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I monopattini sono di privati

Fonte: Italia Oggi

Italia Oggi  – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

L’attività di noleggio monopattini non è un servizio pubblico. Lo ha sancito il Tar per la Lombardia (Sezione Terza) con la decisione del 3/7/2020 n. 1274. Nel caso in esame una società aveva impugnato gli esiti di una procedura selettiva indetta dal Comune di Milano volta all’individuazione di soggetti pubblici o privati interessati a svolgere in via sperimentale, ai sensi del dm 229 del 2019, servizi di mobilità in sharing con dispositivi per la micromobilità elettrica (hoverboard, segway, monopattini e monowheel). Più precisamente aveva lamentato come tale attività dovesse essere ricondotta nella categoria del servizio pubblico e il provvedimento che consentiva, quindi, ai soggetti selezionati di svolgere l’attività di noleggio di tali dispositivi elettrici doveva avere natura concessoria e non autorizzatoria (come erroneamente ritenuto dal Comune). Il Tar respinge il ricorso. Per costante orientamento giurisprudenziale, infatti, il «servizio pubblico» presuppone la decisione della pubblica amministrazione di farsi carico del soddisfacimento di un bisogno proprio della collettività da essa amministrata che il mercato non è in grado di soddisfare adeguatamente.Va invece osservato che, contrariamente da quanto sostenuto dalla ricorrente, il Comune di Milano non aveva mai espresso l’intento politico di soddisfare il bisogno, proprio dei suoi amministrati, di spostarsi nel territorio cittadino mediante l’uso di monopattini elettrici. Manca dunque il momento fondamentale dell’«assunzione» che, come visto, costituisce presupposto indefettibile per poter integrare la figura del «pubblico servizio». Inoltre, questo bisogno è stato ritenuto già adeguatamente soddisfatto dal mercato. Anzi, la necessità di regolazione dell’attività di noleggio di tali dispositivi è sorta proprio in ragione del proliferare dei soggetti che hanno spontaneamente iniziato ad erogare il servizio in modalità free floating (che consente la restituzione dei beni in luoghi non determinati) e per evitare che questa attività venga svolta in maniera pericolosa e disordinata, in modo da scongiurare impatti negativi sul sistema di circolazione stradale, sull’ordine e la sicurezza urbana.

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