemente dalla destinazione urbanistica, come stabilito dalla legge 383/2000, art. 32, comma 4.
      I locali devono, comunque,avere il requisito dell’agibilità tecnica.

      Saluti

  105. Salve scrivo per avere dei chiarimenti lo so che l’argomento è trito e ritrito ma ho bisogno di risposte certe e inequivocabili premesso che l’associazione che vorrei costituire sarà associata a una riconosciuta dal ministero dell’interno ,vorrei sapere visto che l’associazione avrà come sede una villetta di mia proprietà , fermo restando che tutto quello che verrà fatto sarà solo ed esclusivamente per gli associati, che non saremo su pubblica via ecc. mi premeva sapere:
    posso somministrare alimenti e bevande lasciando i locali per come si trovano ,mi spiego meglio è necessario adeguare l’unico bagno esistente per le persone disabili o può rimanere così , cioè quello di una normale abitezione ? inoltre visto che l’associazione sarà di promozione enogastronomica è possibile saltuariamente preparare dei pasti mi ripeto esclusivamente per i soci , sfruttando la cucina esistente senza adeguamenti ? vi prego di darmi se potete delle risposte inequivocabili.

    • Il circolo privato può avere la propria sede anche presso una privata abitazione, in quanto è compatibile con qualsiasi destinazione d’uso, indipendentemente dalla destinazione urbanistica, come stabilito dalla legge 383/2000, art. 32, comma 4.
      La sede, quindi, non deve necessariamente avere destinazione commerciale; per i locali è, comunque, richiesto il requisito dell’agibilità tecnica urbanistica ex art. 24 D.P.R. 3890/2001.
      Ciò posto, non ritengo necessario adeguare il bagno esistente per le persone disabili; semmai tale problema potrebbe essere posto dall’assemblea dei soci (qualora tra di essi vi fossero soggetti disabili) e in tal caso il presidente si dovrà rimettere alle loro decisioni.
      I pasti possono essere preparati e somministrati a condizione che sia presentata registrazione sanitaria all’Asl, mediante deposito di Scia (in alcuni casi è detta anche Scia sanitaria) presso il Comune ove è posta la sede dell’associazione, che dovrà poi trasmetterla all’Asl competente. Nella Scia sarà dichiarata l’igienicità dei locali e delle attrezzature, con allegata planimetria dei locali e relazione da parte di tecnico abilitato.
      Ricordo, infine,che per svolgere l’attività di somministrazione di alimenti e bevande in favore dei soli soci nella sede del circolo,ai sensi del D.P.R. 235/2001, se l’associazione è aderente ad ente organizzazione nazionale con finalità assistenziali riconosciute dal Ministero dell’Interno, dovrà presentare al comune una Scia (diversa da quella sanitaria) nella quale il presidente del sodalizio dichiara:l’ente nazionale al quale si aderisce; il tipo di somministrazione che si intende effettuare; l’ubicazione e la superficie dei locali destinati alla somministrazione;il locale ove si esercita la somministrazione è conforme alle norme in materia edilizia, igienico sanitaria, sicurezza; l’associazione si trova nelle condizioni previste dall’art. 148 (ex art. 111) del Tuir (Testo unico imposte sui redditi, D.P.R. 22 dicembre 1986, n.917, da ultimo modificato dal D. Lgs. 344/2003).
      Alla Scia deve essere allegata copia dell’atto costitutivo o dello statuto dell’associazione.
      Se tale attività è affidata a terzi non soci è richiesto il possesso del solo requisito morale e non più di quello professionale a seguito della nuova formulazione dell’art. 71, comma 6, D. Lgs. 59/2010, modificato dall’art. 8, comma 1, lett. e) D. Lgs. 147/2012.
      Cordiali saluti

      • Salve ho letto la sua risposta ma (mi prenda pure per ignorante ) mi sono rimasti dei dubbi nel senzo , ho capito che per cucinare bisogna avere un locale ( cuina ) a norma ma che per la sola somministrazione tipo bar basta presentare una scia nella quale il presidente deve dichiarare alcune cose fra queste la regolarità in materia edilizia , igienico sanitaria e di sicurezza , che significa ? come faccio a sapere se effettivamente ci sono questi requisiti e quindi dichiararli ? io posso dire che la casa è in regola , che ha l’abitabilità che all’epoca circa due anni fa ho dovuto presentare per darmi l’abitabilità le dichiarazione da parte di tecnici abilitati riguardanti gli impianti ecc. basta questo o ci vuole altro ? la prego di rispondermi e mi scuso per la mia insistenza

          • Tale servizo è basato sull’intervento volontario di chi ritiene di poter dare un consiglio o una risposta ai dubbi e quesiti che vengono posti.E’ del tutto gratuito e disinteressato; pertanto se non si ha tempo da dedicare,talvolta le risposte non sono puntuali.
            E questo è tutto.

        • Avendo presentato la documentazione, come da Lei affermato, ed avendo avuto l’abitabilità dal Comune, credo che può tranquillamente presentare la Scia con la dichiarazione richiesta.
          Se poi nutre dei dubbi, faccia redigere da un suo tecnico una dichiarazione asseverata, che allegherà alla Scia, in ordine alla conformità del locale ai citati requisiti,in materia di edilizia, igienico sanitaria e sicurezza.
          Inoltre, per l’avvio dell’attività di somministrazione nel circolo privato, oltre alla presentazione della Scia ai sensi del D.P.R. 235/2001, deve presentare anche una comunicazione al Questore a sensi del nuovo comma 2 dell’art. 86 del Tulps. Il Ministero dell’Interno, con circolare del 14.12.2012,ha precisato che la citata comunicazione al Questore è una competenza che deve essere assolta dall’Amministrazione comunale, che ha ricevuto la Scia.
          Saluti

  106. Buon di, noi siamo una ASD affiliata all’F.M.I. e come tale possiamo aprire un circolo privato con somministrazione per tutti i soci. Il circolo in questione sarà un’enorme area verde con un punto ristoro senza possibilità di accedere a locali chiusi ovvero vi è solo il chiosco per la mescita e non locale chiuso in mezzo all’area lontano dalla recinzione, tale area però ha accesso diretto ad una via pubblica, può questo essere motivo di contestazione?
    Il secondo punto è rivolto al tesseramento ovvero esiste un tempo limite entro il quale uno si deve associare per poi poter accedere alla struttura? … magari mi spiego meglio se io all’entrata della struttura metto una persona che consente l’accesso ai soli tesserati e in quel caso capita una persona e chiede di tesserarsi con l’associazione, posso io emettere immediatamente la tessera a nome della persona e nel contempo concedergli l’accesso immediato alla struttura? Se con regolamento interno vengono definite diverse tipologie di tessere gratuite per alcuni servizi ed a pagamento per altri servizi e per entrambe è previsto l’accesso al circolo incorro in sanzioni o è regolamentare? sicuro di una vostra celere risposta porgo distinti saluti

  107. posso aprire 1 circolo in locale c 2 pertinenza 1 casa?somministrare bibite alcoliche analcoliche pizze e panini?mettere in estate tavoli fuori nella corte della mia casa privata?fare panini nella festa patronale estiva?vorrei info

    • Può aprire il circolo anche presso una privata abitazione, in quanto è compatibile con qualsiasi destinazione d’uso, indipendentemente dalla destinazione urbanistica, come stabilito dalla legge 383/2000, art. 32, comma 4.
      La sede, quindi, non deve necessariamente avere destinazione commerciale; per i locali è, comunque, richiesto il requisito dell’agibilità tecnica ex art. 24 D.P.R. 380/2001.
      Per somministrare bevande, anche alcoliche, ed alimenti a condizione che sia presentata registrazione sanitaria all’Asl, mediante deposito di Scia (in alcuni casi è detta anche Scia sanitaria) presso il Comune ove è posta la sede dell’associazione, che dovrà poi trasmetterla all’Asl competente. Nella Scia sarà dichiarata l’igienicità dei locali e delle attrezzature, con allegata planimetria dei locali e relazione da parte di tecnico abilitato.
      Ricordo, infine,che per svolgere l’attività di somministrazione di alimenti e bevande in favore dei soli soci nella sede del circolo,ai sensi del D.P.R. 235/2001, se l’associazione è aderente ad ente organizzazione nazionale con finalità assistenziali riconosciute dal Ministero dell’Interno, dovrà presentare al comune una Scia (diversa da quella sanitaria) nella quale il presidente del sodalizio dichiara:l’ente nazionale al quale si aderisce; il tipo di somministrazione che si intende effettuare; l’ubicazione e la superficie dei locali destinati alla somministrazione;il locale ove si esercita la somministrazione è conforme alle norme in materia edilizia, igienico sanitaria, sicurezza; l’associazione si trova nelle condizioni previste dall’art. 148 (ex art. 111) del Tuir (Testo unico imposte sui redditi, D.P.R. 22 dicembre 1986, n.917, da ultimo modificato dal D. Lgs. 344/2003).
      Alla Scia deve essere allegata copia dell’atto costitutivo o dello statuto dell’associazione.
      Se tale attività è affidata a terzi non soci è richiesto il possesso del solo requisito morale e non più di quello professionale a seguito della nuova formulazione dell’art. 71, comma 6, D. Lgs. 59/2010, modificato dall’art. 8, comma 1, lett. e) D. Lgs. 147/2012.Deve, inoltre, presentare anche una comunicazione al Questore a sensi del nuovo comma 2 dell’art. 86 del Tulps. Il Ministero dell’Interno, con circolare del 14.12.2012,ha precisato che la citata comunicazione al Questore è una competenza che deve essere assolta dall’Amministrazione comunale, che ha ricevuto la Scia.
      Può sistemare tavoli e sedie nel cortile privato solo a condizione che l’attività di somministrazione non sia visibile, ne accessibile dalla pubblica via.
      Non può somministrare o vendere panini nel corso di feste, sagre o altro.
      Cordiali saluti.

  108. Salve, abbiamo in mente di aprire un circolo privato ( club privè ), iscriverci ad una associazione , creare lo stato e tutto quello che serve per essere in regola! Abbiamo trovato un locale di circa 600 mq che precedentemente era un night club, quindi già munito di vari bagni, ( anche uno per disabili ).
    L’immobile si trova tra altre due strutture prefabbricate, quindi su tre lati non ho nessuna finestra ho porta.
    Domanda:
    1) Quante uscite d’emergenza servono e che distanza devono avere dall’ ingresso principale?
    2) Serve un ispezione dei vigili del fuoco per un’autorizzazione e rilascio del C.P.I.?
    cosa serve avere nei locale per un C.P.I.?
    3) C’è differenza per avere queste autorizzazioni se nei locali entrano meno di 99 persone o più?
    Ringrazio anticipatamente
    Cordiali saluti
    Luca

    • Non dovete pagare niente, ma per la installazione e gioco del bigliardo (anche pe i soli soci) dovete richiedere la licenza ai sensi dell’art. 86, comma 1, del tulps, nonchè la tabella dei giochi vietati dal Questore, ai sensi dell’art.110, comma 1 Tulps, da ritirare gratuitamente presso l’ufficio Suap del comune ove ha sede il circolo.

