Questo articolo è stato letto 333 volte

Riaccertamento degli sgravi, danno patrimoniale a carico dei Comandanti, entrata vincolate del C.d.S.

sgravio fiscale danno patrimoniale comandanti

La contabilità armonizzata ex D.Lgs. n. 118/2011 e s.m.i., come ho spiegato innumerevoli volte negli ultimi due anni, ha introdotto nuove regole di imputazione delle entrate e delle spese al bilancio comunale.
Tali regole non devono essere rispettate solo in fase di registrazione contabile dell’accertamento di entrata o dell’impegno di spesa, ma anche nelle fasi successive, garantendo quindi che le riscossioni e i pagamenti vengano effettivamente imputati all’esercizio in cui vengono a scadenza il credito o il debito per l’ente, a prescindere da come sia stato imputato in origine, rispettivamente, l’accertamento o l’impegno contabile.

Contabilità armonizzata: nuove regole di imputazione delle entrate e delle spese al bilancio comunale

Naturalmente questa verifica può comportare la necessità di spostare, in ossequio al principio della competenza finanziaria potenziata, accertamenti o impegni all’esercizio successivo a quello di imputazione originaria.
Come noto, il rendiconto della gestione è preceduto dal riaccertamento ordinario dei residui attivi e passivi, che viene effettuato con un’unica deliberazione della Giunta Comunale solitamente nel corso del mese di marzo e comunque in tempo utile per rispettare la scadenza di legge del consuntivo fissata, come noto, al 30 aprile.
In quella sede vengono effettuate le reimputazioni di accertamenti e impegni.
Il testo unico, infatti, prevede:

  • all’articolo 179, comma 3-bis che «non possono essere riferite ad un determinato esercizio finanziario le entrate il cui diritto di credito non venga a scadenza nello stesso esercizio finanziario»;
  • all’articolo 183, comma 5, che «non possono essere riferite ad un determinato esercizio finanziario le spese per le quali non sia venuta a scadere nello stesso esercizio finanziario la relativa obbligazione giuridica».

Qualora l’ente abbia assunto un impegno o un accertamento imputato sull’esercizio 2016, per il quale, al 31 dicembre, non è maturata l’esigibilità, prima di disporre il pagamento o l’incasso occorre procedere alla sua reimputazione sull’esercizio 2017.

Necessità di pagare o incassare somme a residuo non esigibili prima del rendiconto di esercizio

La verifica dell’esigibilità dei residui e la loro reimputazione è attività demandata al riaccertamento ordinario, che la Giunta delibera in vista del rendiconto dell’esercizio indicativamente durante il mese di marzo. Può accadere, tuttavia, che si verifichi la necessità di pagare o incassare prima di tale periodo somme a residuo che non sono esigibili.
Per garantire la continuità dell’azione amministrativa l’ordinamento ammette una reimputazione parziale “anticipata” rispetto ai tempi del riaccertamento ordinario, al solo fine di pagare o incassare somme connesse ad obbligazioni non esigibili al… Continua a leggere l’approfondimento di Claudio Malavasi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *