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SANZIONI
Il sistema sanzionatorio delle violazioni amministrative. Analisi pratico-operativa del titolo VI del Codice della Strada e della Legge 24 novembre 1981, n. 689
(M. Ancillotti – Quinta Parte)

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11. Contestazione e verbalizzazione delle violazioni 

Con l’articolo 200 del codice della strada e con l’articolo 14 della legge 689/1981 si apre la parte del procedimento sanzionatorio destinata all’applicazione ed esecuzione della sanzione amministrativa pecuniaria. In contrapposizione con i primi articoli del titolo VI del codice della strada e della sezione I del capo I della legge 689/1981, si tratta di una fase “dinamica”, più propriamente destinata all’illustrazione degli adempimenti procedurali. Anche questa sezione procedimentale può essere ulteriormente suddivisa in due distinte fasi. Nella prima, definita di applicazione della sanzione, si procede all’accertamento della violazione, alla contestazione e/o notificazione del relativo verbale, con la possibilità di estinzione anticipata del procedimento e di pagamento in misura ridotta (anche in forma rateale), alla formalizzazione del diritto di difesa con richiesta di autotutela, ricorso al Prefetto o ricorso al Giudice di Pace. Il procedimento applicativo si chiude o con l’anticipata estinzione del procedimento per “cause naturali e fisiologiche” (per intendersi: pagamento in misura ridotta, anche a rate, o morte del trasgressore) o “patologiche” (dichiarazione di illegittimità del verbale da parte del Prefetto o del Giudice di Pace, intervenuta prescrizione o decadenza, autonoma decisione di autoannullamento dello stesso organo ovvero, in mancanza, si chiude con l’ottenimento di un titolo esecutivo (verbale di contestazione, ordinanza-ingiunzione prefettizia o sentenza del Giudice di Pace) con cui si potrà attivare la seconda fase del procedimento sanzionatorio, ossia quella più propriamente esecutiva, oggetto principale di questo lavoro, con cui si procede all’aggressione del patrimonio del debitore sino alla materiale liquidazione dei suoi beni. Gli articoli in osservazione impongono l’obbligo della contestazione personale della violazione tanto al trasgressore quanto all’obbligato in solido, ma con diverse conseguenze. L’articolo 14 della legge 689/1981 si limita a ribadire la mera opportunità della contestazione, ma non ricollega ad essa, in caso di omissione, alcuna conseguenza sanzionatoria. La sanzione della decadenza consegue solo alla mancata notifica del verbale nel termine di novanta giorni dall’accertamento(1) e non anche alla mancata contestazione della violazione, quand’anche essa fosse risultata possibile. Nel tempo la giurisprudenza di legittimità ha reiteratamente ribadito che l’omissione della contestazione, anche nei casi in cui sarebbe stata possibile, non vizia la successiva ordinanza-ingiunzione, sempre che sia avvenuta, in termini, la notificazione (Cass. civ., sez. I, 5 novembre 1998, n. 11097; Cass. civ., sez. I, 12 luglio 1996, n. 6338). L’articolo 200 del codice della strada, invece, pone in termini di maggiore rigore l’obbligo della contestazione, prevedendo la sanzione della annullabilità dell’accertamento e del relativo verbale, laddove la contestazione, non diversamente indicata come non necessaria o oggettivamente impossibile, non sia avvenuta. 
Occorre però chiarire. Il primo comma della norma in esame dispone che fuori dei casi di cui all’articolo 201 comma 1-bis, la violazione, quando è possibile, deve essere immediatamente contestata tanto al trasgressore, quanto alla persona obbligata in solido. La norma individua, dunque, due deroghe: una legislativa, contenuta nell’articolo 201, comma 1-bis che, vedremo, contiene casi tassativi di facoltatività della contestazione, ed un’altra oggettiva legata alla concreta impossibilità di addivenire alla contestazione della violazione. Al di fuori di tali ipotesi, che per la verità rappresentano la quasi totalità degli accadimenti sanzionatori, la contestazione è obbligatoria e la sua mancanza determina vizio di annullabilità censurabile innanzi al giudice ordinario o con ricorso amministrativo al Prefetto. 

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