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Rilascio dell’autorizzazione e del contrassegno di parcheggio per disabili a soggetti con deficit psichico o altre patologie non direttamente collegate alla deambulazione – tre pareri del MIT (G. Carmagnini)

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Su questa rivista elettronica, in passato e anche più di recente, ho ricevuto quesiti circa la possibilità di rilasciare l’autorizzazione e il relativo contrassegno di parcheggio per disabili a soggetti per i quali la commissione medica locale o il medico legale avevano rilasciato la prescritta certificazione attestante la capacità di deambulazione sensibilmente ridotta, ovvero impedita, nonostante che non vi fosse un evidenza oggettiva di un deficit motorio, oppure nel caso in cui il deficit motorio era di fatto assorbito dall’incapacità a deambulare tipica dei bambini fino a una certa età (in alcuni casi fissata a tre anni).
Nelle risposte avevo ribadito da un lato l’insindacabilità del giudizio tecnico del medico legale o della CML (salvo, ovviamente, casi che evidenzino una responsabilità penale, come per il fenomeno dei c.d. falsi invalidi), dall’altro che la sensibilmente ridotta o impedita capacità di deambulazione non è necessariamente legata a patologie degli arti inferiori, ma può essere motivata dalla presenza di altre malattie invalidanti, anche di ordine psichico, tali da rendere necessario l’uso di un veicolo al servizio del disabile.

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