E’ violenza privata sequestrare le chiavi dell’autobus al conducente

Due soggetti sono stati condannati per la loro condotta tenuta nei confronti dell’autista di un autobus. In particolare, uno dei due, aveva sottratto le chiavi di accensione del mezzo al conducente al quale, pertanto, era stato impedito di ripartire e di proseguire il suo servizio di trasporto di linea.

L’anzidetta sottrazione che ha impedito all’autista del mezzo pubblico di continuare il servizio di trasporto di linea è un comportamento che sia la magistratura di merito, sia quella di legittimità hanno ritenuto configurabile come violenza privata.

La Corte di Cassazione, in particolare, ha confermato la corretta impostazione della Corte d’Appello la quale aveva sostenuto che tale condotta doveva essere ricondotta al reato di cui all’art. 610 c.p., dato che l’impossessamento violento delle chiavi del mezzo genera una costrizione nel conducente del mezzo stesso, il quale perde, sia pure temporaneamente, il potere di utilizzo del veicolo e, quindi, di riprendere la marcia, così da subire una limitazione della propria libertà psichica.

A tutto ciò, quindi, è seguita la condanna dei due imputati.

 

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