  109. Scusate: ma questo forum è ancora attivo o momentaneamente sospeso? Perché non rispondete più alle nostre domande?
    Spero che torniate presto ad darci consigli e informazioni utili a riguardo!
    Cordiali saluti
    Luca

    • Sig. Luca,
      Tale servizo è basato sull’intervento volontario di chi ritiene di poter dare un consiglio o una risposta ai dubbi e quesiti che vengono posti.E’ del tutto gratuito e disinteressato; pertanto se non si ha tempo da dedicare,talvolta le risposte non sono puntuali.
      E questo è tutto.
      Cordiali saluti

      • Salve C. te Pezzullo, non volevo essere invadente o avere delle pretese. Pensavo solo che non era più attivo tale servizio.
        La ringrazio per la puntualizzazione!
        Cordiali saluti
        Luca.

  110. Salve la mia non voleva essere assolutamente una nota di lamentela visto appunto la forma gratuita delle risposte fra l’altro molto professionale , se ho dato questa impressione me ne scuso e torno a ringraziarla

  111. Salve, abbiamo in mente di aprire un circolo privato ( club privè ), iscriverci ad una associazione , creare lo stato e tutto quello che serve per essere in regola! Abbiamo trovato un locale di circa 600 mq che precedentemente era un night club, quindi già munito di vari bagni, ( anche uno per disabili ).
    L’immobile si trova tra altre due strutture prefabbricate, quindi su tre lati non ho nessuna finestra ho porta.
    Domanda:
    1) Quante uscite d’emergenza servono e che distanza devono avere dall’ ingresso principale?
    2) Serve un ispezione dei vigili del fuoco per un’autorizzazione e rilascio del C.P.I.?
    3) Cosa serve avere nei locale per un C.P.I.?
    4) C’è differenza per avere queste autorizzazioni se nei locali entrano meno di 99 persone o più?
    Ringrazio anticipatamente
    Cordiali saluti
    Luca

  112. Gentile comandante,
    volevo avere delle delucidazioni in merito ad un associazione sportiva di cui sono presidente.
    l’associazione sportiva vorrebbe organizzare eventi aperti al pubblico a fini promozionali nei locali dell’azienda agricola sempre di mia proprietà dove è in comodato d’uso. Con la somministrazione di bevande da parte di un servizio bar esterno con partita iva e registratore di cassa itinerante e altre attività ricreative (come musica e versamento dei diritti siae). é possibile evitare il tesseramento (anche se non è un problema fondamentale)e quale sia la normativa e se c’è che riepiloga la materia di eventi di un associazione nei confronti del pubblico soppratutto quello che mi preoccupa la materia antincendio barriere archittetoniche e sicurezza. mi dia una mano per districarmi tra i vari sportelli del comune e della polizia municipale.
    GRAZIE MILLE!!!!

  113. Salve avrei bisogno di alcune informazioni.
    Come sede dell’associazione culturale vorrei utilizzare un terreno agricolo di mia proprietà dove vorrei mettere un chiosco mobile, cioè su ruote, per consentire agli associati di mangiare e bere qualcosa. Per far ciò ho bisogno di permessi e rispettare alcuni requisiti come quelli sanitari, acustici e paesaggistici, saprebbe a chi mi posso rivolgere per tutto questo e quali sono i parametri da rispettare?
    Grazie

  114. Buongiorno, siamo un gruppo di persone, alcuni di noi figli di architetti, altri, cultori del design e del gusto estetico delle linee e degli oggetti, altri più inclini a forme di arte come il teatro, la musica e la moda.
    L’obiettivo è quello di aprire un’associazione culturale, all’interno della quale ognuno di noi gestirà e organizzaerà il proprio settore e con la quale potremmo mettere in contatto e far incontrare persone interessate a quel tipo di settore e creare così sinergie e partecipazione.
    La nostra idea, in concomitanza con lo stile che vorremmo imprimere alla location che sarà, per rendere più accoglienti ed interessanti i meeting, rappresentazioni, conferenze, ecc, è quella di adibire anche una zona bar, buffet ed in base all’orario in cui verranno fissati gli incontri si potrebbe prevedere della musica o trattenimenti danzanti (così si dice sul web!)
    Ho studiato un bel pò su internet e ho visto che ci sono molte norme a cui far riferimento, ma vorrei cortesemente un aiuto per non fare degli errori e per non ritrovarci fuorilegge.
    Sono stato in comune (VIII circoscrizione), ma ho ricevuto indicazioni molto generiche, senza moduli o documenti informativi, la cosa mi ha lasciato un pò perplesso, ma prendendo un pò di appunti, è stato chiaro il riferimento agli Enti Nazionali riconosciuti dal Ministero degli Interni.
    Fra le tante associazioni di categoria ho individuato la vostra.
    1- non sono riuscito a capire se l’affiliazione è obbligatoria o è per libera scelta, con quali vantaggi e svantaggi
    2- nel caso fosse obbligatorio, deve essere prima redatto l’atto costitutivo e lo statuto dell’associazione o bisogna prima iscriversi presso la vostra associazione e poi creare la nostra associazione?
    3- nel caso dovessimo creare prima la nostra associazione, cosa dobbiamo inserire nello statuto/atto costitutivo considerando che tratteremo settori come design, musica, teatro, formazione, moda, e considerando anche che ci sarà un bar (senza cucina, sicuramente con servizio catering) e probabilmente musica, sia proveniente da dischi, sia da musica suonata dal vivo? é giusta la definizione che ho trovato su internet: “promozione arte, design, spettacolo e attività enogastronomica senza cucina”? o cosa mi consigliatre di mettere? aiuto per favore, sembra di navigare in un oceano!
    4- Per la somministrazione quali regole bisogna seguire?
    5- Ma dobbiamo ottenere la licenza con i famosi 120 punti?
    6- Nel caso la licenza non fosse obbligatoria, ma avendo gran parte dei requisiti richiesti, conviene richiederla?
    7- Per quanto concerne la parte Sanitaria, o DIA Sanitaria? (sempre in riferimento al bar e alla somministrazione). E’ obbligatoria? Anche per le associazioni?
    8- Per quanto concerne invece la parte inerente la SIAE? cosa bisogna fare?
    9- Per quanto riguarda la sicurezza vorrei essere tranquillo che il locale sia a norma, quindi Vigili del Fuoco, ASL ecc, daremo tutto in mano ad un tecnico, giusto?
    10- a livello fiscale? abbiamo bisogno di partita iva, codice fiscale, un conto corrente, un commercialista,registratori di cassa per il bar, ricevute?
    11- il locale che abbiamo individuato è su una via interna, privata, non su strada pubblica, so anche che non bisogna pubblicizzare l’attività di somministrazione, e che qualsiasi cosa venga effettuata all’interno del locale deve essere per i soli soci tesserati.
    12- leggevo che non è possibile tesserare i soci all’ingresso, mi chiedo però come sia possibile farlo in altro modo. Se si organizza il convegno ad esempio sui “trend proposti dai designer negli ultimi 5 anni”, parteciperanno persone già tesserate, ma ne verranno magari anche altri che non hanno la tessera, cosa si fa in questo caso? come si fa la tessera a quelli che non ce l’hanno? oppure, la prima volta che verranno tesserati i soci, a questo punto, come e dove potranno o dovranno essere tesserati?
    13- è possibile effettuare un tesseramento via web? tramite acquisizione dati dal sito dell’associazione o si deve rilasciare una tessera cartacea? se il socio la stampa dal sito ha valore?
    14-Se ho interpretato bene ciò che ho letto sul web, è vietato pagare il biglietto di ingresso ad un’associazione, ma è invece regolare pagare ciò che si acquista al bar, giusto?
    15- cosa bisogna mettere sulla tesserà oltre ai dati del socio che si iscrive?
    Scusate la quantità di domande ma è veramente difficile trovare nel web indicazioni chiare, esaurienti e non fuorvianti!!

    Nel caso avessi dimenticato qualcosa potreste cortesemente aiutarmi a realizzare l’associazione senza effettuare errori, voglio rispettare la legge e non voglio problemi di nessun genere.

    Vi ringrazio
    un cordiale saluto
    Auguri di Buona Pasqua
    P.Sarani

  115. Salve Commandante, volevo sapere se organizzo un evente una area privato con vari giochi e egazebi e giostre.però il terreno e tutto ricindato con un muro altre 3 metri devo chiede alcuni autorizzazione al comune . grazie

  116. Egr. Comandante, Le formulo il seguente quesito.
    Un esercizio di affittacamere può essere autorizzato nel medesimo edificio in cui, al piano di sotto, sorge un circolo privato, laddove affittacamere e circolo condividerebbero il cortile dove gli iscritti del circolo si riuniscono e si svolge la somministrazione di alimenti e bevande ? Quali sono gli accorgimenti tecnici per garantire la sorvegliabilità? In pratica si entra da un medesimo cancello e da lì gli ospiti dell’affittacamere passando dal cortile del circolo entrano in un portone dal quale si sale al piano dove ci sono le camere. Grazie della risposta!

  117. Egr.Dott.Giannetta,
    sono il vice Presidente di una società bocciofila affiliata alla Federazione Italiana Bocce. Avendo a disposizione un grande schermo e la possibilità di trasmettere le partite dei prossimi mondiali, con eventuale somministrazione di alimenti e bevande, possiamo far accedere in tali occasioni solamente i soci della nostra società o tutti i tesserati della Federazione?
    La ringrazio.
    Cordialmente.
    Loris Coloricchio

  118. Scusi, ho un distributore di carburanti con bar/tabacchi annesso, nel quale sono regolarmente presenti i doppi bagni. Avendo adesso lasciato in gestione a terzi il bar e dovendo usufruire indipendentemente di uno di questi bagni, chiedevo di sapere se, a questo punto, il bar non è più a norma. Grazie anticipatamente per la risposta.
    Rino Mascolo

  119. Buongiorno, abito di fronte ad un circolo pivato che da sempre e’ rumoroso serve da bere a chiunque soci o non soci, non paga tasse e tra l’altro pur avendo preso multe per la somministrazione ai nnon soci, non e ancora stato chiuso.come dobbiamo agire per fare in modo che questo circolo chiuda una volta per tutte?
    in caso contrario l’arpa ci ha comunicato che per la rumorosita degli schiamazzi non puo fare controlli, e quindi come possiamo fare?.
    Se dovessimo denuncare avremmo possibilita di vincere, siamo in 8 persone disturbate da questo circolo a tutte le ore del giorno, anche perche nel pomeriggio giocano a carte urlando sempre per tre, quattro ore di fila.
    Ringraziandola mi scuso per gli errori ma sono un po di fretta.
    Saluti.

