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L’uso della targa prova non esonera dall’obbligo di sottoporre il veicolo alla revisione. Definitiva smentita della Cassazione.

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Cassazione Civile sezione II, 4 agosto 2016, n. 16310

 

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

 

 

Il Sig. R.P. proponeva opposizione davanti al Giudice di Pace di Pianella al verbale 15.9.05 con il quale i carabinieri di Cepagatti gli avevano contestato la contravvenzione di cui all’art. 80, comma 14, c.d.s. perché circolava con un autocarro con targa di prova non presentato alla prescritta revisione.

L’opposizione veniva rigettata tanto dal giudice di pace quanto dal tribunale dell’Aquila, adito con l’appello del sig. P.

Secondo il tribunale l’apposizione della targa di prova non consentiva la circolazione con veicolo non sottoposto a revisione.

Avverso la sentenza del tribunale il sig. P. proponeva ricorso per cassazione, deducendo, quale unico motivo, la violazione o falsa applicazione degli artt. 80 e 98 c.d.s., in relazione al d.P.R. n. 474 del 2001, con riferimento all’art. 360 c.p.c., n. 3.

Ad avviso del ricorrente – che, a supporto del proprio assunto, produce un conforme parere del 15.3.06 della Direzione Generale per la Motorizzazione del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture – la ratio della disposizione che autorizza gli esercenti di officine di riparazione a circolare con veicoli muniti di targhe di prova per sottoporli a prove tecniche (da individuare nella necessità di permettere all’autoriparatore di verificare l’entità dei malfunzionamenti e l’efficienza degli interventi effettuati) – imporrebbe di riconoscere a tali soggetti la possibilità di circolare in prova anche con veicoli con revisione scaduta.

L’intimato Ministero non notificava controricorso ma si costituiva in funzione dell’eventuale partecipazione alla discussione orale.

All’esito del deposito della relazione di della cui all’art. 380 bis c.p.c. la causa veniva discussa nella camera di consiglio del 4.10.13, per la quale il ricorrente depositava memoria illustrativa ed al cui esito il Collegio – ritenuta l’insussistenza delle condizioni di evidenza decisoria fissate dall’ articolo 375, n. 5, c.p.c. per la definizione della causa in sede camerale – rinviava la stessa alla pubblica udienza.

Il ricorso è stato discusso alla pubblica udienza del 6.4.16, per la quale non sono state depositate memorie illustrative ex art. 378 c.p.c. ed alla quale il Procuratore Generale ha concluso come in epigrafe.

 

MOTIVI DELLA DECISIONE

Il motivo di ricorso non può trovare accoglimento.

L’assunto dei ricorrente secondo cui la disciplina della circolazione con targa di prova conterrebbe una deroga al disposto dell’articolo 80 c.d.s., comma 14, che sanziona “chiunque circola con un veicolo che non sia stato presentato alla prescritta revisione” , non ha fondamento né letterale né teleologico.

Al riguardo è sufficiente rilevare che l’articolo 1 del d.P.R. n. 474/01 solleva i soggetti appartenenti alle categorie tassativamente elencate nelle lettere a, b), c) e d) del primo comma, purché espressamente autorizzati alla circolazione di prova, dall’obbligo di munire della carta di circolazione i veicoli che circolano su strada per ragioni tassativamente elencate nella prima parte del primo comma (esigenze connesse con prove tecniche, sperimentali o costruttive, dimostrazioni o trasferimenti, anche per ragioni di vendita o di allestimento).

