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Nuove modifiche al codice della strada in sede di conversione del decreto sicurezza (II Parte)

Approfondimento di Giuseppe Carmagnini

retrocamera

Con un intervento aggiuntivo nell’articolo 93 del codice della strada, in verità poco condivisibile, di difficile comprensione e coordinamento con l’articolo 132, anche questo modificato, è stato introdotto il divieto, per coloro che sono residenti in Italia da più di 60 giorni, di guidare veicoli immatricolati all’estero; indirettamente, di fatto, viene anche accelerato l’obbligo di nazionalizzare i veicoli immatricolati all’estero per gli intestatari che stabiliscono la residenza in Italia, passando dall’anno concesso dall’articolo 132 ai 60 giorni disposti dal nuovo comma 1-bis dell’articolo 93, salvo che il veicolo sia condotto da soggetti non residenti in Italia da più di 60 giorni.

Gli effetti di tale intervento paiono aberranti, nel tentativo di arginare la c.d. esterovestizione dei veicoli o l’intestazione fittizia di veicoli immatricolati all’estero, che, come sappiamo, non rientra nelle previsioni dell’articolo 94-bis.

Forse sarebbe stato più opportuno intervenire in maniera più organica sia introducendo una specifica fattispecie di illecito amministrativo, estendendo le previsioni dell’articolo 94-bis anche per i veicoli immatricolati all’estero, sia rimodulando l’articolo 132 per contrastare l’esterovestizione dei veicoli, come di fatto era già stato proposto in passato (in verità anche in tale occasione la soluzione non pareva però risolutiva).

 

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