    • Premesso che il circolo privato può somministrare bevande ai soli soci e solo all’interno dei locali occupati, ritengo chel’Arpa abbia,contrariamente a quanto detto, l’obbligo di venire ad effettuare i controlli fonometrici sulla rumorosità prodotta dal circolo.
      Inoltre dovete denunciare tale stato di cose alla Polizia Municipale o altre forze dell’ordine presenti nel vostro comune, chiedendo di eseguire controlli ed ispezioni sia sull’attività esercitata dal circolo che sulla rumorosità ed il disturbo della quiete pubblica. A tal fine ricordo che il presidente del circolo è responsabile degli schiamazzi e del disturbo prodotti sia all’nterno della struttura che nell’area esterna del locale con denuncia per violazione dell’art. 659 del Codice penale.
      C. te M. Pezzullo

  120. Buonasera, siamo un gruppo di amici di circa venti,venticinque persone.Ci incontriamo una o due volte al mese presso la tavernetta di un membro del gruppo ed organizziamo cene e festini di compleanno tra di noi. Tutti partecipiamo alla divisione delle spese e conferiamo un piccolo compenso a due o tre amici che si occupano di fare la spesa, cucinare e riordinare la taverna. Le chiedo se abbiamo la necessità di richiedere qualche permesso o se dobbiamo organizzarci in un circolo.cordiali saluti.

    • I vostri incontri sono di carattere del tutto privato, senza alcuna finalità di lucro o imprenditorale e, pertanto, non avete alcun obbligo, ne di costituirvi in circolo privato, ne di richiedere particolari permessi.
      C. te M. Pezzullo

  121. buonasera dott.giannetta, le chiedo di illuminarmi su questo caso: sono un ristoratore a cui i soci di un circolo sportivo hanno chiesto di gestire il ristorantino del circolo, premesso che non è mia intenzione frodare il fisco in quanto applicherei il regime fiscale che già utilizzo per la mia corrente attività, mi chiedo se sia possibile aprire al pubblico la frequentazione di questi locali, sempre nel rispetto degli orari normali, e della autorizzazione sanitaria. la ringrazio

    • Purtroppo nel circolo privato possono accedere solo i soci e solo ad essi potrà somministrare i pasti preparati.
      C. te M.Pezzullo

  122. Salve Dott.re Giannetta, le scrivo per chiederle delle informazioni riguardo l’ attività che vorrei aprire, un’ associazione culturale senza scopo di lucro e senza somministrazione di alimenti e bevande che tipo di documenti e autorizzazioni mi servono? Certa di una sua risposta la ringrazio Paola Sanna

  123. Non occorre alcuna autorizzazione.
    L’art. 18, comma 1 della Carta Costituzionale stabilisce che “I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale.”
    Qualora decidesse di avviare l’attività di somministrazione di alimenti e bevande per i soli soci, dovrà munirsi di titolo abilitativo ai sensi del D.P.R. 235/01.
    C. te M. Pezzullo

  124. Buonasera, le scrivo per avere delle delucidazioni riguardo un’associazione culturale o circolo privato aderenti ad Enti nazionali e la relativa somministrazione. Avendo questa associazione, con i relativi soci affiliati, dove svolgiamo attività ludico-ricreative, in un locale di 100mq con un antibagno e bagno, vorrei fare richiesta per la somministrazione, con la possibilità quindi di far consumare solo ai soci alimenti e bevande. Posso allo stato attuale, preparare panini in una area apposita per farli consumare, erogare birra alla spina e quanto altro concerne la consumazione di prodotti confezionati? Il mio dubbio riguarda l’autorizzazione dell’ ASL, deve seguire le stesse regole di un locale aperto al pubblico come bar o altro, oppure essendo un circolo privato è diverso? Nella specie mi riferisco alla necessità, come per un bar, di avere 2 bagni antibagno e spogliatoio, mentre il locale della mia associazione è composto solo da 1 bagno e 1 antibagno. Sperando di fare chiarezza, le porgo i miei saluti.

    • Nella sede dlcircolo privato può somministrare bevande, anche alcoliche, ed alimenti a condizione che sia presentata registrazione sanitaria all’Asl, mediante deposito di Scia (detta anche Scia sanitaria) presso il Comune ove è posta la sede dell’associazione, che dovrà poi trasmetterla all’Asl competente. Nella Scia sarà dichiarata l’igienicità dei locali e delle attrezzature, con allegata planimetria dei locali e relazione da parte di tecnico abilitato.
      La legge 383/2000 , art. 32, comma 4, ha stabilito che le associazioni o i circoli privati, ove hanno svolgimento le relative attività, possono avere la propria sede anche presso una privata abitazione, in quanto è compatibile con qualsiasi destinazione d’uso, indipendentemente dalla destinazione urbanistica.
      La sede del sodalizio, pertanto, non deve necessariamente avere una specifica destinazione; da rilevare però che per i locali interessati a tale sede è, comunque, richiesto il requisito dell’agibilità tecnica urbanistica ex art. 24 D.P.R. 380/2001 .
      Non si ritiene, inoltre, che il presidente del circolo abbia l’obbligo di adeguare i servizi igienici esistenti; semmai tale problema potrebbe essere posto dall’assemblea dei soci (qualora vi fossero richieste per avere servizi igienici separati per sesso e/o anche per eventuali soci portatori di handicap) e in tal caso il presidente si dovrà rimettere alle loro decisioni.
      Ricordo, infine,che per svolgere l’attività di somministrazione di alimenti e bevande in favore dei soli soci nella sede del circolo,ai sensi del D.P.R. 235/2001, se l’associazione è aderente ad ente organizzazione nazionale con finalità assistenziali riconosciute dal Ministero dell’Interno, dovrà presentare al comune una Scia (diversa da quella sanitaria) nella quale il presidente del sodalizio dichiara:l’ente nazionale al quale si aderisce; il tipo di somministrazione che si intende effettuare; l’ubicazione e la superficie dei locali destinati alla somministrazione;il locale ove si esercita la somministrazione è conforme alle norme in materia edilizia, igienico sanitaria, sicurezza; l’associazione si trova nelle condizioni previste dall’art. 148 (ex art. 111) del Tuir (Testo unico imposte sui redditi, D.P.R. 22 dicembre 1986, n.917, da ultimo modificato dal D. Lgs. 344/2003).
      Alla Scia deve essere allegata copia dell’atto costitutivo o dello statuto dell’associazione.
      Se tale attività è affidata a terzi non soci è richiesto il possesso del solo requisito morale e non più di quello professionale a seguito della nuova formulazione dell’art. 71, comma 6, D. Lgs. 59/2010, modificato dall’art. 8, comma 1, lett. e) D. Lgs. 147/2012.Deve, inoltre, presentare anche una comunicazione al Questore a sensi del nuovo comma 2 dell’art. 86 del Tulps. Il Ministero dell’Interno, con circolare del 14.12.2012,ha precisato che la citata comunicazione al Questore è una competenza che deve essere assolta dall’Amministrazione comunale, che ha ricevuto la Scia.

  125. buongiorno DOTT. GIANNETTA DOMENICO.
    VORREI CHE DELUCIDASSE SU CHI è AL CONTROLLO NEI CIRCOLI PRIVATI PER VERIFICARE CHE SIANO TUTTI TESSERATI E PAGHINO REGOLARMENTE LA TESSERA ANNUALE.
    SE TALE CONTROLLO NON AVVIENE COSA FARE PER ESSERE CERTI CHE LE PERSONE CHE SI TROVINO ALL’INTERNO DEL CIRCOLO ABBIANO LA TESSERA.

  126. Salve, la mia domanda è un pò complicata ma vorrei sapere se è fattibile. Siamo un pò di amici che vorrebbero prendere in subaffitto da un locale pubblico con regolare licenza di somministrazione un piano interrato per formare un associazione culturale dedita a piccoli concerti live e proiezione di film dedicati solo agli associati. All’interno del nostro circolo non abbiamo necessità di effettuare mescita, ma se qualche associato dovesse regolarmente acquistare al piano superiore alcolici per poi consumarli al piano inferiore, per noi associazione sarebbe vista come mescita? E’ possibile formare un associazione culturale senza avere un’entrata sulla strada bensi da una porta all’interno del pub e quindi coesistere due attività allo stesso indirizzo? Grazie anticipatamente per la risposta.

  127. Salve,vorrei alcune delucidazioni riguardante la normativa dei circoli privati. Vorrei aprire un club privato dedicato ai bambini su un terreno di mia proprietà. Le attività principali saranno: orto didattico, attività creative e feste private. Vorrei sapere qual’è la normativa da seguire visto che per l’inizio non prevedo la vendita di bevande e vorrei inserire dei giochi per i bimbi. E’ necessario avere una sede al chiuso per aprire il circolo o posso farlo anche su un terreno agricolo? In alternativa posso aprirlo in un locale in città e svolgere poi le attività sul terreno agricolo? Qual’è la documentazione da presentare al comune per un circolo simile? Grazie per la sua disponibilità. Laura Spagnuolo.

  128. Salve scrivo per trovare se possibile una soluzione a un problema che non riesco a risolvere dato le contrastanti risposte che ho ricevuto vengo al dunque , mi trovo nelle stesse condizioni del Sig. Marco che ha scritto prima e cioè nella sede dell’associazione abbiamo un bagno diciamo normale quello per capirci che si trova in una normale abitazione dalla risposta data dal C. te Michele Pezzullo al Sig. Marco sembrerebbe questo non comporti un problema per quanto riguarda la presentazione della scia al comune e quindi per la somministrazione , a me hanno detto invece che è l’asl che inpone che ci sia un bagno adeguato ai disabili per poter essere in regola , dimenticavo di dire che la nostra associazione aderisce ad un ente nazionale riconosciuto , che la sede è una villetta con regolare abitabilità con impianti a norma ecc.in definitiva l’unico scoclio da superare sarebbe questo benedetto bagno non adeguato che il proprietario dell’immobile non ha intenzione di stravolgere visto anche che ci fa stare a titolo gratuito , come mi devo comportare ?

    • Ritengo che l’ASL possa imporre il bagno per i disabili solo nei pubblici esercizi ove l’accesso è consentito a tutti i cittadini; mentre in un circolo privato, equiparato a privata dimora, ove possono accedere solo gli associati e non qualsiasi avventore, a mio parere non può essere imposto tale obbligo.
      Sarei curioso di saper alla luce di quale normativa l’ASL vuole imporre tale obbligo; provate a chiederlo.
      C. te M. Pezzullo

