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Domanda di rimborso della sanzione pagata e/o di risarcimento del danno; l’azione riconvenzionale

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Il pagamento in misura ridotta (che, come noto, può riguardare soltanto il verbale art. 202, c.d.s., e non mai la ordinanza-ingiunzione emessa dal prefetto ai sensi dell’art. 204, c.d.s.) implica necessariamente l’accettazione della sanzione e, quindi, il riconoscimento, da parte di chi paga, della propria responsabilità e la conseguente rinuncia ad esercitare il proprio diritto alla tutela amministrativa o giurisdizionale.

Premesso perciò che il ricorso contro il verbale, nel caso in cui questo sia stato pagato (ove ammesso) in misura ridotta (artt. 202, c. 3 e 3-bis, e 210, c. 3, c.d.s.), è pacificamente inammissibile per espressa previsione dell’art. 204- bis, c. 1, c.d.s., non essendo previsto in alcun modo un pagamento ridotto con riserva di ripetizione, è evidente che la richiesta di restituzione/rimborso, sotto qualunque forma (ripetizione di indebito, azione di risarcimento …), è senz’altro da dichiarare inammissibile se proposta con il rito, speciale, ex lege n. 689/1981 (ora, d.lgs. n. 150/2011), e sarà comunque da respingere, per quanto detto sopra, anche ove proposta con rito ordinario (o così comunque qualificata dal giudice)…

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