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Accattonaggio ai semafori: i Comuni fra l’incudine (Ministero) ed il martello (Cassazione)

lavavetri

lavavetriE’ sulla stampa tutti i giorni: l’impossibilità di porre rimedio al quotidiano e fastidioso accattonaggio che ci colpisce al semaforo, all’uscita di un negozio, al mercato. Certamente non si vuole in questa sede dare un tono “repressivo” nei confronti di chi fa fatica a “sbarcare il lunario”, ma è sotto gli occhi di tutti che, spesso, dietro all’accattonaggio (che non è più reato), si nascondono organizzazioni criminali o persone che mancano della volontà di dedicarsi ad altre occupazioni.

 

Certamente ha dato un imput non da sottovalutare la riforma introdotta qualche hanno fa che vede la “sottrazione” del minore al genitore che lo impiega nell’accattonaggio (ed infatti raramente si vedono bambini in braccio a mendicanti), ma la norma nazionale non ci dice come contrastare il fenomeno fastidioso dell’accattonaggio. Chi scrive ha notato, per esempio in spiaggia, che l’accattonaggio prende di mira soprattutto donne con bambini, oppure persone anziane, “saltando” gli ombrelloni dove si trovano adulti di  sesso maschile. Forse per far breccia nel cuore? Oppure per indurre in soggezione/timore?

 

Mancando una risposta nella norma nazionale, tanti Sindaci hanno emesso ordinanze contingibili ed urgenti (i più avveduti hanno introdotto invece il divieto nei regolamenti comunali, consapevoli che per opporsi a tale regolamentazione è necessario prima impugnare il regolamento), prevedendo il sequestro dei proventi dell’attività ritenuta irregolare. Ma quanti problemi/ostacoli, da parte delle Prefetture che, nel loro parere preventivo, nella maggior parte dei casi non ritengono sussistere i requisiti della contingibilità ed urgenza nelle ordinanze anti accattonaggio (o antilavavetri): cosa diversa il regolamento comunale per il semplice fatto che non passa per il preventivo parere della Prefettura.

 

La Cassazione però, a fronte di una richiesta danni di un cittadino “inviperito” per il tempo perso al semaforo col lavavetri abusivo (ma lo stesso potrebbe accadere al mercato, all’uscita di un negozio, del cimitero, di una Chiesa, ecc. ecc), con sentenza del 2/7/2015  n. 13568, ha precisato che “l’eventuale danno subito dall’ansioso automobilista, quindi, non deriverebbe dall’omessa custodia della strada da parte dell’ente proprietario, quanto dal mancato esercizio da parte del Comune di poteri autoritativi”.

E’ evidente che, al di là della causa o concausa nell’ansia dell’automobilista, la Cassazione non dice che il danno non c’è, quanto che, se c’è (lasciando quindi aperta una pericolosa porta) è attribuibile all’inerzia del Comune nel non aver adottato ordinanza contingibile ed urgente.

 

Ma….il parere della Prefettura? Ci troviamo, ancora una volta con il Comune, spesso la Polizia Municipale, tra l’incudine ed il martello, col Ministero restio a riconoscere la legittimità di un’ordinanza contingibile ed urgente, e la Cassazione che riconosce la responsabilità del Comune per aver omesso di adottarla.

 

Maurizio Marchi

 

 

4 thoughts on “Accattonaggio ai semafori: i Comuni fra l’incudine (Ministero) ed il martello (Cassazione)

  1. aiutiamo il prossimo,invitiamo il nostro fratello lavavetri a casa nostra per il pranzo……e’ ora di finirla con questi automobilisti ansiosi….siate piu’ buoni!

    • PURTROPPOGLI ACCATTONI AI SEMAFORISIGETTANOSOTTO LE MACCHINE PER OTTENERE IL RISARCIMENTO,E METTONO NEI GUAI GLI AUTOMOBILISTI;C’è STATO UN CASO IN PIAZZALE aPPIO A ROMA, ma cene sono tanti non denunciatiquesti accattoni ”semaforici creano problemi alla circolazione e costituiscono un ”serio”pericolo;pertanto devono essere mandativia;un lavavestri ha spruzzato detersivo svelto in faccia ad una donna a pazza verbano qualche seettimana fa;e il sindaco e il prefetto che fanno?

  2. Buongiorno, meno male che la pronuncia delle SS Unite conferma la discrezionalità della p. a. nell’esercizio del potere autoritativo delle Ordinanze; la Corte afferma: “… Né appare possibile, ai fini che qui rilevano, distinguere tra la situazione in cui si contesti al Comune di avere male esercitato i propri poteri e quella in cui si lamenti la totale omissione dell’esercizio di tali poteri: non solo perché anche in quest’ultimo caso appare difficile negare un ambito di discrezionalità dell’autorità nel valutare la sussistenza dei presupposti che giustificano il suo intervento, ma anche in quanto non si saprebbe neppure come individuare un siffatto ipotetico intervento senza al tempo stesso definirne i tempi ed i modi di attuazione. Tale è la situazione che si delinea con riguardo ai poteri contingibili ed urgenti che la legge affida al sindaco nelle funzioni di competenza statale al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana: poteri riguardo al cui esercizio (o mancato esercizio) non è dunque configurabile una posizione di diritto soggettivo in capo all’automobilista che percorre la strada comunale….” Grazie. non pubblicare indirizzo mail

  3. i mendicanti semaforici costituiscono un serio ”pericolo”pergli automobilisti, ma sindaco e ”prefetto,che fanno?,un lavavetri al diniego di una donna le ha spruzzato detrsivo in faccia;si devono mandare a casa loro:romania ,bangladesh e africa…..

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