      • Buongiorno, però sul testo della Legge 383 art. 2 comma 3 che fa riferimento alle ASP c’è scritto che per essere tali non devono esserci discriminazioni e questo solitamente è indicato in tutti gli statuti, se con circolo privato includiamo le Associazioni di promozione sociale, le associazioni culturali, le associazioni sportive dilettantistiche, i circoli culturali etc…
        Quindi anche un disabile può far richiesta di diventare socio e dato che non puoi rifiutare, giustamente, deve avere un bagno adatto ai disabili.
        Anche per quanto riguarda la destinazione d’uso ho trovato molte discordanze tra le leggi, le informazioni reperite in internet, quello che c’è scritto qui e quello che mi viene detto in comune e all’ASL.
        Io vorrei aprire una palestra ASD e ho registrato la statuto come ASD e APS, affiliato ad un ente di promozione nazionale riconosciuto, la Uisp.
        La 383 dice che va bene qualsiasi destinazione d’uso perché le associazioni vanno in deroga, nel mio caso industriale D7, prima c’era un’officina meccanica.
        Dal nucleo edilizio dei vigili e in Comune mi dicono che ci vuole il cambio di destinazione d’uso in cui sia indicato la “permanenza di persone”, mentre un D7 non lo prevede. Strano, visto che nell’officina ci lavoravano delle persone per molte ore, quindi non erano di passaggio.
        Mi dicono che ci sono leggi regionali (Lombardia nel mio caso) e comunali in materia edilizia che prevalgono su quella nazionale.
        Strano, ho studiato che c’è una gerarchia relativamente alle leggi, prima la Costituzione, poi gli ordinamenti europei, poi le leggi dello Stato e via dicendo.
        L’ASL mi da un testo relativamente ai requisiti delle palestre e dei centri sportivi dove di fatto ci sono gli stessi requisiti di una palestra normale, con indicato il numero minimo di docce, bagni, lavelli, superfici minime ecc…
        Mi dicono che per eseguire i lavori di adeguamento, cioé realizzare bagni e spogliatoi, si presenta una DIA o addirittura un SCIA come se fosse un’attività produttiva, con tanto di progetto elettrico e termotecnico, per ottenere l’agibilità e su questo sono d’accordo.
        Alcuni dicono che bisogna persino presentare la SCIA ai vigili del fuoco o addirittura ottenere il CPI che costa migliaia di euro se i vigili determinano che la capienza è oltre le 200 persone, anche se noi decidiamo di avarne al massimo 100, come è possibile dichiarare al comune e all’ASL, loro in base ai metri quadrati possono decidere una capienza superiore.
        Come è possibile tanta disinformazione e tanta discordanza???
        Sembrano fatte apposta per NON permettere ad un comune cittadino di realizzare un’attività anche se questa non ha fini di lucro, a meno che non sei già benestante o hai una macchina con uno staff alle spalle che si occupa di tutto e la disponibilità a pagare qualsiasi prativa, intervento o professionista.
        Cordiali saluti

  129. Salve, non sono un utente di circoli privati, ma due giorni fa ho chiesto ad un club nautico adiacente la spiaggia libera dove mi trovavo se potevo esclusivamente utilizzare il bagno posto fuori dall’edificio principale ma mi è stato negato. Io sono andato nel ristorante piu avanti e ho risolto, ma mi chidevo se il rifiuto che ho incontrato fosse giuridicamente lecito anche considerando che non vi erano bagni pubblici sulla spiaggia libera. Grazie e buon lavoro.

  130. BUONGIORNO, DOTT.PEZZULLO.
    LA RINGRAZIO INNANZITUTTO PER LA RISPOSTA CHE MI HA DATO IL MESE SCORSO.
    VORREI CHIDERE SE CMQ IL CIRCOLO PRIVATO DEBBA IN CASO DI RUMORE , PARLO ANCHE DEL GIOCO DELLE CARTE CHE DISTURBA DAVVERO MOLTO,FAR IN MODO DI RIDURRE I RUMORI FACENDO AL LOCALE UNA COIBENTAZIONE ACUSTICA.
    SE IN CASO DI DENUNCIA ALLA POLIZIA, APPUNTO IL DISTURBO CONTINUO AVREMMO UNA POSSIBILITA’ CHE QUESTO POSTO CHIUDA, ANCHE PERCHE’QUESTO CIRCOLO NON SI RIDUCE A DARE DA BERE SOLO AI SOCI MA A TUTTI I VARI CLIENTI CHE ENTRANO, SENZA FARE SCONTRINI E PAGARE TASSE DI NESSUN GENERE.
    ABBIAMO DENUNCIATO AL COMUNE, ALLE FORZE DELL’ORDINE, CARABINIERI, VIGILI,I QUALI, DURANTE UNA DELLE LORO FESTE DELLA BIRRA ABUSIVE, PERCHE NON HAANNO PERMESSI, LI HANNO MULTATI APPUNTO PERCHE’ LA MAGGIOR PARTE DEI PARTECIPANTI NON ERANO TESSERATI, E PER IL CIBO CHE CUCINAVANO SENZA PERMESSICHE AVREBBERO DOVUTO RICHIEDERE AL COMUNE E ALLA C.C..
    NOI ABITANTI DEL CORTILE CI CHIEDIAMO COMME POSSANO SUCCEDERE QUESTE COSE E COME MAI ANCHE TROVANDOLI FUORI LEGGE DIANO CMQ LA POSSIBILITA’ DI CONTINUARE AD ESESERCITARE LA LORO ATTIVITA’ COME SE NULLA FOSSE.A SAPERE CHE E’TUTTO COSI FACILE,TUTTI APRIREBBERO UN CIRCOLO PRIVATO,SENZA ESSERE TASSATI E CON LA MOLE DI LAVORO I GUADAGNI SARANNO SICURAMENTE ALTI,CREDIAMO SIA VERAMENTE INGIUSTO VERSO I CITTADINI CHE INVECE HANNO LACALI E PAGANO FIOR DI TASSE.
    ABBIAMO PARLATO PIU VOLTE CON I GESTORI MA NON E’ VALSO A NULLA, QUANDO SE CI FOSSERE VENUTI INCONTRO TUTTO SAREBBE STATO PIU SEMPICE.
    MI SONO DILUNGATA, VORREMMO SAPERE COME MUOVERCI PER OTTENERE DAVVERO DEI RISULTATI CONCRETI.
    LA SALUTO CORDIALMENTE E LA RINGRAZIO PER IL TEMPO DEDICATO AL MIO COMMENTO.
    BUON LAVORO.

    • A seguito della verbalizzazione da parte della Polizia Municipale l’Ufficio SUAP del Comune avrebbe dovuto emettere ordinanza di cessazione dell’attività di somministrazione al pubblico, con diffida a chiudere il circolo in caso di inottemperanza, in quanto possono somministrare ai soli soci.Poichè avete un interesse diretto e concreto a tutelare la vostra tranquillità ed il vostro riposo notturno, ai sensi dell’art. 22 della legge 241/90,potete chiedere al citato ufficio di prendere visione, ed eventualmente estrarre copia, del provvedimento adottato dal Comune. Qualora non fosse stato adottato, configurandosi, a mio parere omissione di atti dovuti, dovreste segnalare il tutto all’Autorità Giudiziaria del Tribunale di competenza.
      Inoltre, poichè avete indicato anche delle violazioni di carattere fiscale, potete segnalare il fatto al Comando territoriale della Guardia di Finanza.
      C. te M. Pezzullo

      • La ringraziamo per il prezioso consiglio, e per la vostra professionalita’.Nessuno mai ci aveva segnalato queste leggi alle quali appellarci.
        Cordiali saluti e buon lavoro.

      • BUONGIORNO, LA DISTURBO ANCORA PER LO STESSO PROBLEMA , MA NON E’ CAMBIATO NULLA.IN BASE HAI CONTROLLI EFFETTUATI DAI VIGILI, IL CIRCOLO HA PRESO SOLO UNA BELLA MULTA CHE, E’ STATA PAGATA QUASI SUBITO VISTO CHE QUESTI CIRCOLI NON PAGANO LE TASSE E FANNO ENTRARE CHIUNQUE, QUINDI NON LE DEVO DIRE IO IL GUADAGNO MA SE LO IMMAGINI, VISTO CHE IL CIRCOLO PRE ALL 7 E CHIUDE ALLE 11, QUANDO VA BENE.
        NOI SINCERAMENTE PIU’ CHE AVVISARE CHI DI DOVERE NON SAPPIAMO PIU’ CHE FARE, SEMBRA CHE I VIGILI SIANO ANCHE DISTURBATI DALLE NOSTRE CHIAMATE E ANCHE I CARABINIERI, NON ABBIAMO MAI TROVATO NESSUNO CHE DAVVERO LI FACESSE STARE AL LORO POSTO.
        UNA MATTINA DURANTE UNO DEI LORO SPOSTAMENTI CON TAVOLI E ATTREZZATURA VARIE ABBIAMO CHIESTO IN MODO DECISO DI SMETTERLA;LA RISPOSTA GLIELA LASCIO IMMAGINARE.NON ABBIAMO AITUO DA NESSUNO E POI DICONO DI DENUNCIARE QUANDO NOI CITTADINI SIAMO AL CORRENTE DI QUALCOSA,SPESSO PENSO CHE A VOLTE CI COSTRINGONO ALL’OMERTA’.GRAZIE DI NUOVO.CARI SALUTI E BUON LAVORO.

  131. Salve
    Volevo chiarimenti riguardo l’iscrizione alla camera di commercio.
    Siamo un gruppo di amici che abbiamo da poco aperto un club di tifosi. Abbiamo pagato una quota annuale per l’affiliazione ad una associazione più grande comprende altri club. Lo statuto utilizzato è quello dell’associazione più grande. E stato compilato e firmato, nelle ultime pagine c’era una parte che noi non potevamo compilare, dove bisognava da parte loro inserire un numero di registro e timbro.
    A questo punto bisogna comunque iscrivere il club alla camera di commercio? Ci dicono di dover acquisire un Codice Fiscale…di cosa si tratta, ma soprattutto quali sono, nel caso ci siano, i costi per fare tutto ció.

    La ringrazio in anticipo

  132. Buongiorno dott.Giannetta
    mi rivolgo per avere un chiarimento al riguardo la somministrazione di cibi/bevande in spazi aperti fatta da un circolo aderente a Federitalia, premetto che lo spazio utilizzato da direttamente su una via pubblica e i gestori per “aggirare” la normativa anno frapposto tra il cancello di ingresso e lo spazio che usano una sorta di staccionata fatta in bambù, ora mi chiedo se tutto questo è regolare o basta inventarsi qiualsiasi cosa per aggirare le normative, inoltre se come penso non possono esercitare all’aperto chi deve fare rispettare le leggi? il comune o il corpo dei carabinieri?
    grazie per i chiarimenti
    Cordiali saluti
    Fabrizio

  133. Buona sera Dott. Giannetta
    la ringrazio anticipatamente per un eventuale risposta alla mia domanda.
    Siamo tre soci fondatori di un associazione culturale senza scopo di lucro con licenza di somministrazione di bevande alcoliche, la nostra location è situata a Bologna
    ed è un sotterraneo accatastato laboratorio musicale con permanenza di persone.
    L’ingresso con due porte segue una scalinata che porta all ingresso esclusivamente ai tesserati, le mie domande sono:
    DEVO OBBLIGATORIAMENTE ISTALLARE UNA SEDIA MOBILE PER CONSENTIRE L’ASCESA DI PORTATORI DI HANDICAP?? E ISTALLARE UN BAGNO PER INVALIDI??
    DEVO AVERE UNA SECONDA USCITA IN CASO DI EMERGENZA??

    UN GROSSO RINGRAZIAMENTO DA TUTTI I SOCI

  134. Buona sera
    Siamo due soci fondatori con una associazione culturale che stiamo per trasformare in sportiva visto che la nostra attività riguarda prevalentemente il ballo. abbiamo trovato un locale di circa 300 mq che prima era una scuola danza. ma il nostro dubbio era rigurdo una normativa che partira a settembre 2014 sui locali superiori ai 200 mq. mi saprebbe dire cosa comporta questa normativa?
    Grazie anticipatamente

  135. buon giorno, stiamo aprendo un associazione-circolo privato con somministrazione di alimenti e bevane, volevo chiedere se io in qualità di presidente posso assumere un socio che si prenda l’impegno di aprire, pulire, e somministrare a soci cio richiesto pagandolo regelarmente?

