La nota della Direzione Centrale per la Polizia Stradale del 13 gennaio 2026, prot. n. 300/STRAD/1/0000000773.U/2026, chiarisce il perimetro di liceità dell’impiego delle nuove tecnologie per l’accertamento delle violazioni di cui agli artt. 172 e 173 C.d.S., ricostruendo il rapporto tra principio di accertamento diretto e ipotesi derogatorie di rilevazione a distanza. L’interpretazione appare coerente con i precedenti approdi ministeriali relativamente agli strumenti di ausilio per l’accertamento delle violazioni degli articoli 80 e 193 del codice della strada, nonché con la posizione di questo Autore, confermata nell’ultimo approfondimento in materia pubblicato in questa rivista elettronica.
Il punto di partenza, è costituito dal contesto delle norme del codice della strada che radica la competenza degli organi di polizia stradale e, sul piano operativo-probatorio, impone che l’illecito sia constatato dall’operatore, salvo che la legge ammetta l’accertamento “automatico” mediante dispositivi specificamente approvati od omologati per l’accertamento remoto.
Anche la nota, ovviamente, esclude che gli artt. 172 e 173 rientrino tra le violazioni per le quali l’ordinamento consente la contestazione fondata su acquisizioni automatiche, con conseguente inidoneità delle immagini, da sole, a integrare il presupposto dell’accertamento consentito senza la presenza attiva degli organi di polizia stradale; ne discende una qualificazione funzionale dello strumento come di ausilio e di selezione finalizzato a indirizzare il controllo su veicoli/conducenti segnalati, ma con il vincolo imprescindibile che l’elemento costitutivo dell’accertamento resti l’osservazione diretta dell’operatore presente sul luogo di commissione dell’illecito, il quale deve attestare nel verbale la condotta (mancato uso delle cinture; uso di apparecchi durante la guida, come in passato la circolazione senza revisione o senza assicurazione) come percepita in sua presenza, non già solamente come desunta dall’immagine.
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Velox e controlli su strada
Oggi gran parte delle violazioni in materia di circolazione stradale viene accertata con strumenti elettronici che, di fatto, si sostituiscono all’operatore su strada. Sul piano normativo il legislatore è intervenuto costantemente sul tema, ma in modo spesso non coerente.Da un lato ha ampliato i casi in cui la contestazione immediata non è necessaria, attraverso l’impiego di strumenti debitamente approvati; dall’altro ha introdotto una serie di adempimenti e limitazioni, in particolare per l’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità, che hanno reso estremamente difficoltosa l’attività degli organi di polizia e delle amministrazioni locali.Dopo la sentenza della Corte Costituzionale sulle verifiche della taratura, alla quale hanno fatto seguito il D.M. n. 282/2017 e la Direttiva Minniti, siamo giunti alla questione della omologazione dei dispositivi di controllo della velocità (ordinanza Cassazione n. 10505/2024) ed al nuovo Decreto MIT 11.4.2024 (G.U. n. 123 del 28.5.2024) emanato in attuazione dell’articolo 25 della Legge n. 120/2010.Il quadro che ne deriva è caratterizzato da incertezza operativa e incomprensioni procedurali, interpretazioni dottrinali e giurisprudenziali talvolta difformi tra loro e che, anche per questo, sono la causa dell’insorgere di un contenzioso sempre più intenso e complesso.Questa guida offre un’attenta analisi dell’evoluzione normativa e dei principi generali che regolano l’accertamento e la contestazione delle violazioni mediante i dispositivi tecnologici a disposizione delle Polizie locali, per poi passare all’esame dei singoli casi, alla luce della più affermata giurisprudenza e della prassi ministeriale, mettendo in luce ogni criticità e proponendo le soluzioni più adeguate ai singoli casi.Massimo AncillottiGià comandante di PL laureato in giurisprudenza e avvocato. Autore e coautore di libri e pubblicazioni su CdS, polizia giudiziaria e altre materie di competenza della polizia locale.Giuseppe CarmagniniResponsabile dell’ufficio Contenzioso e supporto giuridico per la PL del Comune di Prato. Autore di libri, monografie, approfondimenti sul CdS, è docente accreditato presso molte scuole regionali.
Massimo Ancillotti, Giuseppe Carmagnini | Maggioli Editore 2025
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