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Il permesso di guida a fasce orarie

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di Roberto Pullara

Tra le tante, una delle maggiori novità introdotte dalla legge di riforma del Codice della Strada n. 120 del 2010 è contenuta nel corpo del comma 2 dell’art. 218 e riguarda la possibilità di concedere, in occasione della sospensione della patente di guida, un permesso di guida a fasce orarie al soggetto sanzionato.

Come abbiamo più volte osservato, il legislatore ha ultimamente provveduto ad inasprire non solo l’entità delle sanzioni pecuniarie connesse alle violazioni di norme del C.d.S., ma anche e soprattutto ad aggravare le pene e le conseguenze in capo al trasgressore in termini di privazione della patente di guida in special modo in occasione della commissione di taluni reati. Le cronache dei media, d’altro canto, periodicamente ci rammentano la gravità del fenomeno dei delitti commessi (e connessi) alla guida. Dunque, lunghi periodi di sospensione della patente, confisca del mezzo, esclusione di taluni benefici processuali, aggravamento delle pene. Intento sicuramente apprezzabile.

Ma, accanto a tali primarie esigenze di tutela della sicurezza pubblica, il legislatore ha inteso operare delle opportune distinzioni tra le fattispecie meno gravi e quelle di maggiore allarme sociale, nonché provare ad effettuare un contemperamento tra le dette esigenze pubbliche e quelle private. In un momento di crisi economica come l’attuale, infatti, dalla privazione della patente potrebbero derivare, per il soggetto destinatario delle sanzioni in esame, talune difficoltà non solo di carattere personale/familiare ma anche di tipo lavorativo, fino a giungere alla perdita dell’occupazione laddove costui non avesse più modo di poter utilizzare un veicolo nell’espletamento della propria attività o, più semplicemente, per recarsi sul posto di lavoro.

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