  136. Buongiorno Dott. Giannetta
    Come deve comportarsi un Comune che viene a conoscenza di circoli privati attivi in fabbricati verbalizzati per totale difformità e privi di agibilità?
    I circoli hanno il diritto di aprire senza comunicare nulla all’ente,ma sono soggetti alla sorvegliabilità, il verbale è stato notificato ai proprietari, che non hanno presentato ricorsi, anche l’inottemperanza è stata effettuata.
    A chi compete la chiusura? si può procedere direttamente per la sola mancanza di agibilità? (che non può essere regolarizzata in quanto non ci sono i presupposti per la richiesta e il rilascio)non ci sono i presupposti neppure per una ordinanza sindacale contingibile e urgente.

  137. Buona sera,
    siamo un gruppo di amici che coltivano la stessa passione, vorremmo creare un asd e siamo alla ricerca del locale dove poter svolgere l’attività sportiva, ma abbiamo seri dubbi per quanto riguarda la destinazione d’uso del locale e in maniera particolare per la questione della somministrazione di bevande ed alimenti prevista per i soci. La stanza che sarà utilizzata alla preparazione (panini, spaghettata ect..) si deve attenere alle stesse norme di una cucina del settore commercio, cioè un minimo di metri quadri, tavoli inox e altro? E’ vero che affiliandosi ad un ente riconosciuto si possa fare somministrazione non avendo una certificazione personale?

  138. Gentile comandante, volevo avere delle informazioni riguardo l’apertura di una asd presso un locale di 2000 mq sotto la mia abitazione.Il circolo culturale, svolge le diverse attività ginnico sportiva (in pratica una palestra)incluse le arti marziali che sono state subaffittate ad una società che reclamizza attività professionistica. Le chiedo se questo è lecito e se è lecito che la stessa associazione svolga le diverse attività con le finestre aperte e senza alcuna insonorizzazione ne interna ne tantomeno attenzione agli schiamazzi esterni. Ringrazio anticipatamente della sua attenzione.

  139. Salve, Le sarei davvero grato se potesse rispondere al seguente quesito: può un circolo ACLI organizzare all’esterno dei locali un concerto di musica rock della durata di 3 giorni aperto al pubblico con tanto di somministrazione di bevande ed alimenti fino a “tarda notte”?
    Grazie per l’attenzione.
    Cordiali saluti.

  140. gentile comandante,è stato aperto nella mia città un circolo arci dove tutte le sere cucinano cenano all’aperto su di un cortile di loro proprietà che ha una entrata sulla pubblica via Strilla e rumori fino all’una di notte ed oltre e dato che il cortile è sito tra le case fa pure da cassa di risonanza Il fumo delle sigarette anche se ripeto all’aperto invade le case tanto da stare con le finestre chiuse C’è una normativa che limita questi strilli e un sistema per limitare questo fumo considerando che in casa abbiamo bambini e se non chiudiamo le finestre aspiriamo il loro fumo di sigarette?Grazie per la risposta

  141. Vorrei un’ info da qualcuno riguardo l’associazionismo non a scopo lucrativo. Abbiamo creato un associazione no -profit e come sede è stata indicata una casa dove il primo piano è adibito ad appartamento ed al piano terra laboratorio artigianale. Non è stato indicato il piano come indirizzo ma il numero civico della casa che è indiviso. Abbiamo svolto all’esterno della stessa, nel giardino, due feste (cucinato e somministrato all’interno e consumato all’esterno)con tutti i permessi, siae, soap, usl. Il comune qualche giorno fa mi ha recapitato una lettera dove mi intima il cambio di destinazione d’uso per potere continuare a svolgere feste con somministrazione di alimenti e bevande. Vorrei cordialmente una risposta se sono obbligato a cambiare la destinazione in commerciale del locale che ora è artigianale e ringrazio anticipatamente chiunque mi darà info valide.

    • Non ha alcun obbligo di modificare la destinazione d’uso dell’immobile.La legge 383/2000, art. 32, comma 4, ha stabilito che le associazioni o i circoli privati, ove hanno svolgimento le relative attività, possono avere la propria sede anche presso una privata abitazione, in quanto è compatibile con qualsiasi destinazione d’uso, indipendentemente dalla destinazione urbanistica.
      La sede del sodalizio, pertanto, non deve necessariamente avere una specifica destinazione; da rilevare però che per i locali interessati a tale sede è, comunque, richiesto il requisito dell’agibilità tecnica urbanistica ex art. 24 D.P.R. 380/2001 .
      C. te M. Pezzullo

      • La ringrazio infinitamente per la risposta dataci signor C.te M.Pezzullo. Spero che il responsabile del servizio del nostro comune non ci trasformi il locale da artigianale in commerciale d’ufficio, con tanto di pagamento forzato,per una sua testardaggine a discapito di un’ associazione.

  142. Salve, ho un dubbio amletico per un episodio che mi è capitato giusto ieri sera, spero che qualcuno possa darmi una risposta 🙂
    Ieri sera sono entrata nel circolo arci del paese in cui vivo e ho chiesto gentilmente se potevo andare in bagno e la titolare mi ha chiesto la tessera ma io non l’ho fatta quest’anno e quindi sorridendo ho detto di non avere la tessera ma di essere incinta . Lei non mi voleva dare le chiavi del bagno dicendo che non è un suo dovere farmi andare se non ho la tessera . Allora io vi chiedo se è vera questa cosa (ridicola) . Ho avuto per dieci anni un bar e un bicchiere d’acqua e un bagno io non l’ho mai rifiutato a nessuno.
    Premetto che la tessera la faccio da quando ero una ragazzina , quest’anno non l’ho fatta ma una cosa così non mi era mai capitata e ho dei forti dubbi se rifarla il prossimo anno . Gli a.r.c.i dovrebbero essere gestiti da chi crede in certe cose non da mentecatti ignoranti.
    Grazie in anticipo per la vostra disponibilità .

  143. Buongiorno.ho letto varie risposte che gentilmente il Dott.Pezzullo ha ato in base ai circoli privato.
    Ho letto che i circoli privati non possono somministrare alimenti bevande all’esterno appunto del circolo anche se comunque i tavoli sono all’interno della proprota’ appunto del circolo.Ho capito male?
    Grazie

    • Ha capito benissimo.
      Il D.M. 564/92 del Ministero dell’Interno, relativo ai criteri di sorvegliabilità dei locali adibiti ad esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande, all’art. 4 stabilisce che: “I locali di circoli privati o di enti in cui si somministrano alimenti o bevande devono essere ubicati all’interno della struttura
      adibita a sede del circolo o dell’ente collettivo e non devono avere accesso diretto da strade, piazze o altri luoghi pubblici.
      All’esterno della struttura non possono essere apposte insegne, targhe o altre indicazioni che pubblicizzino le attività di somministrazione esercitate all’interno”.
      Pertanto, qualora la somministrazione venisse effettuata all’esterno del circolo, verranno meno i requisiti di sorvegliabilità con la conseguenza che il Comune dovrà disporre la sospensione dell’attività di somministrazione fino a quando non sarà eliminato detta violazione. Persistendo, dovrà essere disposta la chiusura della sede.
      C. te M. Pezzullo

  144. Salve, sono una socia di un circolo, il locale e’ ubicato lontano da paesi e case, e’ completamente immerso nel verde.
    Io sono cuoca di quest’associazione, quando ci sono riunioni
    a titolo sportivo culturale ecc… mi chiedono di potergli fare qualcosa da mettere sotto i denti.
    La mia domanda è questa non potendo pubblicizzare il locale,
    io ho creato un gruppo su facebook a numero chiuso solo per soci ma anche per trovare altri soci, e’ possibile che anche questo tipo di pubblicita’ io non possa farla?
    Ringrazio dell’attenzione, in attesa di una Vostra risposta saluto.

    • Ritengo che se pubblicizza l’attivita solo per i soci del circolo, indicando magari i cibi e bevande preparati (i piatti della serata) non vi è alcun problema; diversamente si potrà configurare attività rivolta a tutti e quindi non più rivolta ai soli soci con conseguente violazione della normativa. In pratica il circolo opererà alla stregua di un pubblico esercizio privo di autorizzazione.
      C. te M. Pezzullo

  145. gentile comandante la ringrazio per la risposta
    Un circolo arci svolge l’attività di ristorazione in uno spazio all’aperto di loro appartenenza Detto spazio è sulla pubblica via naturalmente c’è un cancello da dove i soci entrano si siedono e mangiano Mi sembra di capire che detta ristorazione è possibile ma solo all’interno dei locali Me lo conferma oppure hò capito male? Grazie

  146. Gentile comandante, volevo avere delle informazioni riguardo l’apertura di una asd presso un locale di 2000 mq sotto la mia abitazione.L’associazione, svolge le diverse attività ginnico sportiva (in pratica una palestra)mentre la boxe, karate e arti marziali sono state subaffittate ad una società che svolge attività per professionisti. Le chiedo se questo è lecito e se è lecito visto che i locali sono accatastati C6 quindi box e magazzini, e se è lecito che la stessa associazione svolga le diverse attività con le finestre aperte e senza alcuna insonorizzazione ne interna ne tantomeno attenzione agli schiamazzi esterni. Ringrazio anticipatamente della sua attenzione.

  147. salve,
    vorrei aprire un locale che faccia musica dal vivo e dj set. il locale che ho individuato si presta ma l unica difficoltà sarebbe quella di chiedere l’autorizzazione per pubblico spettacolo e intrattenimento. Per poter fare questo dovremmo spendere un sacco di soldi per rifare interamente il locale in base alle normative in materia. la mia domanda è : se dovessi aprire il locale come club riservato ai soci a quel punto non sarei obbligato a rifare il locale per poter fare pubblico intrattenimento?

  148. Buonasera,

    disponiamo, io e mio marito di diversi ettari di terreno e oltre a lavorare la terra ci piacerebbe aprire un circolo per soci per mangiare e bere insieme, divertirci dividendo le spese (siamo tanti). E’ possibile? e se si come fare e a chi possiamo rivolgerci?

