CCNL Funzioni Locali 2022-2024: cosa ne pensano i sindacati?

La firma della responsabilità sblocca gli aumenti, ma il sindacato si spacca sul muro dell’inflazione

25 Febbraio 2026
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La firma definitiva del CCNL Funzioni Locali per il triennio 2022-2024 è prima di tutto il risultato di una dialettica sindacale tesissima. Se l’area dirigenziale è stata breve e intensa, il CCNL Funzioni Locali ha sofferto dell’indecisione e delle divergenze delle sigle sindacali, fino alla non firma della CGIL. A conti fatti e con il CCNL finalmente in tasca, cosa ne pensano ora i sindacati? Mentre le sigle firmatarie rivendicano la concretezza di aver sbloccato risorse e diritti dopo mesi di stallo, l’opposizione della CGIL apre una riflessione profonda sulla tenuta del potere d’acquisto nella Pubblica Amministrazione.

>> LEGGI IL COMUNICATO ARAN
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Indice

CISL FP: R di Responsabilità


La CISL non si è mai fatta timida quand’è arrivato il momento di rivendicare sforzi bellici per la redazione dei contratti arricchendo il tutto con una sana dose di responsabilità e dovere. D’altronde la strategia è guardare subito al triennio 2025-2027 per “chiudere in vigenza”, un traguardo storico che ridurrebbe i tempi di attesa tra un rinnovo e l’altro.

con la firma si supera la fase di stallo voluta dai sindacati non firmatari e si creano le condizioni per aprire immediatamente la tornata 2025-2027, con l’obiettivo di chiudere il contratto in vigenza. Sarebbe un risultato storico, mai realizzato dalla privatizzazione del rapporto di lavoro pubblico

Così commenta in un comunicato, la CISL FP, guidata da Roberto Chierchia: la sottoscrizione del contratto è una vittoria della “concretezza” contro il “blocco” delle trattative. Il sindacato pone l’accento sul fatto che la firma rende finalmente esigibili gli aumenti (140 euro medi) e la liquidazione degli arretrati, evitando che i lavoratori paghino il prezzo di uno stallo ideologico.

Gli arretrati?
Gli arretrati relativi alle annualità 2022-2023 non sono scomparsi!” rassicura la sigla, intervenuta con forza per chiarire che gli arretrati 2022-2023 sono stati in parte anticipati come IVC maggiorata, smentendo quelle che definisce “bufale” dei non firmatari: “Per dare una prima risposta alla dura inflazione accumulata nel triennio, la Legge aveva stabilito di anticipare gli arretrati in busta paga, sotto forma di Indennità di Vacanza Contrattuale (IVC) maggiorata.”

>> CONSULTA LA TABELLA MESSA A DISPOSIZIONE DALLA CISL CON AUMENTI TABELLARI E ARRETRATI.

UIL FPL: tutto molto bello ma ora?


La UIL FPL, con la Segretaria Generale Rita Longobardi, legge questo rinnovo come un passaggio politico fondamentale per rimettere al centro un comparto spesso considerato residuale. La posizione della UIL, più composta ma concorde alla vittoria, è orientata al medio periodo: una visione che somma i risultati odierni alle sfide imminenti. Ci si fa i conti in tasca:
Prospettiva 11,18%: La UIL calcola che, sommando gli incrementi attuali alle risorse già stanziate per il prossimo triennio (incluso il fondo aggiuntivo da 100 milioni rivendicato dalla sigla), si potrà arrivare a un recupero dell’11,18% entro il 2027;
Specificità dei territori: Grande soddisfazione viene espressa per la risoluzione di criticità storiche, come il regime dei festivi infrasettimanali per i turnisti (Polizia Locale e servizi assistenziali) e il potenziamento del welfare integrativo orientato alla mobilità sostenibile;
Tempistiche: La UIL preme affinché gli Enti siano celeri: l’obiettivo è vedere gli aumenti in busta paga già tra marzo e aprile 2026.

>> CONSULTA IL COMUNICATO DELLA UIL.

FP CGIL: una questione di dignità del lavoratore


Diametralmente opposta la posizione della FP CGIL, ma non è una sorpresa, già alla sottoscrizione la sigla sindacale non aveva firmato lasciando il tavolo della contrattazione integrativa. Basandosi su una consultazione che ha visto il 92% dei lavoratori contrari alle previsioni dell’accordo. La critica non è sugli istituti normativi, ma sulla base economica, giudicata insufficiente.

L’inflazione si prende tutto: La CGIL denuncia un divario inaccettabile, a fronte di un’inflazione del 16% nel triennio di riferimento, il contratto offre aumenti inferiori al 6%. Il risultato, secondo il sindacato, è una perdita netta di 10 punti di potere d’acquisto, pari a una mensilità “mangiata” dal costo della vita.

Dignità e risorse: La mancata firma è un atto di protesta contro lo stanziamento di risorse giudicate esigue dal Governo, che non permetterebbero una reale valorizzazione del personale né un piano straordinario di assunzioni necessario per gli Enti locali in affanno.

Rappresentanza: La sigla promette di continuare la battaglia per via mobilitativa, chiedendo un impegno finanziario diverso per la tornata 2025-2027 che possa realmente coprire l’inflazione IPCA.

>> CONSULTA IL COMUNICATO DELLA CGIL.

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