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La fermata sulla carreggiata e l’intralcio

sosta

Approfondimento di G. Carmagnini

Come è sotto gli occhi di tutti, la fermata sulla carreggiata è divenuta la regola, anche laddove non ve ne sia la necessità effettiva per la presenza di spazi in cui la sosta è possibile, a dispregio della fluidità e della sicurezza della circolazione stradale. Questo si vede tutti i giorni davanti alle scuole, alle stazioni ferroviarie e in genere dove vi sia una elevata congestione del traffico.
È pacifico che, ai sensi dell’articolo 3 del codice della strada, la carreggiata è destinata allo scorrimento dei veicoli, mentre la fermata, così come la sosta, sono sospensioni momentanee o prolungate della marcia e sono ammesse, di norma, fuori dalla carreggiata, salvo casi particolari che costituiscono l’eccezione alla regola e che sono comunque soggetti a limitazioni poste a tutela della sicurezza della circolazione. Questo, oltre ad essere codificato in una legge dello Stato, è pacifico anche sul piano logico e discende dalla considerazione che qualsiasi oggetto o veicolo collocato, anche momentaneamente, sull’area destinata allo scorrimento dei veicoli determina un intralcio e un potenziale pericolo, in quanto va a costituire un ostacolo non solo per la fluidità della circolazione, ma anche una limitazione a fronte di eventuali manovre di emergenza che si dovessero determinare in ragione di situazioni contingenti.
Come detto, la sosta, così come la fermata, non sono di per sé vietate, ma sono altresì consentite nei limiti del codice della strada. In particolare la fermata è consentita per “esigenze di brevissima durata”, come ad esempio per fare salire e scendere i passeggeri, ma a condizione che il veicolo non rechi intralcio alla circolazione e di norma, quando la fermata avviene sulla carreggiata, di solito lo reca, perché costringe i veicoli che transitano sulla direttrice occupata a spostarsi o a fermarsi (recte, ad arrestarsi) a loro volta.

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