Con l’autovettura aveva intralciato l’ingresso della casa del vicino. Per la Cassazione si tratta di violenza privata

La Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione ha ribadito, in merito alla consumazione del reato di violenza privata perpetrato con la sosta o la fermata di un’autovettura all’ingresso di un’abitazione in maniera tale da impedirne l’accesso, la valenza penale di un siffatto comportamento.

Secondo la Corte integra il delitto di violenza privata la condotta di colui che parcheggi (ma per la Cassazione non vi è differenza per integrare il reato tra la sosta e la fermata) la propria autovettura dinanzi ad un fabbricato in modo tale da bloccare il passaggio, impedendo l’accesso alla persona offesa, considerato che, ai fini della configurabilità del reato in questione, il requisito della violenza si identifica in qualsiasi mezzo idoneo a privare coattivamente l’offeso della libertà di determinazione e di azione.

 

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