La sentenza del Consiglio di Stato n. 7353 del 17 settembre 2025 offre un’occasione utile per riflettere sul ruolo attuale del regolamento di polizia urbana nel governo dello spazio pubblico e, più in generale, sulla relazione tra disciplina della mobilità sostenibile, poteri comunali e limiti costituzionali posti dall’art. 117 Cost. alla normativa locale in materia di circolazione stradale.
L’oggetto del contendere – il divieto di assicurare le biciclette a pali, ringhiere o elementi di arredo urbano diversi dalle rastrelliere autorizzate – potrebbe apparire di scarso rilievo sistematico, ma al contrario consente di delineare alcuni profili critici che da tempo attraversano l’evoluzione del diritto amministrativo urbano, specie nella sua declinazione minore rappresentata dai regolamenti comunali di convivenza civile, decoro e sicurezza.
Il primo elemento interessante nella motivazione della Quinta Sezione è la netta riaffermazione dell’autonomia regolamentare dei Comuni, non come esercizio estemporaneo di micro-normazione, ma quale strumento connotato da una funzione ordinatoria propria, ben distinta dalla disciplina della circolazione stradale che resta riservata inderogabilmente alla legge statale.
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La potestà regolamentare comunale tra decoro urbano e mobilità sostenibile
Commento alla sentenza del Consiglio di Stato sez. V 17 settembre 2025, n. 7353
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