La disposizione in esame, dunque, prevede che la circolazione in prova possa avvenire, per le specifiche finalità sopra menzionate e ad opera dei soggetti rientranti nelle suddette categorie, individualmente autorizzati:

-con veicoli non ancora immatricolati e l pertanto, privi di carta di circolazione; ciò in deroga al disposto degli articoli 93, 110 e 114 c.d.s.;

-con veicoli sui quali siano stati applicati sistemi o dispositivi di equipaggiamento che rendano necessario l’ aggiornamento della carta di circolazione ai sensi dell’articolo 236 reg. att. c.d.s.; ciò in deroga al disposto dell’ articolo 78 c.d.s.; quest’ultima deroga, non formulata espressamente nel testo dell’articolo 1 del d.P.R. n. 474/01, risulta implicita nella previsione della lettera c) del primo comma di tale articolo, la quale inserisce nell’elenco delle categorie di soggetti che possono essere autorizzati alla circolazione in prova “le fabbriche costruttrici di sistemi o dispositivi di equipaggiamento di veicoli a motore e di rimorchi qualora l’applicazione di tali sistemi o dispositivi costituisca motivo di aggiornamento della carta di circolazione ai sensi dell’articolo 236 del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, e successive modificazioni, i loro rappresentanti, concessionari, commissionari e agenti di vendita, i commercianti autorizzati di veicoli allestiti con tali sistemi o dispositivi di equipaggiamento.

L’esegesi dell’articolo 1. d.P.R. n. 474/01 consente dunque di concludere che la circolazione in prova può avvenire in deroga al disposto degli articoli 78, 93, 110 e 114 c.d.s.; non in deroga al disposto dell’articolo 80 c.d.s., il quale vieta la circolazione con veicoli che non siano stati presentati alla prescritta revisione. Il ripetuto articolo 1. d.P.R. n. 474/01, in sostanza, non contiene alcun riferimento a ipotetiche esenzioni al divieto circolare con un veicolo che non sia stato presentato alla prescritta revisione.

Sotto il profilo teleologico, è poi sufficiente rilevare che la ratio della disposizione che autorizza (anche) gli esercenti di officine di riparazione a circolare con veicoli muniti di targhe di prova per sottoporli a prove tecniche va individuata nella necessità di permettere all’autoriparatore di eseguire prove su strada, onde verificare l’entità dei malfunzionamenti su cui gli sia stato richiesto di intervenire e l’efficienza degli interventi da lui effettuati.

Tale ratio legis non tocca il tema della revisione periodica obbligatoria, perché anche un veicolo regolarmente revisionato può presentare malfunzionamenti la cui riparazione richieda l’effettuazione di prove tecniche su strada, e, per converso, una volta che un veicolo sia stato portato alla revisione, l’eventuale circolazione che il riparatore debba effettuare con tale veicolo per svolgere le prescritte verifiche, o per controllare l’efficacia degli interventi manutentivi effettuati, risulterà non in contrasto con il disposto dell’articolo 80 c.d.s. appunto perché effettuata con un veicolo “presentato alla prescritta revisione”.

In definitiva l’assunto che identifica la possibilità di circolare con un veicolo non munito di carta di circolazione con la possibilità di circolare con un veicolo non sottoposto alle prescritte revisioni, ancorché fatto proprio dalla Direzione Generale per la Motorizzazione del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture in un parere reso nel 2006, non può essere condivisa, palesandosi sfornito di base normativa.

Il ricorso va quindi in definitiva rigettato.

Non vi è luogo a regolazione delle spese del giudizio di cassazione, non avendo la difesa dell’Amministrazione svolto attività difensiva in questa sede.

Le spese seguono la soccombenza.

 

PQM

 

La Corte rigetta il ricorso.

 

 

 

8 thoughts on “L’uso della targa prova non esonera dall’obbligo di sottoporre il veicolo alla revisione. Definitiva smentita della Cassazione.

  1. se fosse così allora la targa di prova al meccanico dovrebbe essergli rilasciata gratis, perché non serve a nulla. L’auto deve essere regolarmente revisionata quindi regolarmente circolante e a “posto”. Dunque a che serve munirla della tg prova?
    Se esiste la TP deve avere un senso.
    Cosa significa circolazione in prova?
    Se devo portare l’auto ferma da un po’ e pertanto non revisionata da un po’ a fare la revisione, devo prima provarla e verificare se tutto funziona bene. Ecco come si giustifica la circolazione in prova. E se l’auto ha subito un sinistro e la revisione è scaduta durante le riparazioni di carrozzeria e meccanica, magari costose e perciò lunghe…. a lavoro finito si rende almeno opportuno provare l’auto prima di portarla alla revisione certi chela,passi.
    Senza parlare delle,auto in vendita che vengono ovviamente revisionate se c’è un acquirente……

