Mobilità delle persone con disabilità

In occasione della giornata internazionale delle persone con disabilità del 3 dicembre, il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha ricordato le due iniziative messe in campo per semplificare la mobilità delle persone con disabilità.

– l’applicazione del Contrassegno unificato disabili europeo (Cude), su tutto il territorio nazionale
– lo stanziamento di contributi ai Comuni per la creazione di aree di sosta, sia per i veicoli delle persone disabili, che per gli stalli rosa adibiti alle donne in gravidanza e per i genitori con bambini fino a due anni d’età.

L’uso della piattaforma da parte di tutti i Comuni garantirà il diritto alla mobilità alle persone con disabilità sull’intero territorio nazionale

on una lettera inviata ai sindaci, il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, il Ministro per le Disabilità, Erika Stefani, e il Presidente dell’ANCI, Antonio Decaro, sollecitano la più ampia adesione dei Comuni alla Piattaforma unica nazionale informatica per le targhe associate al CUDE (Contrassegno unificato disabili europeo), realizzata presso il CED Motorizzazione del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (Mims) per agevolare gli spostamenti delle persone con disabilità su tutto il territorio nazionale, garantendo loro il pieno diritto alla mobilità.  Questa soluzione tecnologica, che realizza quanto previsto dal Decreto del Ministro del 5 luglio 2021 in attuazione della Legge 145/2018, permette ad un cittadino titolare di CUDE di spostarsi con l’automobile in un altro Comune senza dover chiedere preventivamente l’autorizzazione ad accedere nelle aree a traffico limitato e a utilizzare i parcheggi riservati.  Dopo la fase di sperimentazione in 16 Comuni che hanno rilasciato 180 codici univoci per gli utenti che ne hanno fatto richiesta, “ora si deve passare alla fase di piena adesione alla piattaforma – si legge nella lettera – fondamentale per la riuscita di questo strumento, che rappresenta un beneficio concreto per semplificare e migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità”.

 

chi deve spostarsi da un Comune all’altro, non deve più comunicare l’ingresso nelle aree a traffico limitato situate in comuni diversi da quello di riferimento.

Obiettivo, abbattere una barriera burocratica che ostacola gli spostamenti da un Comune all’altro. Questa soluzione tecnologica, infatti consente ai cittadini di spostarsi nei vari Comuni che hanno aderito all’iniziativa, senza dover chiedere preventivamente l’autorizzazione ad accedere nelle aree a traffico limitato o l’utilizzo dei parcheggi riservati. Negli altri Comuni che ancora non hanno aderito invece continuano a valere le modalità operative precedenti.

Per facilitare l’adesione, sono state condivise con ANCI diverse azioni, di natura informativa e di supporto, per consentire ai comuni interessati di poter utilizzare un apposito starter kit tramite il quale usufruire velocemente dei servizi messi a disposizione sul Portale dell’Automobilista e di specifici web services, per l’integrazione delle funzioni Cude nelle piattaforme di gestione della mobilità urbana sviluppate dalle Regioni e dai singoli comuni.

Dopo la presentazione della richiesta di registrazione nel proprio comune di residenza, i cittadini titolari di Cude possono facilmente gestire l’aggiornamento delle targhe registrate utilizzando l’app iPatente, gratuita e disponibile sui più comuni marketplace sia nella versione per Android che per iOS.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul portale dell’Automobilista.

 

chi deve spostarsi da un Comune all’altro, non deve più comunicare l’ingresso nelle aree a traffico limitato situate in comuni diversi da quello di riferimento.

Obiettivo, abbattere una barriera burocratica che ostacola gli spostamenti da un Comune all’altro. Questa soluzione tecnologica, infatti consente ai cittadini di spostarsi nei vari Comuni che hanno aderito all’iniziativa, senza dover chiedere preventivamente l’autorizzazione ad accedere nelle aree a traffico limitato o l’utilizzo dei parcheggi riservati. Negli altri Comuni che ancora non hanno aderito invece continuano a valere le modalità operative precedenti.

 

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