    Grazie mille per la risposta

  149. gentilmente chiedo al comandante
    Alcuni soci agricoltori di un circolo arci vogliono fare vendita al pubblico una volta a settimana dei loro prodotti E’ possibile o occorre una autorizzazione particolare Grazie

  150. Buongiorno,

    in attesa di sapere da Voi se è posiblile aprire un circolo privato per soci per mangiare, bere e divertirsi insieme su un terreno agricolo, ho saputo che il Comune di Genzano di Roma tale possibilità non la prevede. Come si evince da tale informazione la legge non è uguale per tutti e capisco sempre di più che qualunque iniziativa privata, in un momento di crisi profonda come questo, viene ostacolata da burocrazia e proibizionismi. Un saluto a tutti !!!!

    rossella

    • Avete due possibilità per preparare e consentire il consumo di alimenti e bevande nella vostra azienda agricola.
      Prima ipotesi:
      Il D.lgs 228/2001, all’articolo 4,disciplina le varie forme di svolgimento dell’attività di vendita degli imprenditori agricoli, con la possibilità del consumo sul posto dei prodotti oggetto della vendita.
      IlD.L. 21 giugno 2013, n. 69, convertito dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, con l’art. 30 bis)ha parzialmente modificato il predetto art. 4 sostituendo il secondo periodo del comma 2 con la seguente disposizione:”Per la vendita al dettaglio esercitata su superfici all’aperto nell’ambito dell’azienda agricola, nonché per la vendita esercitata in occasione di sagre, fiere, manifestazioni a carattere religioso, benefico o politico o di promozione dei prodotti tipici o locali, non è richiesta la comunicazione di inizio attività”.
      Inoltre,sempre all’art. 4,è stato introdotto il comma 8-bis, che stabilisce: “….. nell’ambito dell’esercizio della vendita diretta è consentito il consumo immediato dei prodotti oggetto di vendita, utilizzando i locali e gli arredi nella disponibilità dell’imprenditore agricolo, con l’esclusione del servizio assistito di somministrazione e con l’osservanza delle prescrizioni generali di carattere igienico-sanitario”.
      Tale disposizione, come è evidente, è analoga a quella per gli esercizi di vicinato, prevista dal DL 223/2006 convertito con la legge 248/2006, quindi senza servizio assistito e con l’utilizzo di piatti e stoviglie monouso.
      Per quanto innanzi, anche senza aprire un circolo privato con i vostri amici soci, potete comunque preparare e far consumare sul posto (nell’azienda agricola) “aperta a tutti” i prodotti agricoli che sono oggetto di vendita, evitando la somministrazione assistita,facendo salvi i requisiti igienico sanitari e previa presentazione al Comune della registrazione sanitaria (Scia sanitaria), che trasmetterà all’ASL competente.
      Seconda possibilità:
      potete aprire un circolo privato con soci anche nei locali dell’azienda agricola, o presso la privata abitazione, in quanto tale sede è compatibile con qualsiasi destinazione d’uso, indipendentemente dalla destinazione urbanistica, come stabilito dalla legge 383/2000, art. 32, comma 4.
      La sede, quindi, non deve necessariamente avere destinazione commerciale; per i locali è, comunque, richiesto il requisito dell’agibilità tecnica ex art. 24 D.P.R. 380/2001.
      Per somministrare bevande, anche alcoliche, ed alimenti si devono rispettare le seguenti prescrizioni:
      1-presentare registrazione sanitaria, mediante deposito di Scia (Scia sanitaria) presso il Comune ove è posta la sede dell’associazione, che dovrà poi trasmetterla all’Asl competente. Nella Scia sarà dichiarata l’igienicità dei locali e delle attrezzature, con allegata planimetria dei locali e relazione da parte di tecnico abilitato.
      2- per svolgere l’attività di somministrazione di alimenti e bevande in favore dei soli soci nella sede del circolo,ai sensi del D.P.R. 235/2001, se l’associazione è aderente ad ente organizzazione nazionale con finalità assistenziali riconosciute dal Ministero dell’Interno, dovrà presentare al comune una Scia (diversa da quella sanitaria) nella quale il presidente del sodalizio dichiara:l’ente nazionale al quale si aderisce; il tipo di somministrazione che si intende effettuare; l’ubicazione e la superficie dei locali destinati alla somministrazione;il locale ove si esercita la somministrazione è conforme alle norme in materia edilizia, igienico sanitaria, sicurezza; l’associazione si trova nelle condizioni previste dall’art. 148 (ex art. 111) del Tuir (Testo unico imposte sui redditi, D.P.R. 22 dicembre 1986, n.917, da ultimo modificato dal D. Lgs. 344/2003).
      Alla Scia deve essere allegata copia dell’atto costitutivo o dello statuto dell’associazione.
      Se tale attività è affidata a terzi non soci è richiesto il possesso del solo requisito morale e non più di quello professionale a seguito della nuova formulazione dell’art. 71, comma 6, D. Lgs. 59/2010, modificato dall’art. 8, comma 1, lett. e) D. Lgs. 147/2012.
      3- presentare anche una comunicazione al Questore a sensi del nuovo comma 2 dell’art. 86 del Tulps. Il Ministero dell’Interno, con circolare del 14.12.2012,ha precisato che la citata comunicazione al Questore è una competenza che deve essere assolta dall’Amministrazione comunale, che ha ricevuto la Scia.
      Potete sistemare tavoli e sedie nell’area dell’azienda solo a condizione che l’attività di somministrazione non sia visibile, ne accessibile dalla pubblica via.
      C. te Michele Pezzullo

  151. Buon giorno,
    io gestisco un circolo asd, maneggio con ristorante-club house. Vorrei sapere con certezza se posso pubblicizzare tale luogo con volantinaggio, specificando chiaramente che il messaggio è riservato ai soci a.i.c.s.
    E se no, gradirei conoscere la legge che spiega quali sono i limiti in materia di pubblicità.
    Il fatto mi incuriosisce perchè mi è stato fatto terrorismo psicologico in fatto di pubblicità, specialmente del lato ristorazione, però se faccio la stessa pubblicità di ristorazione sui libretti del circolo che stanno sulle consolle a portata di almeno 50mila persone, soci e non soci avventori di palestre, sale da ballo ecc., che magari prendono il libretto gratuito per visionare i servizi dell’associazione, allora in quel caso sembra che io non corra nessun rischio. Siccome mi sembra un po’ troppo di parte, e dal momento che locali da ballo, palestre e via dicendo, tutte appartenenti alla mia stessa associazione, possono fare volantinaggio specificando chiaramente che è destinato ai soli soci aics, non vedo perchè non posso farlo anche io, dal momento che faccio comunque le tessere a tutti coloro che gradiscono far parte del circolo, sia come cavalieri che come soci eno-gastronomici.
    Del resto, se vogliamo lavorare e acquisire soci, da dove possiamo acquisirli se non facendoci conoscere?
    Grazie
    Buona giornata

  152. Buongiorno,
    Ho una sala di circa 90 mq con un solo bagno. Prima era un locale di sgombero ora ho cambiato la destinazione a d’uso commerciale. Mi hanno chiesto se potevo affittarla per una scuola di danza ( con tanto di carte in regola ) per soli 2 giorni alla settimana dalle 15:30/21:30 circa. Mi e’stato detto che affittandola in questo modo non neccessiterebbe nessuna comunicazione all’agenzia delle entrate perche’ esisterebbe un contratto del tipo a ore. Rimarebbe tutto a carico mio ossia acqua,luce,pulizie del locale ecc ecc,mettendoci poi d’accordo sul prezzo d’affitto a giornata ( circa 250/300 euro mensili per 10 mesi all’anno. Nei restanti giorni posso affittare la sala anche per varie feste? Come mi devo comportare sul contratto e come mi devo comportare con il comune? Grazie mille per la risposta.

  153. GENTILE SIG.O SIG.RA
    Sono titolare di un bar e sala giochi,gradirei avere delle spiegazioni e delle informazioni:
    alcuni mesi fa nel mio paese ,è nato un circolo associato acli,dove però è concesso e fanno di tutto,cosa voglio dire,somministrano alimenti e bevande a soci e non ,non esistono barriere architettoniche,e comunque organizzano party notturni fino a tarda nottata volume a tavoletta,facendo pubblicità e invitano gli “amici” anche su Facebook gradirei sapere se questi nobili signori possono permettersi tutto ciò,esiste nel loro locale piccolo ,play station,giochi da tavolo ,e un calcio balilla dove per giocare i soci o altri devono inserire monete correnti,con la premessa che noi titolari di pubblici esercizi ,paghiamo tasse ,e sicuramente Lei è a conoscenza,esempio,la nettezza urbana,il mio bar è paragonabile ad uno di Capri ,acqua ,energia elettrica e altro .
    Cosa o chi può venirci incontro o se esistono leggi che ci tutelano visto che pure l’amministrazione Comunale, compreso sindaco e autorità di controllo ,carabinieri o finanza non ci difendono,spero di essere stato chiaro e nell’attesa distinti saluti Renato Meoli

    • Gent.issimo C.te

      Gradirei avere una risposta in seguito alla mia del 15/10/2014,se è possibile in attesa distinti saluti

  154. Buongiorno,
    un mio cliente vuole aprire un circolo privato in cui venderebbe, ai soli soci, analcolici e alcolici e solo panini e roba fredda. Mi chiedeva se poteva installare un forno all’interno per fare delle pizze e se poteva ovviamente venderle ai soci. La mia domanda è: è possibile? Deve sottostare alle normative igienico sanitarie? Deve chiedere della autorizzazioni? E soprattutto quali sono le normative che regolamentano i circoli privati? Ringrazio in anticipo per le eventuali risposte

  155. Buonasera,
    faccio parte di una ASD che si occupa principalmente di balli da sala, attualmente siamo in trattativa per un locale di circa 120 mq con due bagni (di cui uno non disimpegnato)che ha una destinazione d’uso A10. La nostra intenzione sarebbe quella di produrre una SCIA d’inizio attività per somministrazione di bevande: di quale documentazione dobbiamo disporre? Il locale che caratteristiche deve avere (es. uscita di sicurezza, estintore,etc.)? La destinazione d’uso è corretta? L’attività è rivolta ai soli soci dell’associazione.
    La ringrazio molto per l’attenzione.
    Saluti,
    Virginia

  156. Gentil.mo Comandante,
    Vorrei sapere se è possibile limitare l’accesso alle attività e ai locali di un circolo privato ai soli soci con l’esclusione dei soci di altri circoli affiliati alla solita associazione (es.Arci o Endas).
    Io mi comporto già così ma spesso subisco contestazioni da parte di tesserati di altri circoli.
    Grazie dell’attenzione,
    Andrea F.

  157. Gentil.mo Comandante,
    sono proprietario di due piscine ed un campo da tennis adiacenti ad un condominio che anni fa era un residence. I condomini non hanno quote di proprietà ma vorrebbero usufruire di tali servizi. Se dovessi aprire una partita iva i costi fissi (inps, inail,ecc..) supererebbero di gran lunga gli incassi che i condomini sono disposti a pagare. Vista la situazione anomala (normalmente i condomini hanno una quota di proprietà e la piscina è gestita dall’amministratore), è possibile aprire un circolo privato per far usufruire legalmente ai condomini tali servizi?
    Ringraziandola porgo cordiali saluti.

  158. Buongiorno Dottore vorrei un chiarimento. ho rilevato un ex camping di circca 1 ettaro da qualche giorno abbiamo costituito una ASD rigistrata all’ufficio delle entrate con prevalenza attività a cavallo con corsi di equitazione escursionismo e quantaltro atto alle discipline equestri, premesso che la struttura dispone di piazzole per sosta camper ed alcuni bangalow che potrei utilizare per allogiare i soci durante le lezioni o le escursioni.Uno dei soci vorrebe allogiare nella struttura per alcuni mesi come devo comportarmi con normative fiscali e quantaltro senza incappare in sanzioni e quantaltro grazie per la risposta

  159. Buongiorno. Non ho ben capito una questione. Faccio parte di un’associazione culturale e volevo sapere se l’autorizzazione a somministrare alimenti e bevande che il comune concede, può essere fatta valere anche all’esterno del circolo (in caso ad esempio di eventi musicali organizzati in piazza), o solo all’interno. Grazie mille

  160. Salve dott. Giannetta, volevamo chiederle delle informazioni riguardo ad uno spazio destinato ad essere un associazione: lo spazio e’ di 90mq, con una capienza inferiore alle 100 persone. ci chiedevamo se per noi e’ obbligatorio e necessario avere i servizi igienici anche per i disabili o se basta un bagno singolo.

    Grazie

  161. salve…noi abbiamo un ASD senza scopo di lucro ed ho letto nei precedenti post che non deve essere esposto in strade pubbliche o piazze noi abbiamo preso un locale che si entra da un marciapiede quindi affaccia su strada…. ed in oltre ha un solo bagno….ci sono problemi al riguardo ?’ si devono fare obbligatoriamente doccie o secondo bagno ??spero in una sua risposta grazie mille

  162. salve per favore vorrei sapere se non sono tesserato in un circolo arci per necessita posso usufruire del bagno del circolo
    grazie distinti saluti

  163. Ill.mo C.te
    le chiedo scusa ma tra i tanti cavilli non mi e’ chiara una cosa
    siamo un circolo arci con tutti i requisiti vorremmo sapere se possiamo ritrovaci con i nostri soci a mangiare in compagnia all’interno del circolo non avendo nessuna autorizzazione sanitaria della cucina installata.inotre chiedevamo delucidazione per i piccoli trattenimenti visto che alacuni dei nostri soci sono dj o suonano in gruppi musicali.ringrazio anticipatamente della sua preziosa consulenza
    cordiali saluti
    Davide S.

  164. salve,
    sono un segretario di un circolo Arci, diciamo appena eletto, ma ho pochissima esperienza. dovremo cambiare il Presidente perchè, in pratica, è la mia compagnia che dovrà gestire il locale. mi sarebbe utile avere indicazioni precise su come mi devo muovere, cosa mi occorre tipo autorizzazioni, etc.
    grazie in anticipo.

  165. buonasera.vorrei delle delucidazioni,frequento una palestra
    per zumba all’interno di un circolo arci,questa stanza e’ affittata dal circolo ad una scuola di ballo con partita iva
    ..percio’ non facente parte del circolo stesso..la mia domanda e’ questa la tessera dell’arci e’ di obbligo per me che vado solo in palestra?
    grazie

  166. Buonasera.vorrei delle informazioni riguardanti la possibilità di effettuare un cambio di attività commerciale da bar a club. Quale documentazione è necessaria presentare al comune e quali requisiti devono avere i locali (oggi adibiti a bar e sala giochi) per destinarli al club rivolto ad i soli clienti tesserati?
    Cordiali Saluti

  167. Salve, in un club privato, c’è il divieto di fumo? Se si, a chi si può denunciare? Si può fare denuncia in forma anonima. Grazie

  168. Salve qual’e’la legge o decreto che non oobbliga ad un circolo di somministrare bevande fino alle 3.00.
    sono il presidente e i c.c. mi hanno messo due verbali per la somminisomministrazione dopo l’ orario stabilito dall’ordinanza comunale che include tutti gli esercizi pubblici e circoli privati.cioè le 3.00 del mattino nel week end dove i bar chiudono alla medesima ora…quindi io posso restare aperto ma non posso somministrare…mah non mi e molto chiaro

  169. Buongiorno. In un locale adibito a circolo privato, con somministrazione di cibo e bevande, è presente un unico bagno, dotato di antibagno, ma non rispettante le dimensioni necessarie per poter essere accessibile ad un disabile. Leggo nei post precedenti che “in un circolo privato così come in casa non è necessario un bagno per disabili”. Tuttavia il DPR 503/96 afferma che “Agli edifici di edilizia residenziale pubblica ed agli edifici privati compresi quelli aperti al pubblico si applica il decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236.”
    Il DM 236 all’articolo 3 comma 4 lettera b) riporta il seguente testo:

    “3.4 Ogni unità immobiliare, qualsiasi sia la sua destinazione, deve essere visitabile, fatte salve le seguenti precisazioni: (…)
    b) nelle unità immobiliari sedi di riunioni o spettacoli all’aperto o al chiuso, temporanei o permanenti, compresi i circoli privati, e in quelle di ristorazione, il requisito della visitabilità si intende soddisfatto se almeno una zona riservata al pubblico, oltre a un servizio igienico, sono accessibili; deve essere garantita inoltre la fruibilità degli spazi di relazione e dei servizi previsti, quali la biglietteria e il guardaroba;”

    Chiedo a questo punto, gentilmente, come comportarsi visto il rimando a norme poco chiare. Grazie e buona giornata

  170. Salve vorrei sapere se è possibile che una cooperativa sociale possa aprire un circolo? se si come deve comportarsi con la partita IVA? quali sono le lincenze da richiedere se non si vuole avere il bar?
    La ringrazio in anticipo

  171. 20/02/2015
    Buongiorno, per un locale adibito a club mi chiedono un
    “CERTIFICATO DI DESTINAZIONE D’USO DEL LOCALE AD USO PRIVE’
    IL locale è attualmente ad uso: ” uso svago-spettacolo,”
    quindi non riesco a capire quale documento debba produrre. Potrebbe per favore darmi qualche indicazione, poichè devo rispondere urgentemente e mi creano problemi.
    La ringrazio in anticipo.

  172. Siamo una ASD ed organizziamo abitualmente feste con ballo per i soli SOCI. Facciamo pagare un ingresso con cui paghiamo SIAE e le spese. Abbiamo ormai la abitudine di mettere a disposizione un tavolo ed un frigorifero in modo che chi dei soci vuole possa portare liberamente cibo e bevande da condividere che NON vengono vendute.
    Si tratta comunque di “somministrazine”. siamo in regola o cosa dovremmo fare per esserlo? Chi può farci dei problemi?
    Saluti e grazie

  173. Gentilmente una informazione per l’apertura di una associazione che prevede tra l’altro dei corsi di cucina rivolto solo ai soci dove quest’ultimi consumano i preparati del corso occorrono le licenze per la somministrazione? Nei locali destinati all’attività occorre che ci siano le porte anti panico?
    Saluti e grazie

  174. Oggetto: Circolo – servizi igenici – somministrazione
    Salve, ho problemi con la ASL della mia zona che mi ha rigettato la pratica SCIA per la somministrazione presso il Circolo per carenza di servizi igienici.
    Per cui domando:
    1) Per la ASL i circoli sono paragonati in ugual misura come pubblici esercizi commerciali, per cui esiste una legge in cui dica il contrario?
    2) La ASL facendo riferimento ai sensi dell’Allegato II Cap. I punto 3 del Reg. CE 892/904 nel quale è scritto “Deve essere disponibile un numero di gabinetti, collegati ad un buon sistema di scarico. I gabinetti non devono dare direttamente sui locali di manipolazione degli alimenti”, per cui ci ha vietato di effettuare somministrazione estemporanea di gastronomia fredda quali panini farciti, tramezzini, insalate ecc. perché è prevista una seppur minima, manipolazione degli alimenti medesimi effettuata nel laboratorio (frasi del rigetto ASL) e quindi chiede che per questo tipo di somministrazione deve essere presente un servizio igienico ad uso degli addetti del laboratorio che non può essere in comune con quello dei clienti. Noi siamo babbo e figlio che gestiamo un piccolo bar per i soci, è possibile che per fare un panino dobbiamo avere un ulteriore bagno?
    3) Se per ipotesi non è obbligatorio un secondo bagno nel Circolo, esiste un modo per convincere la ASL che siamo nel “giusto” senza ricorsi con avvocati e spese per dimostrare che si stanno sbagliando?
    Grazie delle vostre risposte.

  175. Buongiorno!
    Siamo un gruppo di amici e vorremmo costituire una asd nei locali di un amico, il quale li metterebbe a disposizione della stessa asd.
    Detti locali sono destinati a parcheggio, in essi vi è un wc e per essi non è mai stata richiesta l’agibilità.
    Premesso che non si farà nessun genere di somministrazione e la passione principale che ci unisce è quella del calcio balilla, le domande sono:
    è possibile con questi presupposti organizzarsi in associazione del tipo asd?
    è possibile farla nel garage?
    inoltre, dal momento che non faremo nessun tipo di operazione finanziaria, è necessario registrarla?
    Ringraziando anticipatamente per le risposte colgo l’occasione per porgere cordiali saluti.

  176. Buongiorno a tutti vorrei chiedere delle delucidazioni riguardo il bagno dei disabili in una associazione culturale con somministrazione di alcolici e bevande.
    1)è obbligatorio?
    2)se si: si può modificare il bagno attuale in bagno dei diversamenti abili facendo presente che la ns superficie è di 120×120.

    Grazie per il tempo concessomi un cardiale saluto

  177. buon giorno , ho la gestione di un circolo privato affiliato Fimiv , vorrei dei chiarimenti riguardo la vendita di bottiglie chiuse ai soci …..sapere se possono consumarla fuori dal locale .grazie

  178. Buongiorno dottore, mi stavo chiedendo ma in un circolo privato gli amministratori, se non è a scopo di lucro, lavorano gratuitamente? oppure il circolo con i ricavi prevede anche uno stipendio regolare, previsto per legge, in base alla mansione occupata?
    La ringrazio anticipatamente

  179. gentile comandante chiedo
    nel cortile di appartenenza di un circolo privato con accesso diretto dalla pubblica via è inibito solo il servire di cibi ed alimenti o qualsiasi altra attività tipo mostre esposizioni etc Grazie

  180. Salve comandante le vorrei fare alcune domande–
    – Ho un circolo privato affiliato Endase la mia domanda e’
    e’ vero che chiunque puo’ somministarre bevande ai suoi soci? e, quindi non serve alcun attestato tipo un corso all camera di commercio, un corso quialificato, un attestato di frequenza tipo scuola alberghiera?
    Io so solamente che oltre al presidente puo’ somministrare bevande ai soli soci anche altra persona , mi sono informato dal mio commercialista oltre alla affiliazione ENDAS.
    GRAZIE

  181. Salve signor comandante, vorrei sapere se si può aprire un circolo no profit all’interno di un camping. Si rappresenta che ci sono tutti i criteri di legge per esercitare tale attività.
    Si ringrazia

  182. Ovvero il circolo farebbe perdere le autorizzazioni commerciali al titolare del camping. Non c’è un modo per far sì che che il titolare del camping non perda le autorizzazioni ed io fare un circolo di somministrazione e bevande nonchè attività ricreative?
    Grazie

  183. Salve, volevo chiederle se è possibile fittare i locali, di proprietà e normalmente in uso ad un circolo privato, ad un’impresa che a sua volta ivi terrà un pubblico spettacolo.

  184. Salve, vorrei sapere se all’interno di un circolo privato è possibile l’istallazione di uno o piu distributori automatici di bevande (non alcoliche) e snack, tramezzini ecc.
    Inoltre desidererei sapere se è possibile effettuare delle feste con consumazione di cibi portatio direttamente dai soci.
    Grazie

  185. Egregio Dott. Giannetta,
    Le scrivo dl Piemonte, zona Alessandria, Novi Ligure, per una delucidazione. Con un gruppo di amici stiamo costituendo un circolo Endas, con somministrazione alimenti e bevande. Il problema è che non capiamo quale corso dobbiamo fare e soprattutto dove (la Camera di Commercio mi ha appena detto che loro non li fanno!), e su internet si trovano solo corsi hccp anche in moda, ita’ online, ma ho paura che non vadano bene per aprire suddetto circolo. Mi puo’ gentilmente dare maggiori informazioni?
    Grazie,
    cordiali saluti
    federico

  186. Buon giorno, vorrei delucidazioni sulle norme di comportamento per i cani, che hanno accesso ad un piccolo circolo nautico . Tenendo in considerazione che oltre alla barca il cane circola nei bar, gazebo, ombrelloni e piazzale. Deve essere tenuto al guinzaglio? Può essere legato ad una colonna vicino ai tavoli dove si mangia sotto ad un gazebo? Deve tenere la museruola? Grazie.