  2. Quindi un commerciante di auto, con una giacenza di 500 veicoli destinati alla compravendita, non potrà più effettuare un giro di prova con un cliente su un auto con revisione scaduta, oppure trasferirla in un altra sede per ragioni di vendita..
    Oppure un officina che ripara un auto da sottoporre a revisione straordinaria non potrà effettuare un giro di prova, oppure non potrà condurre un veicolo con revisione scaduta presso un centro revisioni..
    Faccio i miei complimenti alla corte ecc..
    Sarebbe troppo semplice se si applicasse il concetto della copertura assicurativa sempre e comunque quando alla guida vi è un soggetto preposto?
    Come al solito tanta confusione, tante regoline per la maggior parte aggirabili e come al solito, chi meno ha da perdere girerà ugualmente!

  3. Quindi scaduta la revisione come bisogna fare per riparare quei veicoli che per essere riparati vanno provati su strada?

  4. Se si autorizza a circolare con delle modifiche tecniche non aggiornate e veicoli non ancora immatricolati per cui senza nessuna certificazione della motorizzazione a maggior ragione si potrebbe autorizzare quando l’ordinaria revisione è scaduta anche perché nell’ipotesi che si vada a revisione e venga bocciata a questo punto il veicolo non può circolare neanche per i test per affrontare la nuova revisione. . .

  5. Rispetto la decisione della Suprema corte di Cassazione ma osservo:
    1) Un veicolo revisionato dalla MCTC, a cui sono state apportate modifiche, non può circolare su strada se prima non viene sottoposto presso la MCTC ai fini dell’aggiornamento tecnico. A questo punto serve uno strumento che possa consentire la circolazione su strada di detto veicolo, per esigenze di prove e trasferimento presso la MCTC per il suddetto aggiornamento tecnico.
    2) La targa prova deve essere coperta da assicurazione e bollo. Quindi è soggetta agli adempimenti di un qualsiasi veicolo.
    A questo punto se un veicolo è assicurato a che cosa serve la targa prova? Quale può essere il suo utilizzo? Come si potranno trasferire presso la MCTC i veicoli, specialmente quelli di grandi dimensioni per gli aggiornamenti tecnici (come ribadito anche se revisionato il veicolo o rimorchio a cui sono state apportate modifiche sostanziali non può circolare se prima non aggiornato tecnicamente dalla MCTC. Cortesemente gradirei una risposta. Le osservazioni di cui sopra le inoltrerò inoltre al Ministero dei Trasporti.

    • risposta al quesito N.1 è : il documento che consente la circolazione fino al centro MCTC è la prenotazione per il giorno ed ora indicati. Sarà quindi coperto per il tragitto dall’officina/carrozzeria di allestimento alla sede MCTC .
      risposta al quesito N.2: la targa prova serve per assicurare ed autorizzare alla guida una persona non autorizzata all’uso di un autocarro intestato ed assicurato ad un’altra ditta. In assenza di targa prova sul veicolo, in caso di incidente, la persona alla guida non era abilitata alla guida dalla ditta intestataria.

  6. Se i soggetti di cui alla lettera d) del DPR 474/2001 sono autorizzati a circolare con veicoli non muniti di carta di circolazione che senso ha contestare l’art 80 del cds nel caso in cui si stanno effettuando le prove per reimmatricolare il veicolo, in quanto si stanno operando delle trasformazioni e non delle semplici riparazioni per malfunzionamenti?

  7. Allora vorrei sapere per quale motivo devo avere una Targa Prova in officina se i veicoli devono essere revisionati, assicurati.
    A tutti i veicoli ai quali devo provare la funzionalità li devo portare con un carro attrezzi in pista in un Autodromo?
    E un veicolo nuovo privo di libretto di circolazione come faccio a trasferirlo dal salone di vendita all’officina?
    Le aziende che provano su strada un prototipo devono mettere una targa falsa?

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