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Ferie non godute: quando si pagano?

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alt=”” width=”300″ height=”213″ />La questione è nota: l’art. 5, comma 8, del D.L. n. 95 del 2012, convertito in L. n. 135 del 2012 ha previsto il divieto specifico di monetizzare le ferie non godute ai dipendenti al momento di licenziarsi o andare in pensione. Di fatto, con la norma introdotta, si sospende un comportamento di sovente diffuso in quegli enti in cui si consentiva al dipendente di accumulare centinaia e centinaia di ore corrispondenti e giorni di ferie non godute con la necessità di monetizzarle al momento del licenziamento mancando il tempo materiale per sanare l’arretrato con giorni di assenza dal servizio.

Se la norma è chiara e non necessita di interpretazioni per la generalità dei casi, dubbi si sono posti, in particolare con un quesito dell’ARAN, per i casi in cui le ferie accumulate e non godute siano frutto non di una mancata richiesta del dipendente o, peggio, di una mancata programmazione del proprio responsabile di servizio o di settore, quanto a cause non programmabili come, per esempio: morte, malattia o dispensa dal servizio.

La Presidenza del Consiglio dei Ministri, con Nota 8-10-2012 n. DFP/40033 (D.L. n. 95 del 2012 – Art. 5, comma 8 – Abrogazione della liquidazione delle ferie non godute), ha precisato che “Le cessazioni del rapporto di lavoro determinatesi a seguito di un periodo di malattia, di dispensa dal servizio o, a maggior ragione di decesso del dipendente, configurano, invece, vicende estintive del rapporto di lavoro dovute ad eventi indipendenti dalla volontà del lavoratore e dalla capacità organizzativa del datore di lavoro. In base al sopra descritto ragionamento non sembrerebbe, pertanto, rispondente alla ratio del divieto previsto dall’articolo 5, comma 8, del D.L. n. 95 del 2012 includervi tali casi di cessazione, poiché ciò comporterebbe una preclusione ingiustificata e irragionevole per il lavoratore il cui diritto alle ferie maturate e non godute per ragioni di salute, ancorché già in precedenza rinviate per ragioni di servizio, resta integro con riguardo alla duplice finalità di consentire al lavoratore di riposarsi rispetto all’esecuzione dei compiti attribuitigli in forza del suo contratto di lavoro e di beneficiare di un periodo di distensione e ricreazione”

In sostanza. E’ possibile ancora monetizzare le ferie qualora non sia stato possibile goderne per malattia, morte o dispensa dal servizio. Immagino che nessuno si auguri di poter godere di tale monetizzazione.

 

4 thoughts on “Ferie non godute: quando si pagano?

  1. secondo un mio modesto parere tutto deve essere riportato a situazioni di casi singoli di enti con deficit cronico di personale e pertanto, il dipendente che contro ogni previsione non gode del periodo di ferie deve, dico deve essere retribuito per il mancato godimento del periodo di congedo.ma cari colleghi vi siete ancora chiesti come mai la spada di damocle pende sempre sul nostro collo e non su quello di alti dirigenti e politici parlamentari di turno che beccano fior di quatrrini al mese?

  2. ho 320 ore di ferie una settimana mi dichano la prossima e fra 2 mesi cambia il contratto con altra ditta cose perso la feria o non grazie

  3. a mio modesto parere è condivisibile quanto dichiarato da altro collega circa la cronica carenza di personale in tanti Enti che non potendo fronteggiare in altri modi tali carenze, si rimettono alla buona volontà dei dipendenti, ma quando si tratta di decidere su come liquidare quanto spetta a chi non ha goduto del proprio periodo di ferie, nascono le controversie che oggi ci penalizzano ulteriormente, mentre NOI non sappiamo ne possiamo controbattere su come tanti Dirigenti e parlamentari guadagnino così tanto da fregarsene di chi si deve arranguare anche a discapito della propria salute

  4. mi volevo rifare a quanto ho appreso in merito alle funzioni o come si vogliono definire,attribuzioni o altro in merito a chi come me che si vede “trombato” dai politici di turno di o da cattiva gestione del comando di P.M. che sio è sempre distinto nell’espletamento dei servizi assegnati e che, come prevede la L.Q. 65 ha svolto e tuttora svolge servizio di coordinamento e controllo, pur rimanendo in Cat. C/5 per un cavillo contrattuale e per la endemica incompetenza dei politici “amministratori pro-tempore dell’Ente”, i quali giocano sulla pelle dei dipendenti nel momento in cui conoscono le aderenze politiche di questi. Tutto ciò è assurdo e non si comprende perchè una Legge Statale e non Regionale, anch’essa auspicabile, non dia il giusto riconoscimento a chi si vede scavalcato da altro collega solo per motivi politici di appartenenza- spero nel giusto giudizio del Giudice del lavoro al quale mi sono rivolto, visto che, per quanto sopra esposto, non si riesce ad addivenire ad una conciliazione in merito, P.S. rammento a chi, se ce ne fosse bisogno, che gli ex 6^ q.f. con Led si sono visti raggruppati ed ingoiati nella cat:”C” ingiustamente perchè, sebbene le previsioni delle “code contrattuali” per l’area di vigilanza prevedevano e prevedono ancora oggi i modi e termini per il transito in cat.D i politici continuando a fare il bello e cattivo gioco illudendo gli operatori con vane promesse che a distanza di anni hanno lasciato il segno nel morale e nel fisico, per questo si sono rivolti alle Autorità preposte per il giusto riconoscimento.

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