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Enti, slittano i conti

Francesco Cerisano – Italia Oggi – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Proroga in vista per i bilanci degli enti locali. Per evitare che la sentenza n. 80/2021 della Consulta impedisca di fatto la chiusura, entro il 31 maggio, dei preventivi 20212023 e dei consuntivi 2020, mettendo a rischio default circa 1.400 comuni, arriverà con il decreto Sostegni bis una norma-ponte che farà slittare la deadline per i bilanci a un orizzonte temporale più lungo. Che potrebbe arrivare anche al mese di luglio, se non addirittura ad agosto. Per il momento non ci sarà nessuna data certa per la chiusura dei conti perché la soluzione che sta per entrare nel decreto legge sarà la proroga dei bilanci a 30 giorni successivi all’emanazione di una norma di merito da inserire nel dl in fase di conversione. Non sarà dunque il governo ad assumersi la paternità di una soluzione salva-conti per gli enti locali, ma il parlamento, attraverso una norma condivisa da tutte le forze politiche da approvare come emendamento al dl Sostegni bis. È quanto emerso dalla riunione straordinaria della Conferenza stato-città tenutasi ieri che ha confermato l’istituzione di un tavolo di lavoro ad hoc per liberare gli enti dalla spada di Damocle del rischio default. La norma-ponte consentirà un’approvazione dei bilanci senza patemi, anche se i sindaci avrebbero preferito una soluzione più strutturale già in vigore con il decreto legge Sostegni bis senza dover attenderne la conversione in legge. L’Anci aveva proposto una soluzione a costo zero per il bilancio dello Stato, ossia ricontabilizzare il disavanzo come parte del riaccertamento straordinario dei residui da imputare al bilancio degli enti interessati a partire dal 2015 (anno di entrata in vigore della contabilità armonizzata). Con l’effetto quindi di poterlo ripianare in 30 anni, ossia in un orizzonte temporale identico a quello censurato dalla Corte. Una soluzione che però non sembra mettere d’accordo tutte le forze politiche. I primi distinguo sono arrivati da ItaliaViva che ha avvertito: «sui comuni a rischio dissesto, la politica ci pensi bene prima di violare per la terza volta una sentenza della Corte Costituzionale, che impone di non spalmare i disavanzi in 30 anni, condizionando così le future amministrazioni e spostando il problema sempre un po’ più in avanti senza mai risolverlo». ItaliaViva, hanno spiegato Luigi Marattin, presidente della commissione fi nanze della Camera, Gennaro Migliore e il sindaco di Ercolano Ciro Buonajuto, propone, per risolvere gli atavici problemi di riscossione di molti comuni a rischio default, di inserire la tassa rifi uti nella bolletta elettrica (come è stato per il canone Rai) rendendo anche obbligatorio l’invio del bollettino Imu pre-compilato a domicilio. «Sono scelte forti e non senza controindicazioni: ma sono l’unico modo per risolvere alla radice il problema», hanno osservato. La Conferenza stato città di ieri ha raggiunto l’intesa sulla ripartizione del fondo di 79,1 milioni di euro stanziati dalla legge di bilancio 2021 per compensare i comuni dai mancati introiti dovuti all’esonero dal pagamento della prima rata Imu per stabilimenti balneari, strutture ricettive (alberghi, agriturismi, ostelli, b&b, residence, campeggi) capannoni utilizzati nell’ambito di eventi fi eristici e immobili destinati a discoteche e sale da ballo. Ripartiti anche gli 82,5 milioni che costituiscono il ristoro 2021 dei mancati introiti sofferti dai comuni a causa dell’esonero dal pagamento del canone unico. Sul tavolo della Stato-città è approdato anche lo schema di decreto per i ripartire i fondi ai comuni delle regioni Emilia Romagna e Lombardia colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio 2012. Via libera anche all’intesa per il riparto del fondo 2021 destinato a ristorare i comuni dalle minori entrate Imu e Tari relative agli immobili posseduti in Italia da pensionati non residenti sul territorio dello stato (italiani e stranieri). Per costoro la legge di bilancio 2021 ha previsto una riduzione del 50% dell’Imu a condizione che gli immobili di proprietà, siti in Italia, non siano locati o ceduti in comodato, anche gratuito. La riduzione è possibile per un solo immobile ad uso abitativo posseduto in Italia a titolo di proprietà o usufrutto. La Manovra 2021 ha inoltre previsto la riduzione di due terzi della Tari agli stessi soggetti beneficiari della riduzione Imu.

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