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Responsabilità del Comune: suicidio del vigile urbano sul luogo di lavoro

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Il Comune di Roma dovrà risarcire la famiglia di un vigile urbano che si era tolto la vita negli uffici della motorizzazione.

L’uomo soffriva di depressione e aveva già manifestato l’intenzione di suicidarsi, per questo gli era stata ritirata l’arma di servizio, ma l’uomo era comunque riuscito a prendere l’arma di un collega lasciata inavvertitamente incustodita e si era sparato.

Il Comune avrebbe dovuto adottare misure più incisive in grado di evitare la tragedia, secondo la Corte bastava che fossero adottate modalità di custodia diverse, controllandone l’effettivo rispetto, oppure si poteva sospendere il vigile dal servizio, come misura di estrema cautela.

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