Pnrr, l’agenda per fine giugno

4 Febbraio 2022
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l Sole 24 Ore – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

È partita con il Cdm di mercoledì la nuova sfida del governo sul Pnrr: il raggiungimento dei 45 obiettivi previsti per fine giugno da cui dipenderà il pagamento di una seconda rata di finanziamento da 24,1 miliardi. Tre obiettivi sono stati già centrati, ha detto Mario Draghi. Sono la riforma 4.1 semplificazione normativa per interventi su infrastrutture idriche (Mims), il decreto che definisce risorse requisiti e condizioni per lo sviluppo di pannelli fotovoltaici e batterie (Mise), la definizione della politica di investimenti dei contratti di sviluppo per la competitività e la resilienza delle filiere produttive (Mise).

L’Osservatorio Pnrr del Sole 24 Ore ha messo a fuoco gli altri 42 target e milestones, stimando che 17 sono vicini perché il percorso è a un stadio avanzato e comunque più avanti di quanto previsto, 21 in linea con il cronoprogramma, 4 ancora lontani magari perché il percorso è molto complesso. L’esempio più significativo di quest’ultimo gruppo è la riforma degli appalti che aspetta la legge delega dal Parlamento (ancora neanche la prima lettura) e poi i decreti legislativi attuativi della delega.

Come è evidente dal tabellone completo che pubblichiamo in pagina, tra i 45 obiettivi ci sono riforme e investimenti fondamentali per il Paese e per la crescita e altri traguardi secondari. Dai documenti interni di Palazzo Chigi e del Mef si evince che lo stesso governo considera davvero decisive tre riforme da completare entro il primo semestre: la riforma della carriera degli insegnanti, la delega per la riforma degli appalti pubblici, l’adozione della strategia nazionale per l’economia circolare. Dello stesso rango ci sono almeno altri tre obiettivi da segnalare: il programma nazionale per la gestione dei rifiuti, la riforma della Sanità territoriale (bloccata dal contenzioso sui medici di famiglia), l’aggiudicazione dei bandi per la banda ultralarga.

Passando, invece, ai ministeri, è il Mite quello chiamato allo sforzo maggiore con 11 adempimenti a carico. Le due maxi riforme, economia circolare e gestione rifiuti sono in linea con la tabella di marcia fissata dal ministero. Come altre quattro scadenze: digitalizzazione parchi, ricerca e sviluppo sull’idrogeno, ma anche le misure per la sua competitività (incentivi), nonché la semplificazione delle procedure per l’efficientamento energetico. Molto avanti risulta poi il supporto tecnico alle autorità locali, insieme ai tasselli dell’idrico e del dissesto idrogeologico (che il Mite considera peraltro raggiunti con la legge di bilancio 2022). Un po’ indietro, invece, sono nuovi elettrolizzatori e cultura e consapevolezza ambientale.

Il ministero della Salute da settimane lavora al decollo della sanità sul territorio, quella che è mancata di più durante la pandemia e che nel Pnrr vale in tutto 7 miliardi di investimenti. Ma il braccio di ferro tra Governo e Regioni sul ruolo da ritagliare in futuro per i medici di famiglia sta bloccando la partenza della riforma e a cascata la realizzazione delle nuove strutture, a partire dalle Case di comunità. Sulla scuola è vicino il completamento della riforma dei percorsi di ingresso degli insegnanti. I nuovi concorsi semplificati sono già realtà, adesso il ministero dell’Istruzione sta lavorando al percorso di formazione iniziale. È in predisposizione anche il decreto sul Piano Scuola 4.0 che punta a trasformare almeno 100mila classi in ambienti di apprendimento innovativi e laboratori 4.0 nelle scuole secondarie. Sul fronte università a marzo è previsto l’arrivo del decreto sulla mobilità dei ricercatori.

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