CASI RISOLTI – Telelaser e segnaletica fissa di preavviso del controllo

IL CASO

Allo stato attuale, per il controllo velocità con autovelox/telelaser con postazione mobile è sufficiente la presenza di segnaletica fissa? 

Oppure è necessario – o comunque consigliabile – il posizionamento di un segnale mobile di preavviso del controllo velocità?

La risposta è interlocutoria rispetto al nuovo decreto che dovrà disciplinare l’attività di accertamento delle violazioni inerenti al superamento dei limiti di velocità e che attualmente è in discussione da alcuni mesi.

Aggiungo che la Corte di Cassazione è già intervenuta sulla questione ritenendo sufficiente la segnaletica fissa anche per l’impiego di postazioni temporanee (Corte di Cassazione Civile sez. II 30/1/2020 n. 2205).
Il Ministero dell’interno, al contrario, con la direttiva del 21 luglio 2017 aveva concluso che: << L’attività pianificata, se programmata con carattere sistematico dovrà necessariamente assumere una natura non occasionale (es. almeno x giorni la settimana per x mesi o con altra cadenza), assumendo a tal fine importanza prioritaria non tanto la determinazione di un numero “x” di controlli, ma la indicazione dell’intervallo temporale in cui viene effettuata l’attività di controllo. Pertanto, l’effettuazione di un numero “x” di periodi di controlli ripetuti, in un arco temporale definito, fa assumere all’attività di controllo il carattere di sistematicità. Ovvio che più è frequente l’attività meglio credibile risulta anche il segnalamento. Salvo i casi sopracitati, infatti, l’utilizzazione di segnaletica permanente per segnalare postazioni temporanee, se pur non vietata dalle disposizioni vigenti, risulta non coerente con la tipologia utilizzata e con l’esigenza di credibilità che il messaggio segnaletico deve fornire. Pertanto, salvo i casi sopraindicati, le postazioni temporanee dovrebbero essere segnalate con segnali stradali temporanei. >>.
Quindi, venendo al punto, cerchiamo di superare questo impasse, tenuto conto che saranno fornite nuove indicazioni con un decreto ministeriale e che, comunque, per il momento la Cassazione pare più sostanziale nella sua interpretazione rispetto alle indicazioni del Ministero.
Intanto bisognerebbe capire cosa intendono i Ministeri per preventiva pianificazione coordinata?

Nessuno lo può dire in termini aritmetici, visto che lo stesso Ministero pone il valore numerico come una incognita.

La tesi del Ministero mi pare sia vaga e, di conseguenza, di relativo pregio.

Per intendersi, se è stato collocato un segnale di pericolo per caduta massi o per attraversamento di selvaggina, appare evidente che tali eventi si potranno verificare sporadicamente, con cadenze non prevedibili o addirittura potrebbero verificarsi raramente o mai, ma nessuno dubita che il segnale di pericolo sia legittimo, salvo che il pericolo sia del tutto inesistente (se il segnale di caduta massi fosse collocato in una pianura, ad esempio). E così per il segnale di preavviso della postazione, come si può dire che entro una certa frequenza dei controlli si può usare anche la segnaletica fissa in luogo di quella temporanea. Se è vero che deve essere rispettato il criterio di congruenza della segnaletica è altresì vero che non esiste alcuna norma che prescriva un numero minimo di controlli per usare la segnaletica fissa; è semmai vero che tanto più frequenti saranno i controlli, tanto più ci si avvicinerà al carattere di congruenza richiesto dal regolamento, ma senza mai raggiungerlo del tutto.

Anche il capo 7.8 dell’allegato al decreto 282/2017 nulla aggiunge alla quantificazione dei controlli che possono rendere sistematica l’attività e legittimare l’uso della segnaletica fissa.
Quindi, occorre partire dall’idea espressa dalla Cassazione e cioè che la segnaletica fissa comunque è idonea a garantire che i controlli siano preventivamente segnalati e se i conducenti rispettano i limiti di velocità sapranno che nulla devono temere, mentre se non li rispettano avranno comunque la preventiva informazione che potrebbero essere controllati. Poi se vogliamo inserire un numero al posto dell’incognita, ritengo che tale numero non sia di per sé rilevante e che due accertamenti a settimana possano essere sufficienti al pari di 4 accertamenti al mese.

Quindi, per mera osservanza delle indicazioni ministeriali, consiglio di mettere in calendario “un certo” numero di controlli in base alla disponibilità di risorse umane. Vedremo poi se con il decreto ministeriale previsto dall’articolo 25 della legge 120/2010 saranno fornite indicazioni precise sull’argomento, ma ne dubito.
Se si deve poi dimostrare la programmazione dei servizi con carattere di sistematicità, ritengo che vada redatto un programma scritto da tenere agli atti, al di là dell’aspetto sostanziale che sicuramente è prevalente. Pertanto, si potrebbe anche non redigere atti, ove vi sia una programmazione effettivamente svolta e dimostrabile, ma ritengo più semplice e utile calendarizzare i controlli in un atto scritto.
Di norma, anche seguendo le indicazioni ministeriali, la Prefettura costituisce un punto di riferimento per il coordinamento dei servizi di controllo della velocità, anche al fine di ottimizzare le risorse ed evitare possibili sovrapposizioni.

Quindi, dipende da come si è posta la vostra Prefettura e se richiede l’invio delle programmazioni, ma riterrei opportuno attenersi alle indicazioni ministeriali circa la necessità di una pianificazione dei controlli da comunicarsi alla Prefettura periodicamente.

Poi, alla fine, la migliore soluzione è sempre quella più semplice, anche se comporta un impegno superiore rispetto all’uso della segnaletica fissa e cioè pare consigliabile, anche al fine di limitare il contenzioso, munirsi di segnaletica temporanea da utilizzare anche in presenza di quella fissa, ma, alla fine, ove ciò si ritenga troppo impegnativo, vale l’interpretazione della Cassazione riguardo all’efficacia della segnaletica fissa anche per l’impiego di postazioni temporanee.

 

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