  187. salve sign giannetta volevo chiederle avendo un ASD no profit se un officina ( ditta individuale ) aveva chiesto di aprire normalmente può diventare un officina assistenza moto riservata esclusivamente ai soci della ASD so che durante il lavoro del mezzo la serranda deve essere abbassata per far capire che non è aperta al pubblico e poi si puo normalmente rialzare cosi mi è stato detto ora le chiedo conferma di questo e che iter bisogna avere per essere in regola con tutto nello statuto non c’è inserita l’assistenza moto ai soci devo fare un integrazione ? e di che tipo ? io ho registrato lo statuto nel mio comune in provincia di roma devo fare altro tipo partita iva per questa cosa ? aspetto i suoi consigli e la ringrazio

  188. Salve,
    desidero sapere se in occasione di una manifestazione sportiva , corsa podistica, per il ristoro finale offerto ai partecipanti, senza corrispettivo specifico, con la distribuzione di bevande analcoliche frutta o alternativamente panini è obbligatorio richiedere SCIA per la somministrazione temporanea di bevande e alimenti ed anche un’autorizzazione all’ASL di competenza?
    grazie

  189. Comandante buon giorno . siamo un gruppo di amici campeggiatori.
    uno di noi possiede vicino al mare un terreno agricolo vorremo realizzare un campeggio (piccolo)e ad esclusivo uso degli associati ,vorremo creare una cosa carina . la domanda è questa se il comune ci da il permesso di realizzare il campeggio cosa dobbiamo fare per non incorrere a sanzioni è possibile creare una associazione non a scopo di lucro? è possibile realizzare tutto ciò se si quale ragione sociale è migliore? a quali regole dobbiamo attenerci ? grazie

  190. Salve, volevo chiedere il vostro parere, ieri mio figlio è andato a comprare il pranzo al bar del circolo del paese, però le hanno chiesto 10 euro perché el bar è soli per i soci e gli dovevano fare la tessera, se no, poteva essere causa de multa per loro. Ma è possibile questo? ? Io sono andata a chiedere i soldi perché secondo me era ingiusto questo, mio figlio ha 13 anni è me hanno detto che anche se avesse 5 doveva essere munito di tessera per potere comprare al bar, magari è una nuova disposizione..?

  191. Salve dott.giannetta una semplice informazione un circolo può somministrare alimenti come ad esempio panini non confezionati?

  192. Sono il segretario di un Circolo ARCI in provincia di Pistoia.
    Con alcuni soci, per svolgere attività ricreative (carte, biliardo, bocce), vorremmo restare oltre l’orario di apertura al pubblico all’interno dei locali del circolo, chiudendo la porta d’ingresso.
    Incorriamo in qualche limitazione legislativa?

    ringrazio anticipatamente per la risposta.

  193. i un locale del comune si e trasformato un circolo Arci in bar privato, con due sale riservati ad una associazione, che voleva partecipare previo affitto di 2000 euro ogni anno,
    i vecchi gestori del circolo Arci già non in regola anno fatto richiesta e ottenuto ti poter utilizzare questo spazio per fare un circolo Uisp facendo pagare una tessera di 10 € senza dare nessun beneficio ai soci , anzi con la nuova gestione poco dopo sono state aumentate le consumazioni, con tavoli all’aperto sulla pubblica piazza e un ufficio all’interno che gestisce il bar e campi da tennis, minacciando il sottoscritto di mandarmi fuori e istigando i soci a non giocare alle carte con me alle carte perché io non pago la tessera. tenendo conto che dentro entrano tutti consumano e mangiano in special modo in giovedì giorno di mercato, che fine a fatto la vecchia attrezzatura del circolo arci , perché chi preposto non sana queste ingiustizie , qualche mese fà un gestore di ristorante si e suicidata perche non riusciva ad andare avanti per le troppe cene fatte anche in questo bare la prossima sara 11 settembre, cosa si puo fare per fermare questa ingiustizia? grazie

  194. Buongiorno, siamo un gruppo di amici, per lo più musicisti, che vorrebbe intraprendere l’apertura di un circolo ARCI, vorremmo adibirlo a “sala concerti”, quindi palco, musica e somministrazione ai soci.
    Abbiamo individuato un capannone con destinazione d’uso artigianale, ma l’ufficio tecnico del comune in cui è ubicato, ci dice che dobbiamo per forza trovare un locale a destinazione d’uso terziario per il piano regolatore.

    Abbiamo letto le sue risposte nelle quali cita la legge 383/2000 , art. 32, comma 4, che ha appunto stabilito che le associazioni o i circoli privati, ove hanno svolgimento le relative attività, possono avere la propria sede anche presso una privata abitazione, in quanto è compatibile con qualsiasi destinazione d’uso, indipendentemente dalla destinazione urbanistica.
    La sede del sodalizio, pertanto, non deve necessariamente avere una specifica destinazione; da rilevare però che per i locali interessati a tale sede è, comunque, richiesto il requisito dell’agibilità tecnica urbanistica ex art. 24 D.P.R. 380/2001 .

    Quindi come possiamo muoverci a riguardo?

    Grazie.

  195. Buonasera, innanzitutto la ringrazio per una sua risposta.
    Le scrivo per farle presente un problema che mi si è creato in questi giorni.
    Sono presidente di un’associazione affiliata C.A.P.IT di promozione sociale riconosciuta dal ministero degli interni.
    Dall’ articolo 32 della legge 7.12.2000 n 383 si capisce che un circolo puo avere sede in qualunque destinazione d’uso. Nel mio caso la sede è un’unità abitativa con agibilità A4 e il terreno agricolo circostante.
    Il problema è che questa legge è contrastante con con la legge del 6.12.1991 n 394 che dice che sulle aree protette i terreni agricoli non possono avere modifiche di di utilizzo.
    Essendo il circolo nelle Cinque Terre è in un area protetta, ora cordialmente le chiedo, a quale legge devo far capo? è giusto o sbagliato cio che mi contestano? posso esercitare l’attività del circolo su questo terreno agricolo anche se in un area protetta?
    La ringrazio e porgo i cordiali saluti. A.

  196. salve,sono vincitore di un bando comunale dove dice,che posso aprire un locale commerciale ,ma se vorrei potrei fare anche un circolo?

  197. Buonasera,
    Vorrei aprire un negozio con annesso un circolo con somministrazione, tale negozio (e quindi anche il circolo) ha accesso da una strada privata e dispone di un parco, mi chiedevo se in estate posso sfruttare il parco con delle panche per poter somministrare all’esterno.

    Grazie anticipatamente.

  198. Buon giorno Sig. Giannetta,

    Noi abbiamo un Circolo Privato in uno spazio Condominiale, la mi a domanda è: Possiamo mettere dei tavolini con sedie in uno spazio aperto sempre condominiale dove NON si vedono dalla strada Comunale?

    Grazie

    Claudio S.

  199. Gentile Comandante buongiorno, il Ministero dello sviluppo economico, con la risoluzione n. 1357 dell’8 gennaio 2014, ha affermato che “in un circolo privato, l’attività di vendita per asporto di pizze ai soli soci è ammissibile ai sensi dell’art. 5, comma 4 della legge n. 287 ed è consentita nei limiti indicati a tutte le tipologie in cui sono distinti gli esercizi di somministrazione ai sensi del comma 1 del medesimo art. 5.” Pertanto possiamo affermare che tutti i generi alimentari venduti nel circolo ai soli soci si possono acquistare per l’asporto?
    Distinti saluti

    I. Adinolfi

  200. Buonasera, le volevo chiedere un informazione. Sto per aprire una sede di un a.s.d con annesso angolo per la somministrazione di alimenti e bevande e mi chiedevo se devo mettere il registratore di cassa avendo solo il codice fiscale. Grazie in anticipo e aspetto una sua risposta.

  201. Gentile comandante Buongiorno.
    Volevo chiederle:
    1- I locali nei quali si svolgono le attività di un circolo privato SENZA attività di somministrazione, devono coincidere con la sede legale del Circolo?

  202. Salve, Dott. Giannetta, ho una palestra chiusa fiscalmente per cambio lavoro, in locale di mia proprietà con tutte le autorizzazioni del caso. Due miei amici mi hanno chiesto il favore se li faccio allenare un paio di mesi in via gratuita. Esistono dei rischi di natura fiscale? di che entità?

    grazie

  203. Buonasera, volevo sapere se un socio può portare un ospite all’interno di un circolo privato. Anticipatamente ringrazio.

  204. Buonasera Dott. Giannetta,
    sono presidente di un’associazione non riconosciuta. L’Associazione sta per prendere in locazione da una SRL una porzione di capannone separata da muro divisorio da adibire a ritrovo dei soci con somministrazione e vendita prodotti.
    L’accesso alla porzione di capannone avviene dal parcheggio privato dello stesso e tutto il complesso è delimitato da muro di recinzione e cancello che però serve anche altre attività commerciali.
    C’è qualche violazione per quanto riguarda l’ingresso diretto sul parcheggio? C’è da presentare una SCIA?
    Grazie

  205. Buongiorno Dott. Giannetta,
    sono presidente di un’associazione APS affiliata AICS. L’Associazione è in affitto in un capannone di 350m a destinazione artigianale. Scopo dell’Ass. è riaffermare l’importanza della famiglia e del gioco quale strumento di comunicazione, espressione creativa e socializzazione tra bambini e adulti. All’interno del capannone sono presenti giochi vari e un playground. Vorremmo capire ( visto che i vari professionisti e gli addetti comunali ci danno pareri contrastanti) come dobbiamo muoverci a livello burocratico. Attualmente essendo un circolo privato non abbiamo fatto nessuna domanda di inizio attività, nè come parco giochi, nè come ludoteca, ( a me pare chiaro visto che scopo dell’associazione non è fare soldi ma dare un servizio ai suoi associati), ma voci contrastanti dicono che avendo all’interno dei giochi e un playground dovremmo rientrare nei codici di attività come Ludoteche oppure come spettacoli viaggianti-parco divertimenti. Qual’è la verità ? Premetto che tutti i giochi all’interno sono certificati e il playground è una struttura fissa e certificata a livello europeo e dal TUV . Inoltre, ci siamo avvalsi di un professionista abilitato che ha fatto regolare scia per le tutte le pratiche dell’antincendio. Come dobbiamo muoverci ?
    Alcuni nostri associati ci hanno richiesto la possibilità di mangiare prodotti gia confezionati, quali merendine o succhi di frutta, bottigliette d’acqua…ecc dobbiamo presentare una scia per somministrazione di bevande e alimenti ? La ringrazio molto. Saluti

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