Quando ho definito “kafkiana” la vicenda che si è sviluppata intorno al tema dell’approvazione degli strumenti per l’accertamento delle violazioni in materia di superamento dei limiti di velocità, non immaginavo di dover tornare così tante volte, faticosamente, sulla questione.
Da più parti, voci discordanti sul Web, hanno fatto rimbalzare la nuova ordinanza n. 7374 della Seconda Sezione civile della Cassazione, depositata il 27 marzo scorso. Qualcuno, intimorito dal fatto che si possa trattare di un revirement tardivo della Seconda Sezione, si è affrettato a pubblicare la successiva ordinanza n. 7375 della medesima sezione per smentire i rumours della possibile evoluzione del pensiero dei Giudici di legittimità, senza considerare che nel caso affrontato dalla seconda pronuncia la Cassazione ha semplicemente accolto il ricorso sul punto della motivazione apparente o carenza di motivazione, senza nulla decidere se non rinviare la decisione al medesimo Tribunale di Pescara in differente composizione. Si tratta, quindi, di una pronuncia del tutto neutra sul tema dell’omologazione, certo non idonea a chiarire la portata della decisione in commento, che ha interessato così tanto gli organi di informazione.
Prima di esaminare il nuovo approdo, che si incastona perfettamente nella collezione di “mirabilia” della Seconda Sezione civile della Cassazione, vorrei portare l’attenzione di chi ha la pazienza di leggere questo poco appassionato commento, sull’interrogazione alla quale ha risposto il Ministro Salvini lo scorso primo aprile (forse anche la data rappresenta la situazione).
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Velox e controlli su strada
Oggi gran parte delle violazioni in materia di circolazione stradale viene accertata con strumenti elettronici che, di fatto, si sostituiscono all’operatore su strada. Sul piano normativo il legislatore è intervenuto costantemente sul tema, ma in modo spesso non coerente.Da un lato ha ampliato i casi in cui la contestazione immediata non è necessaria, attraverso l’impiego di strumenti debitamente approvati; dall’altro ha introdotto una serie di adempimenti e limitazioni, in particolare per l’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità, che hanno reso estremamente difficoltosa l’attività degli organi di polizia e delle amministrazioni locali.Dopo la sentenza della Corte Costituzionale sulle verifiche della taratura, alla quale hanno fatto seguito il D.M. n. 282/2017 e la Direttiva Minniti, siamo giunti alla questione della omologazione dei dispositivi di controllo della velocità (ordinanza Cassazione n. 10505/2024) ed al nuovo Decreto MIT 11.4.2024 (G.U. n. 123 del 28.5.2024) emanato in attuazione dell’articolo 25 della Legge n. 120/2010.Il quadro che ne deriva è caratterizzato da incertezza operativa e incomprensioni procedurali, interpretazioni dottrinali e giurisprudenziali talvolta difformi tra loro e che, anche per questo, sono la causa dell’insorgere di un contenzioso sempre più intenso e complesso.Questa guida offre un’attenta analisi dell’evoluzione normativa e dei principi generali che regolano l’accertamento e la contestazione delle violazioni mediante i dispositivi tecnologici a disposizione delle Polizie locali, per poi passare all’esame dei singoli casi, alla luce della più affermata giurisprudenza e della prassi ministeriale, mettendo in luce ogni criticità e proponendo le soluzioni più adeguate ai singoli casi.Massimo AncillottiGià comandante di PL laureato in giurisprudenza e avvocato. Autore e coautore di libri e pubblicazioni su CdS, polizia giudiziaria e altre materie di competenza della polizia locale.Giuseppe CarmagniniResponsabile dell’ufficio Contenzioso e supporto giuridico per la PL del Comune di Prato. Autore di libri, monografie, approfondimenti sul CdS, è docente accreditato presso molte scuole regionali.
Massimo Ancillotti, Giuseppe Carmagnini | Maggioli Editore 2025
69.00 €
Per approfondire
>> Vedi lo speciale: Riforma Velox
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