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Un automobilista non rispetta lo STOP, l’altro procede troppo veloce: c’è concorso di colpa

sinistro

Ci occupiamo di diritto di precedenza, in particolare di una sua sfumatura piuttosto interessante. Abbiamo già affrontato più volte la tematica della cosiddetta precedenza di fatto, ovvero di quei casi in cui l’automobilista che viene da sinistra ha di fatto la precedenza poiché occupa l’incrocio con tanto anticipo da assicurare un attraversamento sicuro. In una situazione del genere, l’automobilista che sopraggiunge da destra deve lasciare il passaggio, o meglio deve procedere ad una velocità prudenziale che permetta il passaggio dell’altro veicolo in sicurezza (senza per questo mettere in atto frenate brusche o manovre di emergenza).

Se manco lo STOP ma l’altro corre troppo veloce…

Eccoci al caso in esame: il sinistro in oggetto è avvenuto fra due auto, la prima colpevole per non aver rispettato un segnale di STOP, la seconda colpevole per aver corso decisamente troppo.

In Cassazione il conducente della prima auto presenta ricorso, sostenendo che la causa del fatto sarebbe da ascrivere all’alta velocità dell’altro pilota. I giudici procedono al respingimento del ricorso.

Perché?

È presto detto: la giurisprudenza ha più volte ribadito che la precedenza di fatto sussiste solo nei casi in cui l’automobile arrivi all’incrocio tanto in anticipo da poter passare senza che:

  1. si verifichi una collissione;
  2.  l’altro sia costretto a frenare;
  3. o sia costretto a mettere in atto manovre di emergenza;
  4. o ancora si costretto a rallentare (oltre i limiti già imposti dalla presenza dell’incrocio).

Qui parliamo di un incrocio con visuale libera ed i conducenti potevano vedersi reciprocamente (e valutare quindi nella circostanza le rispettive velocità). Nonostante ciò il primo dei due aveva mancato di fermarsi come imponeva la segnaletica stradale, obbligando l’altro a frenare bruscamente e causando (almeno in parte) il sinistro.

Confermato il concorso di colpa.

 

 

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